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Nuovo gas per il mondo e anche per l’Italia. Il che, visti i tempi che corrono e con lo stretto di Hormuz ostaggio della guerra in Medio Oriente, è già di per sé un’ottima notizia. Specialmente nel giorno in cui il governo italiano, per bocca del ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, paventa un possibile ritorno al carbone qualora il prezzo del gas sfondasse il muro dei 70 euro a megawattora. L’Eni continua a tessere la sua tela energetica, il cui baricentro è ormai l’Africa, il nuovo porto sicuro degli approvvigionamenti di metano per l’Italia, orfana un po’ come tutta Europa del gas russo.

Il Cane a sei zampe ha infatti annunciato una nuova importante scoperta a gas effettuata dal pozzo esplorativo Geliga-1, perforato nel blocco Ganal nel bacino del Kutei, a circa 70 km dalla costa del Kalimantan Orientale, nell’offshore indonesiano. Le stime preliminari indicano volumi in posto pari a circa 140 miliardi di metri cubi di gas e 300 milioni di barili di condensati nell’intervallo incontrato. Nuove e preziose risorse da esportare, che contribuiranno anche a stemperare la pressione sui mercati energetici mondiali.

Ora, il pozzo Geliga-1 è stato perforato fino a una profondità totale di circa 5.100 metri in circa 2 mila metri di profondità d’acqua e ha incontrato una significativa colonna a gas nell’intervallo miocenico, caratterizzato da eccellenti proprietà petrofisiche. È previsto un test di produzione per valutare la produttività del giacimento. “La scoperta Geliga-1 si inserisce nell’eccellente track record esplorativo di Eni nel Bacino del Kutei e fa seguito all’importante scoperta di Geng North, avvenuta alla fine del 2023 a soli 20 km a sud di Geliga, nonché alla più recente scoperta del pozzo Konta-1, annunciata nel dicembre 2025. Questi risultati confermano il significativo potenziale del play a gas del bacino e la scalabilità delle risorse nell’area”, ha spiegato lo stesso Eni.

Non è tutto. La nuova scoperta è adiacente alla scoperta a gas di Gula (circa 56 miliardi di metri cubi di gas con 75 milioni di barili di condensati), non ancora sviluppata. Le valutazioni iniziali indicano che le risorse combinate di Geliga e Gula hanno il potenziale per produrre 28 milioni di metri cubi al giorno aggiuntivo di gas, aprendo tra l’altro la possibilità di realizzare, in modalità fast-track, un terzo hub produttivo nel prolifico Bacino del Kutei, replicando il modello di sviluppo del progetto North Hub in corso.

Sono inoltre in corso studi per valutare un’ulteriore estensione di Bontang attraverso la riattivazione di capacità di liquefazione aggiuntiva rispetto a quanto già previsto per il progetto North Hub, prolungando ulteriormente l’operatività dell’impianto. Negli ultimi sei mesi, Eni ha perforato con successo altri quattro pozzi esplorativi nello stesso bacino. La campagna esplorativa proseguirà con un ulteriore pozzo previsto nel 2026 e due pozzi nel 2027.

Più gas anche senza Hormuz. La scoperta di Eni che può aiutare il mercato

Il Cane a sei zampe ha annunciato una nuova importante scoperta a gas effettuata dal pozzo esplorativo Geliga-1, perforato nel blocco Ganal nel bacino del Kutei, a circa 70 km dalla costa del Kalimantan Orientale, nell’offshore indonesiano. Dopo l’Africa prosegue il cammino per la diversificazione dei baricentri energetici

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