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Giornata gloriosa per la Borsa americana dopo la vittoria di Donald Trump. E altrettanto soddisfacente per il più piccolo dei figli del nuovo presidente americano, Barron Trump. Il valore della sua criptomoneta Barron, infatti, è volato in seguito ai risultati elettorali, raggiungendo il massimo storico. La moneta digitale ha superato i 75.000 dollari nelle prime contrattazioni, superando il precedente massimo raggiunto a marzo, secondo Dow Jones Market Data. Alle 9.30 del mattino di mercoledì 6 novembre era salita del 7%, a 74.305 dollari.

Il più piccolo dei Trump è finito sulle prime pagine in un’iconica immagine che evidenza la sua altezza (2,55 metri), ma il diciottenne – che nella prima presidenza di Donald era soltanto un bambino – è diventato uno degli strateghi più importanti della campagna vincente del repubblicano.

Il giovane Barron è la mente dietro la piattaforma crittografica di Donald, DeFi World Liberty Financial, durante la campagna elettorale, e i suoi consigli hanno aiutato il padre a raggiungere il pubblico della Gen Z.

Come spiega il Times of India, Barron è esperto di podcast e sapeva quali argomenti avrebbero potuto garantire a Trump la massima attenzione: “La campagna di Trump ha preparato l’elenco dei podcast in cui pensavano che avrebbe dovuto apparire per mostrare il suo lato divertente, ma l’approvazione finale non è arrivata dal capo. C’è stata un’altra tappa e Trump non ha nemmeno guardato l’elenco prima che Barron venisse consultato”.

Susie Wiles, responsabile della campagna di Donald Trump, ha arruolato Alex Bruesewitz, di 27 anni, per gestire il circuito dei podcast di Trump. Ma l’ultima parola per l’approvazione dei temi arrivava da Barron, non dall’ex presidente.

Bruesewitz e Barron hanno concordato l’apertura dei podcast con Adin Ross, un provocatore noto per aver collaborato con celebrità su live streaming di videogiochi, come NBA2K e Grand Theft Auto. E insieme hanno ideato la maratona di interviste podcast, indirizzate al pubblico di giovani uomini, tra cui Adin Ross, Logan Paul, Theo Von e Joe Rogan.

Un altro personaggio chiave nel trionfo di Trump è l’amico di Barron, Bo Loudon, che è stato anche lui coinvolto nella strategia per conquistare i giovani elettori. “Loudon è stato un altro guerriero dei social media messo in atto dalla campagna – sostiene il Times of India -. La madre di Bo, Gina Loudon, era nella squadra di Trump nelle elezioni del 2020”. Bo è apparso in diverse interviste televisive ed è riuscito a trovare il linguaggio e il modo giusto per parlare agli elettori della Generazione Z. Resta da chiedersi quale ruolo avranno questi giovani strateghi (di famiglia) nel nuovo governo Trump.

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