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I giochi sono fatti. Mancano poche ore al secondo Family Day in meno di un anno e nella variegata galassia del mondo cattolico si respira un clima da “dentro o fuori”. Le decisioni ormai sono prese: o si è scelto di andare al Circo Massimo (nella foto di Filippo Savarese, l’allestimento del palco) a manifestare contro il ddl Cirinnà, oppure si è optato per restare a casa. Prendere o lasciare. Vale per i singoli fedeli, ma vale anche per i gruppi, le associazioni e i movimenti ecclesiali.

LA CARICA DEI NEOCATECUMENALI

Non risultano comunicazioni ufficiali al riguardo, ma con ogni probabilità saranno ancora una volta i Neocatecumenali i principali protagonisti dell’evento. Almeno nei numeri, come spiegato da Formiche.net. D’altronde, è stato lo stesso iniziatore del Cammino Kiko Argüello a rivelare a Zenit di aver ricevuto una telefonata dal presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, che gli ha chiesto di mobilitare tutti i suoi seguaci per assicurare il successo della manifestazione. A differenza del Family Day del 20 giugno scorso, questa volta però Kiko non parlerà dal palco; l’intervento principale sarò riservato a un altro neocatecumenale, il neurologo Massimo Gandolfini, presidente del Comitato “Difendiamo i nostri figli”.

PRESENTI APG23 E RNS

Tra i movimenti ecclesiali più noti, ad aderire al Family Day c’è innanzitutto l’Associazione Papa Giovanni XXIII. Il responsabile Giovanni Ramonda ha invitato i membri della comunità fondata da don Oreste Benzi a “partecipare all’iniziativa di piazza, per dire un sì pieno alla vita e al dono della famiglia come pensata dal Creatore”, convinto che si debba “sostenere la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, quella prevista e tutelata dalla Costituzione italiana”. Stesso dicasi per il Rinnovamento nello Spirito Santo che, ha precisato, “pur non assumendo l’iniziativa sul piano organizzativo tra i soggetti che compongono il Comitato promotore, valuta necessario che ci siano uomini e donne che in virtù della propria cittadinanza attiva manifestino a Roma il 30 gennaio contro un disegno di legge ritenuto ingiusto, fuorviante rispetto alle reali richieste del Paese e dunque non condivisibile”. Inoltre, il movimento guidato da Salvatore Martinez ha promosso nei giorni scorsi una veglia di preghiera in venti santuari mariani d’Italia dedicata alle donne e alle madri “in un momento in cui è attentata la loro dignità”.

CL E FOCOLARINI SI CHIAMANO FUORI

Sulla falsariga di quanto fatto alla precedente manifestazione, Comunione e liberazione non ha aderito ufficialmente; a spiegare i motivi di questa scelta (che ha suscitato una certa fibrillazione nel movimento fondato da don Luigi Giussani), è stato l’attuale leader don Julian Carròn (come ricostruito da Formiche.net), il quale ha comunque lasciato liberi i seguaci di partecipare o meno. C’è però da aspettarsi che domani al Circo Massimo siano presenti molti ciellini, se è vero che un ex leader laico come Giancarlo Cesana ha detto al Corriere della Sera che sarà al Family Day e un settimanale d’area come Tempi ha pure organizzato alcuni treni.
Anche il Movimento dei Focolari si tira fuori dall’evento. “I Focolari in Italia non sono fra i promotori del prossimo Family Day – si legge in una nota -: ritengono che su questo tema e in questo preciso momento storico (…) sia più efficace e generatore di legame sociale testimoniare ovunque la famiglia come esperienza originaria di ogni uomo e ogni donna. Essa non può essere ‘contro’ qualcosa o qualcuno, ma è di per sé la condizioni per cui tutte le persone e formazioni sociali possono avere la garanzia di trovare riconoscimento e rispetto”.

COSA FA IL MOVIMENTO PER LA VITA

C’è poi chi, come il Movimento per la Vita presieduto dal deputato Gian Luigi Gigli (qui la sua recente intervista), “pur non assumendo l’iniziativa sul piano organizzativo in seno al Comitato promotore e lasciando piena libertà ai singoli, reputa opportuno e necessario che, riflettendo sulla posta in gioco e interrogandosi sul significato dell’evento, gli aderenti al Movimento favoriscano la più larga partecipazione alla manifestazione”.

LA POSIZIONE DELL’AZIONE CATTOLICA

La più antica tra le organizzazioni di questa “famiglia”, ossia l’Azione Cattolica Italiana, ha deciso di mantenere un atteggiamento neutrale rispetto al Family Day, senza nemmeno citarlo. In una lunga nota pubblicata nei giorni scorsi la presidenza attualmente affidata al docente universitario parmigiano Matteo Truffelli ha precisato come “la nostra associazione è grande, abitata da sensibilità differenti, che possono legittimamente portare a modi diversi di agire per promuovere i valori che ci accomunano e in cui tutti crediamo saldamente”. Ritenendo che vada fatta una legge per regolare le convivenze omosessuali, i vertici hanno specificato che “la legge, così com’è stata proposta in Parlamento, non ci piace. Non la condividiamo”.

COME SI MUOVONO ACLI E MCL

Differenti le posizioni nelle organizzazioni cattoliche legate al mondo del lavoro. Le Acli non ricorrono a tanti giri di parole per criticare la manifestazione: “Il clima da tifoseria che si è creato in questi giorni a ridosso del Family Day non fa certo bene alle vere priorità della famiglia, che conosciamo non solo attraverso i nostri iscritti e il costante lavoro sul territorio, ma anche attraverso le migliaia di persone che si rivolgono ogni giorno al nostri servizi di Caf e Patronato diffusi su tutto il territorio della penisola” ha detto il responsabile famiglia e vicepresidente nazionale Santino Scirè. “Le Acli – ha aggiunto – non condividono la strumentalizzazione delle piazze e, rispetto al processo legislativo in atto, hanno a cuore la tutela dei soggetti più deboli”. Da qui il giudizio negativo sulla stepchild adoption, ritenuta “rischiosa”, mentre un convinto sì alla “importanza di riconoscere le unioni civili, anche omosessuali, sottolineando la necessità che vengano tutelati i diritti individuali fuori da ogni possibile equiparazione al matrimonio”. Su un’altra lunghezza d’onda si posiziona invece il presidente del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl), Carlo Costalli. “Ben venga – ha detto in un suo recente intervento su Formiche.net – una manifestazione volta a richiamare l’attenzione sul vero senso della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e aperta alla procreazione”.

E IL FORUM FAMIGLIE?

Nonostante avesse bollato come “un fallimento” il Family Day del 2007, il presidente del Forum Famiglie Gigi De Palo sarà in piazza. Da giorni promuove iniziative di contrasto al ddl Cirinnà, cercando di tenere insieme le diverse associazioni cattoliche che compongono l’organismo.

Family Day, ecco associazioni e movimenti cattolici che vanno al Circo Massimo

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