Skip to main content

Ormai la politica economica in Italia passa per tre palazzi: quello di Palazzo Chigi, quello di Via XX Settembre dove risiede il Ministro dell’Economia e quello del quotidiano La Repubblica, fondato da Eugenio Scalfari, che ogni domenica punzecchia il premier Matteo Renzi, accusandolo di non voler dare retta né a lui né al suo amico Mario Draghi, nel risolvere i problemi italiani ed europei tramite la creazione niente di meno che di un superministro europeo dell’economia.

Avevamo gioito assai a leggere la risposta precisa al Fondatore da parte del presidente del Consiglio: “La questione del superministro europeo del Tesoro non è il punto centrale. Oggi il problema dell’economia dell’Unione non è il superministro, ma la direzione. Perché – questa è la tesi del nostro governo – negli ultimi anni l’Europa ha sbagliato strada… i Paesi che sono cresciuti in Europa lo hanno fatto soltanto perché hanno violato in modo macroscopico le regole del deficit: penso al Regno Unito di Cameron che ha finanziato il taglio delle tasse portando il deficit al 5% o alla Spagna di Rajoy che ha accompagnato la crescita con un deficit medio di quasi il 6%… Il problema non sono le regole, dunque; il problema è la politica economica di questa nostra Europa. Prima di parlare di superministri, dobbiamo forse chiarirci fra noi sulla linea di politica economica. Perché di sola austerity si muore.”

Pensavo che la questione si fosse chiusa qui, tirando un forte sospiro di sollievo: la follia di un superministro (inevitabilmente “tedesco”) era stata scartata intelligentemente da Renzi, considerata per quello che era, una mera boutade di un giornalista all’oscuro del fatto che l’Europa si fa dal basso, con la solidarietà, e non dall’alto con le scelte élitarie di un qualche burocrate lontano, molto lontano, da chi soffre.

Ma la lettura di un nuovo documento del Ministero dell’Economia e delle Finanze senza alcuna firma, destinato ad essere letto nei salotti buoni di Bruxelles, mi ha gettato nello sconforto più nero, per le sue tante banalità, ma soprattutto per quella frase che richiede che la gestione di tante funzioni fiscali vada effettuata da un… “ministro fiscale dell’eurozona, il cui valore aggiunto sarebbe quello di operare una politica fiscale comune ed assicurarsi che una posizione fiscale coerente ed in equilibrio complessivo sia seguita a livello aggregato… Una figura da incastonare presso la Commissione europea… con forti legami col Parlamento europeo”.

La domanda sorge spontanea: ma chi ha in mano in Italia la politica economica? Renzi o Padoan? O forse Scalfari? Sospetto quest’ultimo. Ed è un peccato, perché a seguirne i consigli l’Europa si disintegrerà, come inghiottita da un buco nero per la mancanza di una vera strategia di solidarietà.

Non menzioniamo i buchi neri a caso. Proprio Scalfari si è detto infatti avido lettore sin da ragazzo di Albert Einstein e ha così ammonito il premier che non si decideva a volere il suo superministro, ricordando la scoperta delle onde gravitazionali: “Ne deduciamo che il potere domina l’universo intero… fino a quando quel potere passerà di mano …. ricordi, Matteo Renzi, la legge gravitazionale di Einstein e si comporti in conformità”.

Ho un suggerimento per Renzi: si riappropri del bastone del comando e faccia tesoro delle sagge parole dell’Einstein originale che ebbe modo di rammentare come la “perfezione dei mezzi e la confusione dei fini sembrano caratteristici del nostro tempo”. Al mezzuccio del superministro preferisca il fine della solidarietà che genera vera Unione.

Matteo Renzi

Perché Renzi ha cambiato idea sul superministro europeo del Tesoro?

Ormai la politica economica in Italia passa per tre palazzi: quello di Palazzo Chigi, quello di Via XX Settembre dove risiede il Ministro dell’Economia e quello del quotidiano La Repubblica, fondato da Eugenio Scalfari, che ogni domenica punzecchia il premier Matteo Renzi, accusandolo di non voler dare retta né a lui né al suo amico Mario Draghi, nel risolvere i…

Renzi, Monti e i postini

So bene che non è giusto, come mi diceva un Indro Montanelli insolitamente indulgente, che non si può impiccare nessuno a una parola, o a una frase infelice. Specie se decontestualizzata, come Montanelli, sempre lui, non mi avrebbe mai permesso di scrivere perché il mitico "lattaio dell'Ohio", versione americana del suo buttero toscano, non avrebbe capito. Ma non riesco questa…

Vi racconto il corto circuito fra banche, debiti, Stati e banchieri centrali

Siamo entrati nell’era in cui le regole economiche si applicano al rovescio, passando dalla naturale fecondità del denaro alla inattesa deperibilità della moneta. L’era in cui il debitore restituisce meno denaro di quanto ne ha ricevuto in prestito, quella dei tassi negativi sui depositi eccedenti la riserva obbligatoria presso le Banche centrali: dalla Banca nazionale Svizzera alla Bce, dalla BoJ…

Rc auto, Uber, farmaci. Cosa cambierà con il ddl Concorrenza

Passo dopo passo il ddl concorrenza in discussione al Senato comincia a prendere forma. In questi giorni la commissione Industria sta esaminando le prime proposte di modfica, riguardanti soprattutto le assicurazioni e le telecomunicazioni, mentre a partire da mercoledì dovrebbero essere sciolti i nodi più critici, ovvero le nuove regole del trasporto privato con la legalizzazione o meno di Uber, che vede…

Repubblicani, ecco come Trump vuole azzoppare Rubio

Prima Ted Cruz, ora Marco Rubio: Donald Trump cerca di mettere fuori gioco i rivali al momento più pericolosi, contestandone il diritto a diventare presidente che la Costituzione riconosce soltanto a chi nasce cittadino americano. Cruz è nato in Canada da padre cubano e madre americana, che poteva, quindi, trasmettergli immediatamente la cittadinanza; Rubio è nato a Miami, da genitori…

Voglia d'America per le aziende italiane

Questa mattina Italia e Stati Uniti si sono incontrati a New York per la quarta edizione del Summit “Italy meets the United States of America” - organizzato da Italian Business & Investment Initiative, in collaborazione con Ernst & Young. L’evento, che si è tenuto al Time Warner Center, è nato con l’obiettivo di migliorare il posizionamento delle imprese italiane oltreoceano,…

Chi si nasconde nella Provvidenza rossa di Lodovico Festa

“Come era bella questa utopia”, era il titolo di un libro-saggio sul comunismo uscito in Francia nel 2000, poco più di dieci anni dopo la caduta del muro di Berlino che sotterrò un sistema e l’ideologia su cui si basava. Autore era Jacques Rossi, uno che della materia si intendeva: polacco di origine (vero nome Franz Xaver Heyman), membro del…

Bolivia, ecco come (e perché) scricchiola la poltrona di Morales

Con il 72,5% dei voti scrutinati, il Tribunale elettorale supremo della Bolivia ha annunciato la prevalenza del No al referendum costituzionale di domenica con circa il 56,5%. Il sì, invece, viaggerebbe sul 43,2%. In caso questa tendenza fosse confermata, si tratterebbe della prima sconfitta elettorale in 10 anni per il presidente boliviano Evo Morales, al potere dal 2006. FESTEGGIAMENTI PREMATURI Gli exit poll…

Telecom Italia, cosa cambia per Sparkle con la mossa di Patuano e Recchi?

Perché Telecom Italia Sparkle è stata inserita nella divisione Business? Quali sono i veri obiettivi di questa novità organizzativa nel gruppo Tim? Sono le domande che da giorni si stanno ponendo addetti ai lavori e analisti. Il nuovo modello organizzativo del gruppo capitanato da Giuseppe Recchi e guidato dall’amministratore delegato Marco Patuano, ha fatto emergere - nell’ambito del piano strategico 2016-2018…

Ecco i piani di Obama sulla Libia

Gli Stati Uniti annunciano, con fatti e parole, che in Libia seguiranno una strategia già vista: niente impegno massiccio, ma azioni puntuali di contro terrorismo dirette contro specifici e studiati obiettivi, preferibilmente leader jihadisti e minacce per attacchi all'estero (in Europa o in America). IL RAID E LO SCOOP Venerdì gli americani hanno colpito il campo di addestramento Baraiem dello Stato islamico…

×

Iscriviti alla newsletter