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Numeri, fatti, progetti, ipotesi e indiscrezioni. Ecco come prosegue la strategia per il digitale dentro e fuori Palazzo Chigi tra Banda ultralarga, dossier Metroweb, espansione territoriale dell’Agenzia per l’Italia digitale e renzianissime ipotesi al vaglio di Palazzo Chigi.

I PROSSIMI PASSI DEL PIANO BANDA ULTRA LARGA

Il piano per la banda ultra larga è stato scritto, inviato in Europa in via informale la prima metà di novembre e sottoposto in consultazione pubblica per 30 giorni, scaduti il 20 dicembre scorso. Attualmente, secondo la roadmap aggiornata da Infratel Italia, società in-house del Ministero dello Sviluppo Economico, responsabile dell’attuazione del Piano nazionale Banda Larga e Progetto Strategico Banda Ultra Larga, il documento è in fase di riscrittura, in cui si terrà conto dei contributi pervenuti in fase di consultazione.

(Ecco il piano di Renzi per la Banda Larghissima)

A breve sarà resa nota inoltre la mappatura delle aree bianche (quelle cioè non raggiunte dalla banda ultra-larga ed oggetto quindi di possibili interventi) effettuata da Infratel che permetterà agli operatori di prenotare entro il 31 marzo (slittamento di due mesi reso possibile dal recente decreto Milleproroghe) le singole zone in cui vorranno investire e di presentare i loro piani di investimento nella banda ultra larga a 30 Mbps e 100Mbps entro il 31 maggio.

L’ESPANSIONE TERRITORIALE DI AGID

Nel frattempo per rafforzare la propria presenza sul territorio nazionale l’Agenzia per l’Italia Digitale diretta da Alessandra Poggiani prosegue la sua ramificazione territoriale. L’ultima bandierina dell’Agid è stata fissata in Piemonte, dove ha preso il via “l’Unità di Progetto regionale” ospitata nella sede del Consorzio Csi.
L’accordo fa seguito a quello dello scorso novembre con la Basilicata, dove la succursale dell’Agenzia per l’Italia digitale ha sede negli uffici della Regione, mentre un’altra collaborazione per l’apertura di una unità di progetto territoriale è stata siglata a inizio dicembre con il Veneto.

LE DISCUSSIONI A PALAZZO CHIGI

Ma la digitalizzazione del Paese è un tema che infiamma i palazzi. I terreni di scontro riguardano soprattutto il futuro della società milanese della banda larga, Metroweb, e la realizzazione della rete di nuova generazione su cui dibattono, di recente con tesi anche molto diversificate, il presidente di Cdp, Franco Bassanini, i vertici delle società di tlc, e uno stuolo di consulenti ed esperti coordinati dal sottosegretario alle Comunicazioni, Antonello Giacomelli, dal consigliere del premier Renzi, Yoram Gutgeld, dal vicesegretario di Palazzo Chigi, Raffaele Tiscar, e dal consulente del premier Andrea Guerra.

VERYBELLO, IL DIGITALE ALL’ITALIANA

“Da noi sul digitale siamo tutti consiglieri, indirizzatori, lineeguidatori e poi ognuno fa come gli pare”, ha scritto Riccardo Luna, Digital Champion nonché esperto di nuove tecnologie reclutato da Renzi a titolo gratuito. È il caso di VeryBello.it, il portale degli eventi culturali presentato dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, come “un quadro, unico al mondo, di iniziative promosse in vista dell’Expo che inizierà a maggio”, che a poche ore dal lancio sabato da parte di Franceschini in conferenza stampa, è diventato un caso di studio nel mondo della comunicazione istituzionale italiana.

“Non ha avuto qualche critica: è stato letteralmente demolito da 15 mila tweet in 24 ore – ha scritto Luna in un post -. E non c’è da gioire per questo, ministro. C’è da farsi una sola domanda: dove ho sbagliato? Rispettosamente, costruttivamente, le dico, ministro, che di errori ne ha collezionati parecchi in questa vicenda”.
Il ministro Franceschini rimarca altri numeri: “In 6 ore 500.000 accessi a http://www.verybello.it! Come speravamo grande pubblicità da ironie, critiche e cattiverie sul web… Verygrazie!”, ha scritto su Twitter.

UN NUOVO DIPARTIMENTO?

Tra le discussioni in corso alla presidenza del Consiglio rientra l’ipotesi, scritta ieri da Formiche.net, di una sorta di nuovo dipartimento ad hoc alla presidenza del Consiglio che dovrebbe occuparsi dello sviluppo digitale dell’Italia.
Secondo alcune indiscrezioni governative, Renzi del tema ne ha ripetutamente parlato anche con Francesco Caio, amministratore delegato di Poste Italiane. Alla base dei pour parler a Palazzo Chigi c’è anche la delega formale alle tematiche digitali – ora appannaggio per vari aspetti di più ministeri – che potrebbero confluire alla presidenza del Consiglio in una struttura ad hoc (dipartimento o altro). Ad occuparsi in maniera laterale della questione, per individuare una figura di mercato all’altezza, ci sarebbe anche il renziano Marco Carrai.

Se e come i progetti dei renziani devono – e come – riguardare l’Agenzia digitale (Agid), ora diretta da Alessandra Poggiani, è uno dei temi al centro della discussione tra tecnici e politici in cui un ruolo non secondario lo avrà – con tutta probabilità – il gruppo Poste presieduto da Luisa Todini.

Ma in ambienti interni all’Agid si dice che i problemi sono altri, e istituire un dipartimento ad hoc non servirebbe a risolverli. “Piuttosto servirebbe un ministero ad hoc come in Germania, Francia, Regno Unito ecc”, dice a Formiche.net una fonte dell’Agid.

Che cosa bolle nella pentola a pressione digitale del governo Renzi?

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