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Diritto d’autore, frequenze tv e fibra ottica. Sono almeno tre i dossier più attuali al vaglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni presieduta da Angelo Cardani.

Se da una parte c’è la storica lotta tra i detentori del diritto e i sostenitori della libertà di pensiero, dall’altra c’è il più recente dibattito sul canone delle frequenze tv. A completare il quadro è arrivata una possibile operazione ad opera di Telecom Italia in grado di limitare, secondo esperti ai lavori ed esponenti politici, la concorrenza nel mercato delle telecomunicazioni fisse. Vediamo nel dettaglio i tre dossier

DIRITTO D’AUTORE, QUANTO MI COSTI

La nuova disciplina sul diritto d’autore online, che non trova concordi i commissari dell’Autorità presieduta da Cardani, da aprile miete le sue vittime in Rete. E se per qualcuno quella dell’Autorità è una battaglia personale che non sembra avere nulla a che fare con la pirateria, altri ne mettono in risalto le ricadute economiche.
In attesa della sentenza della Corte costituzionale al quale il Tar del Lazio ha rinviato per valutare la legittimità del regolamento in materia di tutela del diritto d’autore, le associazioni Altroconsumo, Assoprovider e Movimento Difesa del Cittadino (MDC) hanno inviato una diffida all’Autorità per chiedere la sospensione del regolamento. Secondo le associazioni l’attuale formulazione del Regolamento, che permette l’inibizione dell’attività dell’utente del web senza l’accertamento della violazione del diritto d’autore da parte dell’Autorità giudiziaria ordinaria, sarebbe in contrasto con quanto sancito dalla Costituzione Italiana.
Inaccettabile sarebbe poi – secondo le stesse associazioni – lo sperpero di risorse pubbliche: “Le ricadute in termini economici potrebbero essere molto pesanti. Innanzitutto i provvedimenti inibitori provocheranno altrettante possibili opposizioni al Tar Lazio degli interessati e un aggravio di lavoro per l’Avvocatura dello Stato, per non parlare del dispendio di denaro e risorse dell’Autorità che ha già disposto il trasferimento di circa 533.958,88 euro alla Fondazione Bordoni per la gestione informatica delle procedure in odore di incostituzionalità”.

LA DIATRIBA SULLE FREQUENZE TV

Un inconsueto stop all’Agcom è giunto anche dal governo. Il dossier è quello del canone delle frequenze televisive per il quale l’Agcom ha approvato una delibera che definisce nuovi criteri per la determinazione da parte del ministero dello sviluppo economico (MiSE), dei contributi annuali. Il nuovo meccanismo, che condurrà a uno sconto per Rai e Mediaset, penalizzando, secondo quanto dicono gli addetti ai lavori, gli operatori locali, in sede di votazione ha ricevuto parere contrario da parte del presidente Cardani e del commissario Antonio Nicita.

”La mia idea è trovare una modalità che consenta al governo di rinviare di un anno le determinazioni dell’Agcom con un regime provvisorio che proroghi le disposizioni precedenti”, ha detto intervenendo in Commissione di Vigilanza Rai il sottosegretario Antonello Giacomelli che da tempo prefigura una norma del governo che sospenda l’effetto della delibera Agcom.
“Nel corso dell’anno di transizione verrà approvata una normativa – spiega Giacomelli – che terrà conto del cambiamento del mercato”.
Se applicata – ha continuato il sottosegretario – la delibera rischia di rendere impraticabile il mercato agli operatori locali”.

TELECOM-METROWEB, RISCHIO ANTITRUST?

Tra i dossier di cui presto l’Agcom si occuperà potrebbe seguire quello intitolato “Metroweb”. Infatti il Movimento Consumatori ha chiesto all’authority di aprire un’istruttoria in seguito all’interesse di Telecom Italia per la società milanese della fibra ottica controllata dai fondi F2i e Fsi di Cassa depositi e prestiti.
“A parere dell’esponente, la concentrazione in capo ad un unico operatore della proprietà di tutte le reti fisse attualmente esistenti potrebbe compromettere il processo di sviluppo della concorrenza nel settore delle TLC”, si legge nell’esposto presentato all’Agcom.
Che l’operazione Telecom-Metroweb stia prendendo piede lo dimostrebbe secondo il Sole 24 Ore anche il fatto che il gruppo capitanato da Patuano avrebbe arruolato Roberto Sambuco per farsi assistere nell’operazione. Nel curriculum di Sambuco, anche un incarico alle comunicazioni presso il ministero dello Sviluppo economico per curare il piano sulla banda larga e il passaggio alla tv digitale, e un passato da referente italiano a Bruxelles per l’agenda digitale.

Tutti i dossier ad alta frequenza all'esame dell'Agcom di Cardani

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