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Con una lettera inviata al Corriere della Sera i presidenti delle commissioni Esteri di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Pier Ferdinando Casini, chiedono di schierare forze Onu in Medio Oriente per un intervento risolutivo contro i terroristi dello Stato Islamico.

Un’ipotesi commentata in una conversazione con Formiche.net da Andrea Manciulli, vice presidente della commissione Esteri della Camera e Presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato.

Onorevole, cosa pensa dell’appello lanciato sul Corriere della Sera da Casini e Cicchitto per un intervento di truppe Onu contro l’Isis?

Sono d’accordo. Non bisogna lasciare campo libero ai terroristi né abbandonare al proprio destino la popolazione curda, i cristiani e tutti gli innocenti vittime di un vero e proprio tentativo di sterminio al quale non si può assistere senza reagire.

Che tipo di strategia immagina?

Credo che un intervento con truppe di terra, al quale sono favorevole, debba nascere con alla testa i Paesi arabi della regione, che devono mettere da parte le divergenze passate per perseguire l’obiettivo di annientare l’Isis. Tutti concordano sulla necessità di combattere i terroristi dello Stato Islamico, ma al tempo stesso si studiano a vicenda. Queste divisioni vanno superate. Anche la Turchia, che è un Paese Nato, deve abbandonare ogni forma di ambiguità. Se l’intervento scaturisse o fosse guidato dall’Occidente si correrebbe il rischio di far passare l’azione per quella che non è.

Con che minaccia ci confrontiamo?

Non siamo davanti a uno scontro religioso o peggio di civiltà, come i jihadisti vorrebbero far credere. Abbiamo di fronte un gruppo di pericolosi criminali, che va combattuto con tutti i mezzi a nostra disposizione perché mette in pericolo l’Europa, gli Stati Uniti ma anche lo stesso mondo arabo.

Isis, sì alle truppe se guidate dai Paesi islamici. Parla Manciulli (Pd)

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