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I fondi pensione americani, pubblici o privati, muovono da decenni una parte non trascurabile della prima economia del mondo. Sono quasi sempre presenti nell’azionariato delle grandi società, soprattutto le famose public company, e influenzano i corsi di Borsa. Ma non ci sono solo gli Stati Uniti nei radar dei grandi fondi pensione. Anche altri mercati sono spesso stati oggetto delle mire di questi giganti. Mercati come la Cina.

Qualche numero può aiutare a capire. Alla fine del 2023, secondo un rapporto di Future Union, i più grandi 74 fondi pensione americani, pubblici o privati, avevano allocato tra Cina e Hong Kong più di 70 miliardi di dollari attraverso più di 1.100 investimenti, inclusi quelli che hanno un’esposizione verso i gruppi tech come Alibaba, Tencent e ByteDance. Dei 74 principali fondi pensione analizzati nel documento, tre quarti hanno effettuato quegli investimenti entro gli ultimi 36 mesi, mentre quasi il 40% lo ha fatto negli ultimi 12. Basti citare l’esempio del New York State Common Retirement Fund, che gestisce i risparmi di oltre 1,2 milioni di impiegati pubblici e che ha investito in territorio cinese un totale di 8,3 miliardi, di cui 3,5 negli ultimi 36 mesi. Nel complesso, tra il 2018 e il 2022, i fondi pensione statali e universitari degli Stati Uniti hanno investito circa 146 miliardi di dollari in Cina.

Tutto bene? No, perché pare proprio che i grandi fondi abbiano deciso di abbandonare il Dragone, avviando un disinvestimento su larga scala, soprattutto dalle società cinesi. Tanto per cominciare c’è il principale sistema pensionistico del Missouri, che avviato il proprio disimpegno da alcune aziende cinesi di cui era azionista, facendo dello Stato americano il primo a compiere una simile scelta. E lo stesso hanno fatto Indiana e Florida, i cui rispettivi governatori hanno invitato i fondi pensioni statali ad abbandonare le aziende del Dragone. E ancora, qualcosa di molto simile potrebbe presto vedersi in Arizona, Illinois e Oklahoma.

Come si spiega questo cambio di rotta? Essenzialmente per due ragioni. Primo, il possibile ritorno delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina potrebbe aver messo un po’ di paura ai fondi. Secondo, il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha recentemente proposto una norma che proibisce agli investitori americani di finanziare sistemi di Intelligenza Artificiale in Cina che potrebbero avere usi militari, come il puntamento di armi. A maggio, il presidente Joe Biden ha, per esempio, impedito a una società di mining di criptovalute sostenuta dalla Cina di possedere terreni vicino a una base missilistica nucleare del Wyoming, definendola un “rischio per la sicurezza nazionale”. Una moral suasion che sembra aver funzionato.

Così i fondi pensione americani salutano il Dragone

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