Il dibattito sul piano Trump per l’Ucraina riaccende le tensioni tra un’Europa priva di strumenti reali e una geopolitica dominata da Washington, Mosca e Pechino. Mentre Kyiv affronta pressioni e imposizioni che minano la sua sovranità, l’Ue paga la scelta di un sostegno dogmatico e la perdita del proprio ruolo di mediatrice. Nel vuoto strategico europeo avanzano nuove influenze, ma anche un tentativo di ricomporre una leadership capace di ridefinire sicurezza e integrazione. L’opinione del generale Massimiliano Del Casale
Difesa
La dottrina Hegseth. Quattro assi per la pace attraverso la forza
Nel suo intervento al forum annuale sulla difesa della Reagan Library, Pete Hegseth ha tracciato le linee guida della prossima strategia di difesa statunitense. Al centro, il rafforzamento del controllo dei confini, la deterrenza nei confronti della Cina senza escalation, una ridefinizione delle responsabilità degli alleati e una trasformazione profonda della base industriale militare
Una nuova architettura per la difesa multidominio
Basato sull’interconnessione tra sistemi e sulla convergenza tra sensori, intelligenza artificiale e capacità cyber, il Michelangelo Dome mira a superare l’attuale frammentazione tecnologica europea. L’analisi di Anna Calabrese, geopolitica.info
Costruiamo una supply-chain europea forte con l’Italia alla guida. Parla Recchia
Jacopo Recchia, ad di Aviorec Composites e presidente della Rete Aerospazio-Difesa del Lazio, indica la strada per rafforzare la base industriale italiana ed europea. Investimenti programmati, Pmi competitive e un grande progetto europeo sulla componentistica critica
Roma chiama, Berlino risponde. Il Gcap allargato fa felici tutti (o quasi)
Le parole di Crosetto sull’impasse del programma Fcas evidenziano una frattura industriale che rallenta l’Europa mentre il Gcap avanza con governance unificata, costi stabili e una roadmap credibile. L’interesse di nuovi partner, Germania inclusa, apre scenari geopolitici inediti e impone una scelta strategica per evitare la dispersione di risorse e costruire una massa critica davvero competitiva nella sesta generazione
La nuova National security strategy Usa tra sovranità, deterrenza e ristrutturazione delle alleanze
La nuova National Security Strategy riscrive la postura globale degli Stati Uniti in quella di una potenza selettiva. Sovranità, prima di tutto, deterrenza come linguaggio strategico e alleati chiamati a reggere più peso. Cybersecurity elevata a infrastruttura vitale e ritorno duro alla dottrina Monroe
Il Pentagono guarda a Talon. Il drone che promette massa e rapidità
La presentazione del drone autonomo Project Talon segna un nuovo capitolo nella competizione globale per sistemi aerei più agili e sostenibili. Pensato come compagno d’ali per caccia avanzati, il programma punta a costi ridotti e produzione rapida, riflettendo il passaggio verso architetture distribuite in cui massa, autonomia e cooperazione uomo-macchina ridefiniscono la supremazia aerea
Dome, cyber, Gcap. L’Italia ridisegna il proprio scudo strategico
Davanti alla Commissione Difesa, Crosetto delinea una strategia che punta a colmare anni di ritardi e mettere l’Italia al passo con minacce sempre più veloci e tecnologiche. Dal nuovo Dome aerospaziale al rafforzamento cyber, fino al Gcap e alla riforma normativa, il ministro invoca investimenti, cooperazione industriale e decisioni rapide per garantire deterrenza e competitività nel quadro europeo
Leonardo punta sul Sud Est asiatico. A Kuala Lumpur nasce un nuovo hub cyber
L’apertura del Regional cyber center di Leonardo a Kuala Lumpur rafforza il ruolo della Malesia nella sicurezza digitale del Sud Est asiatico, area sempre più strategica nella competizione tecnologica globale. Il nuovo presidio integra capacità avanzate di protezione e monitoraggio per infrastrutture critiche, segnando un passo nella costruzione di partenariati che mirano ad accrescere l’autonomia e la resilienza cyber dei Paesi della regione
Washington vuole droni, e ne vuole tanti. Cos'è il Drone Dominance Program
Il Drone Dominance Program segna l’ingresso degli Stati Uniti nella logica della produzione di massa di droni tattici a basso costo. Con un investimento da un miliardo di dollari, il Pentagono punta a ordinare oltre 300.000 sistemi unmanned entro il 2028, trattandoli come vere e proprie munizioni e costruendo un nuovo modello industriale e operativo
















