Dopo la pronuncia della Corte Suprema occorre lavorare a una soluzione pragmatica sui dazi: anche Merz, come Meloni, sceglie la strada dell’accordo nel solco dei legami transatlantici, mentre Madrid…
Esteri
Italia Africa Business Week, così l'Italia consolida il Piano Mattei
Green city e caffè sono i due indirizzi sottolineati dal viceministro agli Esteri Edmondo Cirielli, che ha aperto la conferenza. Le nuove città, ha spiegato, possono essere il sunto pragmatico di una nuova narrazione delle relazioni Italia-Africa con la vicinanza ai bisogni primari dei cittadini. Passaggio che “nasce” anche dalle lunghissime interlocuzioni con Paesi chiave, come l’Etiopia dove non a caso si è svolto il secondo vertice Italia-Africa a cui ha partecipato il premier Giorgia Meloni accompagnata dal viceministro
Hezbollah risponde a Teheran. Il nodo politico di un Libano al bivio. L'analisi di Cristiano
Il Libano è a un bivio, di nuovo, sempre quello che lo tormenta da anni. Il nodo di essere uno Stato, con un esercito, è stato evitato per anni per l’interesse di molti soggetti politici a usufruire del sostegno parlamentare di Hezbollah, che ad esempio risultò decisivo nell’elezione del precedente Presidente della Repubblica. Ora il governo in carica dovrà decidere cosa fare, e questo sembra il nodo terribile con cui fare i conti. L’analisi di Riccardo Cristiano
La minaccia numero uno? La Russia. Parola di Mantovano e Caravelli
La Relazione annuale 2026 dell’intelligence italiana indica la Federazione Russa come principale minaccia per l’Europa. Dal cyber alle operazioni ibride, passando per sabotaggi e propaganda, il rapporto analizza la strategia con cui Mosca continua a esercitare pressione sul continente. La risposta di Mantovano e Caravelli a Formiche.net
Droni iraniani sul Golfo, il rischio non è solo mediorientale. È già europeo
Un drone da poche decine di migliaia di euro può produrre danni economici, reputazionali e logistici per milioni o miliardi. Questo non è un dettaglio tecnico. È un cambio di paradigma. Il costo della protezione preventiva è inferiore al costo della ricostruzione e dell’instabilità. Chi comprende ora questa dinamica investe in resilienza prima che diventi obbligatorio farlo. L’analisi di Antonio Zennaro, già membro del Copasir e della Commissione Finanze
Gli ayatollah di padre in figlio verso la rovina dell'Iran
Iran di male in peggio, isolato e senza vie di scampo, con Russia, Cina e Corea nel Nord clamorosamente non pervenute. Mentre sotto i raid degli attacchi di Usa e Israele la tenuta del regime sta crollando in tutto il Paese. L’analisi di Gianfranco D’Anna
L’arco delle crisi, il Mediterraneo allargato secondo gli 007 di Roma
La Relazione annuale dell’intelligence italiana fotografa un Mediterraneo allargato attraversato da crisi interconnesse, dal Sahel al Levante fino al Golfo. L’escalation militare attorno all’Iran conferma e amplifica uno scenario in cui sicurezza energetica, rotte marittime e competizione tra potenze incidono direttamente sugli interessi strategici dell’Italia. Un quadro valutato dai servizi nel loro documento
L’Iran per la Cina. Qual è il calcolo strategico di Xi (che attende Trump a Pechino)
La crisi tra Stati Uniti, Israele e Iran riporta al centro lo Stretto di Hormuz e il nodo energetico del Golfo, mettendo alla prova il calcolo strategico di Pechino. Tra pressioni su Teheran, dipendenza dal Gnl qatariota e il vertice Trump-Xi alle porte, la Cina osserva, tutela i propri interessi e misura i costi della distrazione americana
Propaganda senza pubblico? Il declino dell'impero mediatico cinese in Africa
Pechino ha costruito in vent’anni un articolato sistema mediatico in Africa, investendo in studi, redazioni e volti locali. Ma il pubblico continua a preferire testate occidentali. Spingendo Pechino a cercare approcci alternativi
Dall’Europa orientale al Golfo. Cosa collega il dossier iraniano a quello ucraino
Dalla difesa di Kyiv alla sicurezza del Golfo. L’Ucraina propone il proprio know-how anti drone come contributo strategico nell’attuale crisi regionale. Mentre a margine cresce il timore di una redistribuzione dei sistemi di difesa anti-aerea, e la perdita di attenzione verso il conflitto nell’Est Europa
















