La crescente tensione tra Iran, Stati Uniti e Israele riporta al centro una vulnerabilità spesso ignorata del Golfo: la dipendenza quasi totale dagli impianti di desalinizzazione per l’acqua potabile. In caso di escalation militare, queste infrastrutture potrebbero diventare obiettivi strategici con conseguenze potenzialmente devastanti
Esteri
Artic Circle. Il Grande Nord non è più una periferia, ma sicurezza, clima e potenze ridisegnano l’interesse italiano
Il forum internazionale ospitato a Roma segnala come l’Artico sia ormai entrato al centro delle dinamiche geopolitiche globali, tra rotte commerciali emergenti, competizione tra potenze e trasformazioni climatiche. In questo nuovo scenario, anche Paesi non artici come l’Italia cercano di costruire un ruolo attraverso ricerca scientifica, diplomazia multilaterale e cooperazione industriale
Tecnologia è potere. La nuova consapevolezza strategica dell’Italia secondo Irdi
La Relazione annuale 2026 dell’intelligence italiana segnala una nuova consapevolezza strategica sul ruolo della tecnologia nella competizione globale. Come osserva Beniamino Irdi (German Marshall Fund), oggi esiste quasi un’equazione tra supremazia tecnologica e supremazia geopolitica, con la tecnologia che è anche vettore abilitante delle minacce ibride
Tutte le variabili sulle mosse di Erdogan in Iran
La sensazione è che le mosse turche molto dipenderanno dalla durata del conflitto e dal tipo di “modello” politico che Trump intenderà applicare all’Iran: se quello venezuelano con un cambio rapido di regime, su cui si registrano forti perplessità in considerazione delle differenze politiche e sociali tra Iran e Venezuela, o se quello di una rigenerazione interna, favorita anche dalle pressioni degli ex alleati dell’Iran
Dal Golfo al Mediterraneo, così la guerra ridisegna la geografia degli investimenti. Scrive Volpi
La guerra nel Golfo produce un doppio effetto. Da un lato aumenta i rischi macroeconomici per l’Europa attraverso energia e inflazione, dall’altro apre una possibile finestra per il turismo e il real estate mediterraneo. Se la crisi sarà breve, il Golfo recupererà rapidamente attrattività. Se invece la percezione di instabilità si radicherà, la geografia degli investimenti potrebbe cambiare più di quanto oggi immaginiamo. L’analisi di Raffaele Volpi
Un vertice all'insegna di IA e droni. Cosa aspettarsi dal Summit Nato di Ankara
La Nato prepara il vertice di luglio ad Ankara puntando su tecnologie emergenti e capacità operative più che sui soli livelli di spesa. Droni, IA e rapidità di produzione militare diventano centrali nella trasformazione della difesa europea
Merz come Meloni. Sui dazi cerca un accordo con Trump
Dopo la pronuncia della Corte Suprema occorre lavorare a una soluzione pragmatica sui dazi: anche Merz, come Meloni, sceglie la strada dell’accordo nel solco dei legami transatlantici, mentre Madrid…
Italia Africa Business Week, così l'Italia consolida il Piano Mattei
Green city e caffè sono i due indirizzi sottolineati dal viceministro agli Esteri Edmondo Cirielli, che ha aperto la conferenza. Le nuove città, ha spiegato, possono essere il sunto pragmatico di una nuova narrazione delle relazioni Italia-Africa con la vicinanza ai bisogni primari dei cittadini. Passaggio che “nasce” anche dalle lunghissime interlocuzioni con Paesi chiave, come l’Etiopia dove non a caso si è svolto il secondo vertice Italia-Africa a cui ha partecipato il premier Giorgia Meloni accompagnata dal viceministro
Hezbollah risponde a Teheran. Il nodo politico di un Libano al bivio. L'analisi di Cristiano
Il Libano è a un bivio, di nuovo, sempre quello che lo tormenta da anni. Il nodo di essere uno Stato, con un esercito, è stato evitato per anni per l’interesse di molti soggetti politici a usufruire del sostegno parlamentare di Hezbollah, che ad esempio risultò decisivo nell’elezione del precedente Presidente della Repubblica. Ora il governo in carica dovrà decidere cosa fare, e questo sembra il nodo terribile con cui fare i conti. L’analisi di Riccardo Cristiano
La minaccia numero uno? La Russia. Parola di Mantovano e Caravelli
La Relazione annuale 2026 dell’intelligence italiana indica la Federazione Russa come principale minaccia per l’Europa. Dal cyber alle operazioni ibride, passando per sabotaggi e propaganda, il rapporto analizza la strategia con cui Mosca continua a esercitare pressione sul continente. La risposta di Mantovano e Caravelli a Formiche.net
















