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Nell'Uk del dopo-Starmer rimane il nodo Brexit, la strada è la difesa comune. Parla Fabbrini

La crisi che ha portato alle dimissioni di Keir Starmer è l’ultimo capitolo di una lunga instabilità iniziata con la Brexit. Per il politologo Sergio Fabbrini il Regno Unito resta un Paese diviso, chiamato a ridefinire il proprio rapporto (più stretto) con l’Unione europea, soprattutto sul terreno della difesa e della sicurezza comune

Mosca e Pechino saranno felici. Katulis legge la polemica Trump-Meloni

Per Brian Katulis, senior fellow del Middle East Institute ed esperto di politica estera e sicurezza nazionale degli Stati Uniti, “è probabile che i vertici di Mosca e Pechino accolgano con favore questa disputa tra i leader di due importanti democrazie, lieti di vedere due Paesi divisi e distratti”. Ecco il vulnus strategico dello scontro pubblico Trump-Meloni

Altro che battibecco, dietro lo scontro tra Trump e Meloni ci sono i cacciamine. L'opinione di Luttwak

Nuovo attacco di Trump a Meloni, che secondo Luttwak cela il mancato supporto nella guerra contro l’Iran. L’esperto statunitense spiega che il nodo non sono le foto o i tweet, ma la richiesta dei due cacciamine Crotone e Rimini che però si trovano già a Gibuti, e fanno rotta sullo stretto di Hormuz

L'arroganza di Trump è inaccettabile, difendiamo l'Italia. Parla Sensi

Il parlamentare del Pd, Filippo Sensi, interpreta lo scontro Meloni–Trump come il segnale di un equilibrio internazionale sempre più instabile e personalizzato. Sul G7 evidenzia qualche risultato diplomatico ma anche la fragilità dell’Europa nel contesto globale. In vista dei prossimi vertici, richiama alla prudenza su crisi come Hormuz e alla necessità di una linea europea più coesa

Dalla Cina all’Iran, fino alla Nato. Missiroli spiega perché cresce la pressione sugli alleati europei

Crisi a Hormuz: “Se questo è un accordo che indica una sconfitta dell’Iran saremmo credo tutti sorpresi. Gli attacchi di Trump all’Italia? Credo che faccia parte della personalità e del suo modo di operare che addirittura deride i propri alleati e si mostra come un bullo”. L’analisi di Missiroli, già direttore dell’European Union Institute of Security Studies e segretario generale aggiunto della Nato per le emerging security challenges

Equilibrio e identità, così la Chiesa con Ruini ha tenuto il filo della politica. La versione di Minzolini

Augusto Minzolini ricorda il cardinale Camillo Ruini su Formiche.net, una figura capace di difendere i valori cattolici senza rinunciare al dialogo, punto di riferimento nei passaggi cruciali tra Prima e Seconda Repubblica. Dalla fine della Dc al rapporto con Berlusconi, il ruolo della Chiesa come elemento di raccordo e la mancanza oggi di una leadership capace di tenere insieme identità e mediazione

Da Cossiga a Berlusconi. Naccarato racconta don Camillo, il porporato che parlava alla politica

L’ex senatore Paolo Naccarato ripercorre il profilo politico e istituzionale del cardinale Camillo Ruini, dai rapporti con Francesco Cossiga al ruolo svolto nelle crisi di governo, ricordandone il costante richiamo alla responsabilità e all’interesse del Paese. Porporato sì, ma senz’altro “politico nel senso più alto del termine”

Che cosa direbbe oggi ai cattolici il card. Ruini. Parla Binetti

Il referendum? Ruini incoraggiò il mondo cattolico affinché entrasse in una sorta di battaglia culturale a favore della vita, quella intangibile: questo fu un primo messaggio. La caduta del muro e l’amicizia con Giovanni Paolo II. Il ricordo dell’ex parlamentare

Una tregua più che una svolta. Così Lesser (Gmf) commenta il memorandum Usa-Iran

L’intesa Iran-Usa stabilizza il conflitto ma lascia irrisolti nucleare, missili e questione del regime. Sul nodo Hormuz l’Europa può assumere un ruolo di guida nella sicurezza marittima, purché resti la presenza americana. Intervista a Ian Lesser, distinguished fellow e consigliere del presidente del German Marshall Fund

Un accordo non basta, ma è un buon punto di partenza. Il caso Iran e il G7 secondo Politi

Il memorandum Usa-Iran è insieme punto d’arrivo e partenza: serve stabilità duratura nel Golfo, affrontando nucleare e missili e rilanciando la denuclearizzazione regionale. Il G7 può favorire consenso. Qatar, Pakistan e Oman attori chiave. Su terre rare, l’Ue deve colmare il gap di raffinazione con la Cina. Conversazione con Alessandro Politi, direttore della ⁠Nato Defense College Foundation

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