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Dall'Ets alle rotte migratorie. La partita italiana a Bruxelles secondo Fidanza 

In questa intervista a Formiche.net Carlo Fidanza analizza i risultati ottenuti da Giorgia Meloni al Consiglio europeo su energia e bollette e spiega perché la riforma del sistema Ets sarà decisiva per tutelare imprese e competitività. Sul dossier migranti il capodelegazione FdI al Parlamento Ue illustra l’iniziativa congiunta Italia-Danimarca per preparare una risposta europea coordinata ai possibili flussi generati dalla crisi iraniana

Meno Trump, più Ue. La linea (giusta) di Meloni sull'Iran. Parla Diletti

La guerra in Iran rappresenta, secondo il politologo Mattia Diletti, un conflitto contrario agli interessi nazionali ed europei, destinato a produrre instabilità politica ed economica. L’esperto invoca un rapido ritorno alla diplomazia e sollecita l’Unione europea ad assumere un ruolo più coraggioso e integrato sul piano della difesa e della politica estera. In questo contesto, l’Italia rischia ricadute significative mentre la leadership occidentale, da Washington a Bruxelles, è chiamata a scelte strategiche che potrebbero segnare un vero punto di svolta

Gli Emirati pronti a difendere l’interesse nazionale contro l’Iran. Parla il ministro Alhajeri

A Trieste, a margine del forum sull’Imec organizzato dalla Farnesina, il ministro di Stato emiratino Saeed Alhajeri denuncia oltre 2.000 attacchi iraniani contro infrastrutture civili e rilancia il ruolo degli Emirati nel corridoio indo-mediterraneo

Defense tech, la nuova corsa del venture capital è appena iniziata. L'analisi di Applbaum

Il defense tech ha smesso di essere una scommessa di frontiera per diventare un settore strutturato, in cui capitali, startup, industria e domanda militare stanno convergendo. Oggi può generare ritorni da venture, ma richiede founder capaci di unire visione, competenze operative e ascolto del mercato. Airpress ha intervistato Isaac Applbaum, founder & partner di MizMaa Ventures, per comprendere meglio l’ecosistema che sta prendendo forma

Tra Xi e Trump più tregua tattica che svolta strategica. Parla Bremmer

Il possibile summit tra Trump e Xi arriva mentre Washington è assorbita dal conflitto con l’Iran e la competizione con Pechino resta strutturale. Ian Bremmer spiega perché dall’incontro potrebbero emergere soprattutto intese tattiche più che una vera svolta. Sullo sfondo restano il ruolo dell’Europa, l’impatto economico della crisi nel Golfo e le priorità tecnologiche della Cina nel nuovo piano quinquennale

Via Fani, il compromesso storico e l'Italia che verrà. La lettura di Mannino 48 anni dopo

A quasi mezzo secolo dal rapimento e dall’uccisione di Aldo Moro, Calogero Mannino ripercorre le ombre irrisolte del caso, il significato politico dell’attacco allo Stato e le conseguenze sul compromesso storico. Una riflessione che lega la lezione morotea alle sfide geopolitiche di oggi, tra autonomia nazionale, europeismo e nuovi equilibri internazionali 

La misteriosa stazione V32 e la cooperazione d'intelligence Usa-Israele. Parla Gorelick

Una stazione radio clandestina e nuove operazioni mirate rivelano l’intensa cooperazione tra Cia e Mossad nella guerra contro l’Iran. Dalle infiltrazioni ai cyber attacchi, fino al sostegno ai gruppi curdi, emerge un’integrazione d’intelligence senza precedenti che potrebbe influire sugli esiti del conflitto. Conversazione con Robert Gorelick, ex capo stazione della Cia a Roma

Una legge italiana per combattere gli stupri nei conflitti. La proposta di Campione (FdI)

La senatrice Susanna Campione è prima firmataria di un disegno di legge che introduce nel nostro ordinamento il reato di violenza sessuale nei conflitti armati. In un dialogo con Formiche.net, spiega le ragioni, le misure e l’impatto internazionale della proposta

Crisi in Iran, così la fragilità delle catene di comando impatta sul conflitto. Parla Minuto Rizzo

Gli attacchi a Incirlik rilanciano il dibattito sul possibile ricorso all’articolo 4 della Nato, mentre in Iraq ed Erbil emergono segnali di una catena di comando iraniana poco coordinata. La crisi nel Golfo si complica, coinvolgendo G7, Paesi arabi e capacità militari europee, Italia inclusa. Intervista al presidente della Nato Defense College Foundation

Ecco come l’Italia può lavorare per fermare la crisi in Medio Oriente. Conversazione con Alcaro

L’Europa e l’Italia non hanno interesse in una guerra dai costi economici elevati e dagli esiti incerti, e dovrebbero lavorare a una de-escalation coordinata con partner europei e del Golfo, spiega Alcaro (Iai). Ma mentre si ragiona su possibili aperture diplomatiche, il raid statunitense contro obiettivi militari a Kharg segnala che l’escalation nel Golfo continua su un delicato equilibrio tra pressione militare e stabilità dei mercati energetici

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