Il confronto tra il commissario al Commercio Maroš Šefčovič e il ministro del Commercio cinese Wang Wentao ha avvicinato le relazioni tra Bruxelles e Pechino al punto di rottura. L’Unione non può più permettersi un deficit da 360 miliardi e questo la Cina lo sa. E per questo ora trema. Conversazione con l’economista e saggista, Carlo Pelanda
Interviste
Usa-Iran, la pace lontana. Vincitori e vinti secondo Bozzo
Crisi del diritto internazionale e della diplomazia tradizionale. Luciano Bozzo spiega a Formiche.net il negoziato Usa-Iran, che parte da posizioni inconciliabili sul nucleare e sul controllo strategico e presenta, di conseguenza, premesse molto deboli per un accordo solido
La legge elettorale serve al Paese. Per Orsina la vera partita di Meloni è la manovra 2027
La riforma della legge elettorale è il passaggio decisivo per garantire governabilità ed evitare nuovi stalli. Irrealistiche le ipotesi di intese centriste post-voto. Con il sistema vigente, c’è il concreto rischio di maggioranze improvvisate. Vannacci? Il centrodestra finirà per riassorbirlo. Quanto a Meloni, il vero banco di prova per consolidare la leadership sarà la legge di Bilancio 2027 e la capacità di rafforzare un profilo conservatore pienamente mainstream. Colloquio con il politologo della Luiss, Giovanni Orsina
Materie critiche, indipendenza strategica in Ue? Si può. Vivaldini spiega come
La Commissione Industria Ue ha licenziato le modifiche del Critical raw materials act per l’indipendenza strategica nelle materie prime critiche, diversificando l’approvvigionamento e riducendo così le dipendenze da fornitori esteri. “L’Europa deve ridurre le dipendenze, ma senza penalizzare le proprie imprese con obblighi irrealistici. In Sardegna ci sono diversi materiali critici che noi non andiamo a estrarre: per quale ragione?”. Conversazione con l’eurodeputata di Ecr/FdI
La governabilità è già garantita. I dubbi di Benedetto sul Melonellum
Dopo il primo via libera in Commissione al Melonellum, Giuseppe Benedetto analizza i rischi e le prospettive della riforma elettorale, giudicandola una risposta politica a un problema di governabilità che oggi non esiste. Il presidente della Fondazione Luigi Einaudi difende il ruolo centrale del Parlamento, critica la logica bipolare che accomuna maggioranza e opposizione e individua nello spazio liberale e centrista una possibile alternativa per il futuro del sistema politico italiano
Perché la legge elettorale rischia di non invertire il trend dell'astensione. Parla Pombeni
Mentre il confronto sulla nuova legge elettorale entra nel vivo e i margini per chiudere la partita si assottigliano, Paolo Pombeni analizza gli equilibri politici che accompagnano la riforma. Dal centrodestra alle prese con nuove tensioni al centrosinistra ancora in cerca di un baricentro, il politologo Paolo Pombeni su Formiche.net mette in guardia dai rischi di un sistema che potrebbe non ridurre l’astensionismo e produrre una stabilità soltanto apparente
Vi spiego perché l'ottimismo post-Iran non basta. Fontaine (Cnas) frena le aspettative sull'Ucraina
Gli attacchi alle infrastrutture economiche, sempre più centrali nella strategia ucraina, non accelerano il processo negoziale, che al momento non sembra prendere slancio nonostante alcune aspettative. E il danno resta soprattutto la prova della crescente distruttività di una guerra che la Russia non avrebbe mai dovuto iniziare. Intervista a Richard Fontaine, ceo del Center for a New American Security
Nell'Uk del dopo-Starmer rimane il nodo Brexit, la strada è la difesa comune. Parla Fabbrini
La crisi che ha portato alle dimissioni di Keir Starmer è l’ultimo capitolo di una lunga instabilità iniziata con la Brexit. Per il politologo Sergio Fabbrini il Regno Unito resta un Paese diviso, chiamato a ridefinire il proprio rapporto (più stretto) con l’Unione europea, soprattutto sul terreno della difesa e della sicurezza comune
Mosca e Pechino saranno felici. Katulis legge la polemica Trump-Meloni
Per Brian Katulis, senior fellow del Middle East Institute ed esperto di politica estera e sicurezza nazionale degli Stati Uniti, “è probabile che i vertici di Mosca e Pechino accolgano con favore questa disputa tra i leader di due importanti democrazie, lieti di vedere due Paesi divisi e distratti”. Ecco il vulnus strategico dello scontro pubblico Trump-Meloni
Altro che battibecco, dietro lo scontro tra Trump e Meloni ci sono i cacciamine. L'opinione di Luttwak
Nuovo attacco di Trump a Meloni, che secondo Luttwak cela il mancato supporto nella guerra contro l’Iran. L’esperto statunitense spiega che il nodo non sono le foto o i tweet, ma la richiesta dei due cacciamine Crotone e Rimini che però si trovano già a Gibuti, e fanno rotta sullo stretto di Hormuz
















