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Così l'Italia può diventare regista della sicurezza nel Mediterraneo allargato. Parla Cesa

Il passaggio del comando Nato di Napoli alla guida italiana segna un momento significativo per il ruolo del Paese nel fianco sud dell’Alleanza. In un Mediterraneo attraversato da instabilità e nuove minacce, la scelta viene letta come un segnale di maggiore responsabilità europea. Opportunità e impegni si intrecciano in una fase che chiama Roma a un salto di qualità strategico. Airpress ha intervistato Lorenzo Cesa, presidente della delegazione italiana presso l’Assemblea parlamentare della Nato

Non solo droni, in Ue serve il pragmatismo di Meloni e Merz. Parla Donazzan (FdI)

L’Italia è funzionale all’industria tedesca e l’industria tedesca necessita della nostra filiera lunga, molto concentrata territorialmente e più facile da gestire. Vedo con enorme favore questo ritrovarsi su una storia di filiera di produzione complementare tra Italia e Germania. Non siamo concorrenti, siamo alleati. Conversazione con l’eurodeputato di Ecr/FdI, Elena Donazzan

Sulla competitività l'Europa si guardi allo specchio e cambi marcia. Parla Misiani (Pd)

Non è pensabile che tutti i Ventisette Paesi agiscano all’unisono nel nome della resilienza e della competitività. Per questo ha ragione von der Leyen, i governi che non accettano il declino si alleino tra loro. Giorgia Meloni è ancora con un piede in due scarpe, scelga o l’Europa o gli Stati Uniti. Lo spread basso? Non basta se poi gli stipendi sono da fame. Intervista ad Antonio Misiani, senatore e responsabile economia del Pd

Perché il Comando Nato di Napoli all’Italia è una svolta per il fronte sud. Parla Minuto-Rizzo

La conferma del riassetto dei comandi Nato riporta in primo piano il fronte sud dell’Alleanza e la centralità dell’Italia nello spazio mediterraneo. Il passaggio del comando di Napoli dalla guida statunitense a una responsabilità europea apre una fase nuova, con implicazioni strategiche e politiche destinate a incidere nel tempo. Airpress ne ha discusso con l’ambasciatore Alessandro Minuto-Rizzo, presidente della Nato Defense College Foundation di Roma

Meloni e Merz sulla linea Draghi. La nuova Ue possibile secondo Calovini (FdI)

Alla vigilia del summit informale Ue, l’allineamento Roma-Berlino torna centrale. Il documento Meloni-Merz rilancia un’Europa più pragmatica, meno burocratica e più competitiva, in linea con il rapporto Draghi. Per Giangiacomo Calovini (FdI), l’intesa rafforza la leadership italiana, valorizza il rapporto economico con la Germania e apre una “nuova stagione europea” fondata su realismo politico, tutela della manifattura e riforme mirate per rendere l’Unione più efficace senza penalizzare gli Stati membri

Caccia del futuro, Berlino dice stop all’intesa con Parigi. Tutti i nodi spiegati da Camporini

La mossa di Berlino di sfilarsi dal programma Fcas riporta al centro le fragilità della cooperazione industriale europea nel comparto della difesa. Le possibili strade, tra percorsi nazionali, assetti alternativi e il nodo Gcap, si intrecciano con le scelte che attendono la Francia. Resta sullo sfondo una riflessione più ampia sulla capacità dell’Europa di sviluppare programmi comuni sostenibili. Airpress ne ha parlato con Vincenzo Camporini, già capo di stato maggiore dell’Aeronautica militare e della difesa

Italia-India. L’accordo con Ue, la sicurezza e l’asse bilaterale sui porti raccontati dall'amb. Bartoli

Il Free Trade Agreement tra Unione europea e India segna un passaggio strategico che va oltre il commercio. In questa intervista, l’ambasciatore a Delhi Antonio Bartoli delinea il punto di vista italiano su opportunità industriali, cooperazione in sicurezza e difesa, Imec e un’intesa bilaterale sui porti (a cominciare da Trieste e Mumbai)

Gnl e nucleare, vi spiego il grande salto di qualità italiano senza il gas di Mosca. Parla Squeri

All’indomani dello stop alle forniture di metano dalla Russia, per l’Italia e l’Europa è arrivato il momento di entrare in una nuova dimensione energetica. Algeria e Stati Uniti consentiranno alla Penisola di diventare hub strategico nel Vecchio continente, ma la vera partita per lo Stivale rimane l’atomo. Colloquio con Luca Squeri, deputato e membro della commissione Attività produttive e responsabile energia per Forza Italia

Il referendum è lo snodo per Meloni (e Schlein). Renzi e Vannacci? Due guastatori. Parla Orsina

La rottura tra Vannacci e Salvini apre una fase interlocutoria nel centrodestra, segnata da minimizzazione e attesa. Il vero banco di prova sarà il referendum: una vittoria del No potrebbe indebolire Meloni, riaprire tensioni nella maggioranza e creare spazi politici a destra, anche per Vannacci. Renzi resta un fattore di destabilizzazione, pronto a sfruttare eventuali crisi. Forza Italia ha margini di crescita nell’area moderata, ma manca di una leadership carismatica: ogni vero cambiamento dipenderà dalla tenuta della premier. Colloquio con il politologo della Luiss, Giovanni Orsina 

Vannacci lascia, Salvini soffre. Ma il governo (pro Kyiv) no. Parla Massidda

L’uscita di Roberto Vannacci dalla Lega apre uno spazio a destra del centrodestra e mette in difficoltà soprattutto Matteo Salvini. Per il politologo Luca Massidda, il generale punta a costruirsi da outsider in vista del 2027, intercettando i delusi del governo e marcando una netta discontinuità anche sul piano geopolitico. Per la Lega, invece, la rottura può diventare l’occasione per rafforzare una linea più moderata e istituzionale

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