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La nuova sicurezza nazionale si gioca sulle tecnologie critiche. Parla Gilli

L’Italia può essere un partner rilevante in alcuni nodi tecnologici ben definiti, a condizione di muoversi dentro una strategia europea più ampia e di continuare a rafforzare il proprio ecosistema di ricerca, formazione e capitali. Marco Gilli (Compagnia di San Paolo) analizza le dinamiche che portano le S&T al cuore della strategia statunitense e like-minded

La scienza è la nuova sicurezza nazionale. Uricchio spiega cosa significa per l’Italia

I monopoli tecnologici hanno vita breve, e la sicurezza non si costruisce sul vantaggio del momento ma sulla capacità di generarne di nuovi, il che richiede istituzioni scientifiche libere, adeguatamente finanziate e collegate fra loro. Il professor Uricchio analizza la strategia su scienza e tecnologia degli Usa, usando anche la lente italiana

Dissuadere prima, negoziare poi. La ricetta di Pelanda contro Pechino

La Cina esporta grazie a un sistema assistito dallo Stato e resta imbattibile sul prezzo. Per uscire da questa trappola, secondo l’economista Carlo Pelanda, l’Europa deve isolare le debolezze cinesi e trattare da una posizione di forza. Senza arrivare a una guerra economica

Biotecnologie al centro della sicurezza nazionale. La strategia Usa vista da Novelli

Gli Stati Uniti mettono ricerca e biotecnologie al centro della sicurezza nazionale. Giuseppe Novelli, genetista di Tor Vergata e membro del Comitato nazionale per la biosicurezza, le biotecnologie e le scienze della vita presso la presidenza del Consiglio, spiega perché il biotech è diventato un fattore di potenza e quale sfida si apre per Italia ed Europa

Strategia tech Usa, la deterrenza oggi si fa con la tecnologia. Parla Braccioli

La National Security Science & Technology Strategy ha fotografato la nuova priorità americana: accorciare i tempi tra innovazione, sviluppo e impiego delle tecnologie per la sicurezza nazionale e la difesa. Dall’IA ai droni, dal quantum allo spazio, la competizione con la Cina sta cambiando anche il modo di concepire la deterrenza, che ora è principalmente tecnologica. Nel frattempo, l’Europa ha più di una lezione da trarre. L’intervista a Marco Braccioli ,co-director Cybersec della Fondazione Icsa

Un coinvolgimento russo è probabile, ma serve cautela. I fatti di Colleferro letti da Di Pasquale

Colleferro e la Emco bulgara producono entrambe munizioni destinate a Kyiv, e un sabotaggio coordinato resta ipotesi plausibile. L’obiettivo sarebbe duplice, colpire la filiera dei 155 mm e innescare un cortocircuito politico. Intervista a Massimiliano Di Pasquale, ricercatore associato dell’Istituto Gino Germani e direttore dell’Osservatorio Ucraina

Un anno dopo Anchorage, la pace in Ucraina resta un miraggio. Conversazione con Di Liddo (Cesi)

Anchorage non ha cambiato la guerra. Un anno dopo il faccia a faccia tra Trump e Putin la pace in Ucraina resta lontana, mentre il Medio Oriente assume un ruolo sempre crescente anche per quello che riguarda il conflitto in est Europa. Intervista a Marco Di Liddo, direttore del Cesi ed esperto di spazio post-sovietico

Ebola, così il conflitto impedisce di fermare l'epidemia in Congo. Parla Ciccozzi

L’epidemia di Ebola Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo è già la seconda più grande mai registrata e, avverte l’Oms, procede più rapidamente di tutti i precedenti focolai. Il nodo della sorveglianza, la difficoltà di operare nelle aree di conflitto e la mancanza di un vaccino approvato. Ne abbiamo parlato con l’epidemiologo Massimo Ciccozzi

Senza visione non ci può essere coalizione. I consigli di Franchi al campo largo

“Le opposizioni sono in ritardo, servirebbe un programma comune, anche sulla politica estera”, spiega l’esperto giornalista e saggista a Formiche.net. “Aldo Moro parlò per ben sei ore per argomentare sull’utilità di un’alleanza di centrosinistra. Ma non lo fece solo per le sue spiccate doti dialettiche, ma perché dietro c’era un’analisi, uno studio e una visione. Ciò che adesso non accade”

La risposta alla polarizzazione è il patto tra moderati. E Meloni e Frederiksen lo dimostrano. Parla Adornato

Siamo in presenza di un modello da seguire anche al fine di contrastare la polarizzazione ideologica su qualsiasi cosa che, invece, non permetterebbe un governo equilibrato delle società occidentali. Su molti temi uno sforzo di dialogo, uno sforzo di comprensione e perfino una messa in campo di azioni comuni fra le parti moderate credo sia la strada maestra. Conversazione con Ferdinando Adornato, giornalista, saggista e già parlamentare

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