Dalle opposizioni fragili alla capacità di governare senza strappi, passando per la gestione della maggioranza e il rapporto con l’elettorato. A quattro anni dall’insediamento, il politologo Carlo Galli spiega a Formiche.net perché la premier è riuscita a costruire il governo più longevo della Seconda Repubblica e quali rischi possono ancora insidiarne il percorso
Interviste
Vi spiego la guerra invisibile della Russia e le fragilità europee. Parla Coratella (Ecfr)
La guerra ibrida è già dentro la quotidianità europea e la Russia ha imparato ad adattare le proprie leve alle fragilità dei singoli Paesi. Teresa Coratella, associate director dell’European Council on Foreign Relations (Ecfr), avverte: cyberattacchi, disinformazione e sabotaggi sono solo alcuni degli strumenti di una strategia destinata a proseguire. E con le prossime elezioni alle porte, la vera vulnerabilità dell’Europa rischia di essere la sua stessa divisione
Il governo più longevo, l’incognita Vannacci e la faglia russa. Le sfide di Meloni secondo Palano
Meloni celebra il traguardo del governo più longevo della storia repubblicana, ma il finale di legislatura presenta nuove incognite. Per il politologo Damiano Palano, tra legge elettorale, ballottaggio e crescita di Vannacci, le insidie maggiori arrivano dall’interno del centrodestra. E il dossier Russia può diventare una nuova faglia, capace di attraversare maggioranza e opposizione. Una partita ancora aperta, nella quale anche gli equilibri dentro la coalizione potrebbero rivelarsi decisivi in vista del voto
L’aggressività russa offre alla Nato un’occasione storica. Parla Loperfido (FdI)
Per il deputato di Fratelli d’Italia e osservatore elettorale dell’Osce, Emanuele Loperfido, l’aggressività della Russia rende sempre più evidente la necessità della Nato e della sicurezza collettiva. In questo contesto, l’Europa deve assumere un ruolo più attivo, “assumendo maggiori responsabilità all’interno dell’Alleanza e costruendo un pilastro europeo più forte sul piano militare, tecnologico e industriale”
In Niger gli obiettivi italiani sono sempre più lontani. La versione di Coticchia
L’Italia è rimasta l’unica presenza militare occidentale significativa in Niger, mentre cresce l’influenza russa e la situazione della sicurezza continua a deteriorarsi. Fabrizio Coticchia, professore di Scienza politica all’Università di Genova, analizza la situazione attuale e gli obiettivi strategici della missione italiana
Vi spiego cosa serve per rilanciare il centro in politica. Parla Fioroni
Fioroni parte dal suo libro Ovunque è il centro per rilanciare una riflessione sulla politica come partecipazione e servizio al bene comune. Tra i focus: la crisi della rappresentanza, l’astensionismo e la necessità di ricostruire una cultura politica capace di tenere insieme identità, alleanze e visione. Con uno sguardo alle nuove generazioni e alla tradizione cattolico-democratica
Dall'energia alle infrastrutture, cosa ho imparato tra Washington, Texas e Georgia. Parla Zinzi (Lega)
Missione negli Stati Uniti per Gianpiero Zinzi, ospite del Dipartimento di Stato nell’ambito dell’International Visitor Leadership Program. A Formiche.net il deputato della Lega racconta gli incontri dedicati a energia, nucleare e sviluppo economico tra Washington, Texas e Georgia, soffermandosi anche sull’immagine dell’Italia oltreoceano: un Paese che molti interlocutori considerano l’emergente dell’Occidente
Perché l'Italia è un bersaglio primario della guerra cognitiva russa. Parla Germani
Un ecosistema di influenza russa radicato in Italia da oltre un decennio, capace di muoversi dalla politica alla cultura, dal pacifismo ai social. Luigi Sergio Germani, direttore dell’Istituto Gino Germani, legge i casi di Vagli di Sotto e Formello come possibili tasselli di una più ampia strategia di guerra cognitiva di Mosca, alimentata anche dalla propaganda nucleare e dalla narrazione dei legami storico-culturali tra Italia e Russia
Perché l'Europa rischia di abbaiare alla luna contro la Cina. L'analisi di Sapelli
Bruxelles è tornata a minacciare Pechino di ritorsioni qualora il Dragone non si impegni a sufficienza per ripianare il deficit commerciale che sta schiacciando il Vecchio continente. Ma il rischio è quello di abbaiare alla luna e allora è molto meglio valorizzare il proprio patrimonio industriale e giocarsela sul mercato. Discorso che vale anche per il fotovoltaico. Ecco cosa suggerisce l’economista e storico Giulio Sapelli
Le divisioni transatlantiche fanno il gioco di Mosca e Teheran. Conversazione con Katulis (Mei)
Hormuz e Ucraina raccontano lo stesso problema, avversari più deboli che sfruttano le divisioni dell’Occidente. Per Brian Katulis (Middle East Institute) manca su entrambi i fronti una strategia proattiva capace di seguire lo stesso approccio nei confronti di Teheran e Mosca
















