Dalle primarie del campo largo alla crisi d’identità della Lega, fino al cortocircuito tra piazze e partiti. Per Marco Valbruzzi, politologo della Federico II, la vera emergenza è una rappresentanza incapace di parlare alle nuove generazioni. E con i vincoli della manovra, anche il governo rischia di perdere terreno sul consenso
Politica
Malcontento e minacce ibride, perché la crisi francese è un test per l'Europa
Le tensioni che attraversano la Francia mettono alla prova non solo la leadership di Macron, ma la resilienza democratica dell’intera Ue. Tra malcontento sociale, disinformazione e possibili ingerenze straniere, la sfida è accertare eventuali interferenze esterne senza oscurare le cause interne della crisi
Taglio tasse, meno sbarchi, più lavoro. I 4 anni del governo Meloni secondo Palazzo Chigi
Dal calo della disoccupazione al Piano Casa, dal crollo degli sbarchi all’input dato all’Ue per il patto di migrazioni e asilo, dal Piano Mattei ai nuovi domini strategici. Quattro anni dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni nel documento pubblicato da Palazzo Chigi
La rivoluzione e i frangifiamma della democrazia. La riflessione di Sisci
Si fanno sempre più concreti i sospetti che ad aizzare le folle siano forze pilotate da Mosca. Esse cercano di raccogliere a Milano o a Parigi successi politici che non riescono a ottenere sui campi di battaglia in Ucraina. Oggi Mosca sembra tornata al suo antico mestiere, che sa fare meglio di chiunque altro: esportare rivoluzione. La riflessione di Francesco Sisci
Il mito della rivolta sociale e la verità sul caos nelle piazze italiane
Le violenze che hanno attraversato alcune città del Nord Italia sollevano interrogativi che vanno oltre la cronaca. Tra mobilitazione digitale, responsabilità individuale e narrazioni sul disagio sociale, il rischio è confondere il dissenso legittimo con comportamenti che nulla hanno a che vedere con la protesta
La risposta sul no alla violenza sarà corale? L'interrogativo di Merlo
Forse è arrivato il momento, al di là delle solite e ormai note e consolidate pregiudiziali ideologiche e politiche, di stringere un “patto costituzionale” come negli anni ‘70 e ‘80 tra le principali formazioni politiche e democratiche del nostro Paese per battere e contrastare la violenza politica
Quando la mobilitazione precede l’ideologia. La nuova sfida delle piazze secondo Antinori
La violenza di piazza non nasce necessariamente da una regia politica: può precedere l’ideologia e diventare terreno di strumentalizzazione per attori ostili. Nella sua intervista a Formiche.net, il criminologo Arije Antinori analizza le nuove saldature tra antagonismo, disagio giovanile e mobilitazione digitale, indicando la sfida per le democrazie: prevenire l’escalation senza criminalizzare il dissenso
La posta in gioco nelle piazze è più alta dei disordini. Scrive Bonanni
La risposta non è scegliere tra barricate e manganelli. È ricostruire una politica capace di ascoltare, luoghi veri in cui i giovani possano contare davvero, istituzioni ferme, autorevoli e rispettose della legge. Perché una democrazia che giustifica la violenza si indebolisce. E una che sacrifica le libertà per combatterla ha già perso la propria battaglia. Il commento di Raffaele Bonanni
Vetrine infrante e guerra ibrida, la risposta del governo alle proteste. Parla Gardini
“Le piazze? Più c’è caos e più le opposizioni sono contente: lo considero gravissimo. Il decreto del cdm? Questo governo non insegue l’emergenza, ma interviene quando è necessario affrontare un problema. Non bisogna fare l’errore di identificare questi violenti, che sono una minoranza, con tutti gli altri giovani”. Intervista alla vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Elisabetta Gardini
I ladri di futuro e le vetrine rotte. La riflessione di Becchetti
Non basta chiedere ai giovani di non rompere le vetrine. Chi lo fa deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni e risponderne davanti alla giustizia, con tutte le garanzie e la proporzionalità che uno Stato di diritto impone. Ma anche noi adulti abbiamo una responsabilità, forse ancora più grande: smettere di rubare loro il futuro. L’analisi di Leonardo Becchetti
















