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AfD cresce, il Ppe si interroga. De Meo indica la strada del pragmatismo

“Abbiamo bisogno di ritornare a considerare quelle che sono le reali esigenze dei cittadini. Oggi dobbiamo rivedere il Green deal e questo non significa fare un passo indietro, ma renderlo credibile. Rendendo protagonisti di questo grande progetto i cittadini e il sistema produttivo che non possono subire una strategia calata dall’alto”. Conversazione con l’eurodeputato popolare, Salvatore De Meo

Phisikk du role - Da Fenix a Pontida, le feste per dire le cose

Oggi ogni giorno gli addetti stampa devono inventarsi una festa per reggere il ritmo di una comunicazione ansiogena che ha bisogno, per catturare l’attenzione, di sparate sempre più grosse. Ma, in fondo, è solo la forma, l’involucro, che cambia, la sostanza della comunicazione politica è sempre la stessa, dai tempi di Machiavelli. La rubrica di Pino Pisicchio

La coalizione non è mai un pallottoliere. L'opinione di Merlo

Un’alleanza costruita solo per sconfiggere l’avversario rischia di restare un cartello elettorale. Per governare servono coesione politica, credibilità programmatica e una visione comune del futuro dell’Italia. Il commento di Giorgio Merlo

L’Atlantico tornerà forte solo tra alleati. La riflessione di Bonanni

Un’Europa più autonoma sul piano energetico e tecnologico, ma saldamente ancorata all’alleanza con Washington. Il rapporto con il Canada può diventare il banco di prova di una nuova strategia europea, fino all’ipotesi di uno status di “membro associato”. La riflessione di Bonanni

Legge elettorale, la trappola del 42% tra fattore Vannacci e divisioni a sinistra

La nuova legge elettorale, con il premio di governabilità legato alla soglia del 42% e senza ballottaggio, potrebbe produrre un effetto paradossale: nessuna coalizione in grado di raggiungere il quorum e un sistema nuovamente esposto alla frammentazione. Sullo sfondo, il fattore Vannacci e le divisioni nei due principali schieramenti ridisegnano gli equilibri del bipolarismo. L’opinione di Salvatore Di Bartolo

Ecco perché le liberaldemocrazie sono al capolinea. Il commento del prof. Corbino

Di Alessandro Corbino

Le liberaldemocrazie occidentali attraversano una crisi che investe insieme istituzioni, società ed economia. Tra globalizzazione, declino del principio di autorità e trasformazione del diritto, il modello dell’autogoverno appare sempre più distante dagli assetti costruiti nel secondo dopoguerra. L’opinione di Alessandro Corbino

Dalla Germania indicazioni per tutti i popolari e democratici cristiani europei

Di Giancarlo Chiapello

Le elezioni in Germania in Sassonia offrono una riflessione non solo generale ma anche particolare, pensando all’Italia e al popolarismo italiano e come va interpretato concretamente in politica. Il commento di Giancarlo Chiapello

Laboratorio Fenix, perché non è solo la festa dei giovani meloniani

“Stiamo provando a seminare in vari ambiti”, dice a Formiche.net Maicon Pizzicotti Busilacchi, segretario internazionale di Gioventù Nazionale. E lo dimostra la varietà dei panel andati in scena all’Eur: ci sono stati i padri della svolta di Fiuggi, come Gianfranco Fini, c’è il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto per riflettere sulla nuova Ue, si parla dei 150 anni dalla nascita di Marinetti e di AI, passando per il nucleare, lo strapotere antidemocratico della Cina, le mafie, gli 800 anni di San Francesco, in attesa della chiusura di Giorgia Meloni domenica

Oltre il bollo auto, ecco la scommessa del centrodestra sul liberalismo fiscale. La riflessione di Ippolito

Una politica quella attuata dall’esecutivo che è l’essenza stessa del liberalismo solidale, punto cardine dell’identità culturale di tutto il centrodestra italiano, nel quale cioè l’autonomia economica individuale si salda organicamente con la tutela della famiglia, della comunità e della coesione sociale, non distruggendo ma legittimando democraticamente il valore dello Stato, del governo nazionale, dell’Ue. Il commento di Benedetto Ippolito

Dalle preferenze al bollo auto. La Repubblica degli interventi spot e delle riforme a metà

Il Paese reale resta ostaggio di questa logica emergenziale e di facciata. Le famiglie, le imprese e le istituzioni territoriali avrebbero bisogno di certezze strutturali, di una revisione organica del prelievo e di regole istituzionali trasparenti e definitive

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