Skip to main content

Bari e l'eredità di Tatarella. Il filo che unisce la destra di ieri e Meloni

La scelta di Giorgia Meloni di festeggiare a Bari il record di longevità del suo governo rappresenta un cerchio che si chiude. È il compimento del percorso tracciato da Pinuccio Tatarella, che proprio in questa città ha disegnato la destra del futuro. La riflessione di Fabrizio Tatarella

Il governo più longevo, l’incognita Vannacci e la faglia russa. Le sfide di Meloni secondo Palano

Meloni celebra il traguardo del governo più longevo della storia repubblicana, ma il finale di legislatura presenta nuove incognite. Per il politologo Damiano Palano, tra legge elettorale, ballottaggio e crescita di Vannacci, le insidie maggiori arrivano dall’interno del centrodestra. E il dossier Russia può diventare una nuova faglia, capace di attraversare maggioranza e opposizione. Una partita ancora aperta, nella quale anche gli equilibri dentro la coalizione potrebbero rivelarsi decisivi in vista del voto

Vi spiego cosa serve per rilanciare il centro in politica. Parla Fioroni

Fioroni parte dal suo libro Ovunque è il centro per rilanciare una riflessione sulla politica come partecipazione e servizio al bene comune. Tra i focus: la crisi della rappresentanza, l’astensionismo e la necessità di ricostruire una cultura politica capace di tenere insieme identità, alleanze e visione. Con uno sguardo alle nuove generazioni e alla tradizione cattolico-democratica

Campo largo, il rebus delle primarie e l'incubo del leader della coalizione. Scrive Cazzola

Le primarie rischiano di trasformarsi in un boomerang per il campo largo. La scelta del leader potrebbe far emergere il conflitto tra Pd e M5S, mentre l’ipotesi di un candidato di bandiera espone le opposizioni al rischio di ritrovarsi con una figura debole e priva di reale leadership. Il commento di Giuliano Cazzola

Cattolici popolari, il dovere di esserci alle prossime elezioni. La riflessione di Merlo

Un rinnovato protagonismo di questo filone di pensiero deve essere in grado di declinare una vera ed autentica “politica di centro” da un lato e, dall’altro, restituire alla politica la sua antica funzione che non è quella di delegittimare moralmente il nemico per poi annientarlo politicamente ma, al contrario, contribuire a creare una credibile cultura di governo

Cosa rende una riforma elettorale accettabile. Il commento di Pasquino

Con quale criterio si deve valutare la bontà di una legge elettorale? Certamente non quello del potere che conferisce ai dirigenti dei partiti. La mia proposta, che emerge dalla conoscenza dell’imponente letteratura scientifica e politica in materia, è che il criterio dominante deve essere la quantità di potere che quella legge attribuisce agli elettori. Il commento di Gianfranco Pasquino, socio dell’Accademia dei Lincei, professore emerito di Scienza politica, UniBo. In libreria con “Il bello della politica” (il Mulino 2026)

La moschea di Mestre e il rischio di una città nella città. La riflessione di Vas Shenoy

Mestre ha oggi la possibilità di stabilire le regole prima che vengano posati i mattoni. Trasparenza assoluta sui finanziamenti. Governance verificabile. Controllo sull’educazione religiosa. Partecipazione delle donne. Centralità della lingua italiana. Regole chiare sugli imam e sui predicatori stranieri. E nessuna zona grigia nei rapporti con organizzazioni politiche e religiose estere

Perché l'Italia è un bersaglio primario della guerra cognitiva russa. Parla Germani

Un ecosistema di influenza russa radicato in Italia da oltre un decennio, capace di muoversi dalla politica alla cultura, dal pacifismo ai social. Luigi Sergio Germani, direttore dell’Istituto Gino Germani, legge i casi di Vagli di Sotto e Formello come possibili tasselli di una più ampia strategia di guerra cognitiva di Mosca, alimentata anche dalla propaganda nucleare e dalla narrazione dei legami storico-culturali tra Italia e Russia

Go, poker o dadi. Dimmi a cosa giochi e ti dirò come governi

Di Nicola Bonaccini

Dal Go di Xi al poker di Trump, dai dadi di Teheran al banco del Golfo: viaggio nelle mentalità strategiche che si affrontano sul tavolo del mondo. L’analisi di Nicola Bonaccini, esperto di comunicazione alla presidenza del Consiglio dei ministri, già consigliere di due ministri della Difesa

Phisikk du role - Stefano Bonaccini, l'epistocratico

La polemica estiva tra Bonaccini e Meloni riapre una questione tutt’altro che banale: quanto è consapevole il voto nell’era dei social e dell’intelligenza artificiale? Dal dibattito sull’incompetenza degli elettori alla provocazione dell’epistocrazia, il vero nodo resta quello della qualità della partecipazione e della rappresentanza democratica. La riflessione di Pino Pisicchio

×

Iscriviti alla newsletter