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Il piano di Renzi per il campo largo. Sfidare Conte e riconquistare i riformisti

La proposta di Silvia Salis alle primarie è la contromossa con cui Matteo Renzi tenta di arginare l’ascesa di Giuseppe Conte nel campo largo. Sullo sfondo, il malessere dell’area riformista del Pd e la battaglia per l’identità europeista e atlantista del centrosinistra. L’analisi di Salvatore Di Bartolo

M5S ci allontana dall’Europa, con Calenda va aperto un confronto. La versione di Quartapelle

La mozione unitaria sull’Ucraina riapre le divisioni nel campo largo su difesa europea e sicurezza. “Non si può dire no agli strumenti per la sicurezza comune”, spiega Lia Quartapelle, deputata dem, a Formiche.net. “Non vorrei che un cedimento verso posizioni populiste diventasse la cifra della coalizione. Il Movimento 5 Stelle sta mettendo a rischio la credibilità del progetto” che, spiega, ha bisogno di forze come Italia Viva e +Europa. E di un dialogo con Azione

Ecco il potere che la nuova legge elettorale assegna agli elettori. Scrive Sterpa

Di Alessandro Sterpa

Non soltanto una nuova formula per trasformare i voti in seggi, ma un meccanismo che rimette nelle mani degli elettori la scelta tra stabilità e rappresentanza. La soglia del 42%, il premio di maggioranza e l’alternativa proporzionale disegnano un sistema a doppio binario: se dalle urne emerge una coalizione forte, governa; altrimenti, la partita torna in Parlamento. Un “libertellum” pensato per contenere frammentazione e radicalizzazione senza comprimere il pluralismo. La lettura di Alessandro Sterpa sulla nuova legge elettorale

Un’Italia che chiede serietà. Il significato politico delle 50mila firme per la proposta Cottarelli

La campagna “Quanto mi costa?”, promossa dalla Fondazione Luigi Einaudi e da Carlo Cottarelli, raggiunge quota 50mila firme verificate. Al centro, la richiesta al Parlamento di discutere una legge che imponga ai partiti programmi elettorali trasparenti, con costi e coperture finanziarie delle proposte sottoposti alla valutazione dell’Ufficio parlamentare di bilancio. Una battaglia culturale contro slogan e promesse senza sostenibilità, per riportare competenza, responsabilità e qualità istituzionale al centro del confronto democratico

La politica dei cattolici deve essere coraggiosamente antisocialista. Ippolito spiega perché

Solo radicandosi in un progetto conservatore e popolare, i cattolici potranno tornare a costruire “Gerusalemme” anziché essere complici dell’ennesima “Babele” tecnocratica e materialista. Non potendo ottenere nulla, puntando a un centrismo che non c’è e a una terza via destinata a essere stritolata dal potente bipolarismo del sistema. Il commento di Benedetto Ippolito

Sull’AI l’Italia punta al penale e preoccupa le Big Tech

Il governo Meloni ha approvato in via definitiva i decreti legislativi di adeguamento all’AI Act europeo. Ma Roma non si è limitata a recepire il regolamento dell’Unione: ha costruito un livello normativo nazionale che introduce nuove responsabilità civili e, soprattutto, penali. Una scelta che viene osservata con attenzione dall’industria tecnologica internazionale e che potrebbe incidere sull’attrattività del Paese per chi sviluppa e investe nell’intelligenza artificiale

Così il dossier Ucraina schiaccia Schlein tra Conte e i riformisti

L’Ucraina non è più soltanto un dossier di politica estera. È il terreno sul quale si decideranno gli equilibri futuri del centrosinistra italiano. E, forse, prima ancora quelli del Partito democratico. Il commento di Salvatore Di Bartolo

Il futuro dei cattolici è legato a una politica di centro. Ecco perché secondo Merlo

Il futuro del centro e il ruolo dei cattolici sono strettamente intrecciati. E senza il rilancio di un progetto politico centrista, riformista, democratico e di governo la stessa presenza politica dei cattolici rischia di essere debole, pallida e politicamente irrilevante e insignificante. L’opinione di Giorgio Merlo

La linea di Conte sull'Ucraina non regge. Mayer spiega perché

Marco Mayer commenta la posizione di Giuseppe Conte sull’Ucraina sia sul piano politico, tra primarie e programma di coalizione, sia sul piano sostanziale, tra aiuti militari e coesione del centrosinistra

L’ambigua crescita di Conte e del suo più solido riflesso Vannacci. L'analisi di Sisci

Tra ambiguità sulla Nato, posizioni oscillanti sulla guerra in Ucraina e rapporti trasversali con Washington, Giuseppe Conte rafforza il proprio peso politico. Ma la crescita del leader M5S si intreccia con l’ascesa di Roberto Vannacci, che ne amplifica e consolida la sfida al sistema. L’analisi di Francesco Sisci

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