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La difesa dell'uomo e l'incontro rivoluzionario tra politica e violenza. Scrive Ippolito

La vera difesa dell’uomo e dello Stato passa attraverso la resistenza alla violenza delle Idee. Lo Stato non deve essere il braccio armato di un’ideologia rivoluzionaria, ma il custode di un contesto pacifico che permetta la coesistenza delle differenze e la tutela della dignità personale

Il centrodestra si rafforza se sa parlare anche ai moderati. Parla Chiarelli (Udc)

Dopo il Consiglio nazionale dell’Udc a Roma, il vicesegretario nazionale Gianfranco Chiarelli traccia la rotta del partito: legge elettorale, radicamento territoriale, sanità, longevità e rilancio dell’area popolare nel centrodestra. “Il Centro non è una nostalgia del passato, ma una cultura politica necessaria per affrontare le trasformazioni del Paese”

Il legame tra Bologna e Chiomonte? È Askatasuna. La versione di Bertolotti

Dalle devastazioni di Chiomonte agli scontri di Bologna dopo il caso Fakir. Per Claudio Bertolotti, direttore dell’Osservatorio ReAct, il filo che unisce le diverse piazze dell’antagonismo passa da Askatasuna, divenuto negli anni il punto di raccordo tra vertenze locali, centri sociali e reti radicali. Un’evoluzione che, secondo l’analista, ha trasformato la protesta in una struttura capace di saldare mobilitazione, reclutamento e violenza

Baby gang, imputabilità e due tifoserie. Perché guardare alle best practice internazionali

Il punto non è scegliere tra pugno duro e permissivismo, ma riconoscere che nei contesti che hanno ottenuto risultati concreti la sanzione penale è uno strumento tra altri, non l’unico né il primo, ed è affiancata sistematicamente da investimenti in prevenzione, comunità e giustizia riparativa. È esattamente la sintesi che manca al dibattito italiano, bloccato tra chi propone solo l’inasprimento normativo e chi si limita a denunciarne la cornice comunicativa. L’analisi di Alberto Pagani, docente a contratto di Geopolitica e Geostrategia, Università di Bologna, esperto di Intelligence e Guerra Cognitiva

Menenio Agrippa e la lezione dimenticata sull'immigrazione. Il racconto di Cazzola

Anche oggi sarebbe necessario l’intervento di un Menenio Agrippa, ma a parti invertite. Nel senso che dovrebbe spiegare a quella società signorile di massa che è l’Italia ad aver bisogno dell’apporto dell’immigrazione per evitare il collasso del paese e della sua economia. Il racconto di Giuliano Cazzola

Legge elettorale, il vero limite è l'assenza del ballottaggio. D'Alimonte spiega perché

Per Roberto D’Alimonte la nuova legge elettorale rischia di essere l’ennesima riforma destinata a durare una sola legislatura. A Formiche.net il politologo definisce il sistema un “Giano bifronte”: senza un vero ballottaggio potrà garantire governabilità o, al contrario, favorire l’instabilità. L’intesa della maggioranza su preferenze e alternanza di genere, aggiunge, non cambia l’impianto della riforma, mentre il mancato coinvolgimento delle opposizioni ne indebolisce le prospettive di durata

Phisikk du role - Mi sono svegliato e nessuno aveva fatto il 42%. It’s just a nightmare or a dream?

Una notte elettorale immaginaria nel 2027: nessuno raggiunge la soglia del 42%, il premio di maggioranza non scatta e il governo torna a nascere in Parlamento. Attraverso un esercizio di fantapolitica, Pisicchio riflette sul possibile ritorno della mediazione e delle coalizioni

Tra Arcore e Palazzo Chigi. Tajani e la sfida per il nuovo baricentro azzurro

La partita sulla riforma elettorale diventa il terreno su cui si misura il futuro equilibrio di Forza Italia. Tra il ruolo di Tajani, il peso di Marina Berlusconi e l’ascesa di Stefania Craxi, nel partito si apre il confronto sul nuovo baricentro politico del dopo Berlusconi. L’opinione di Salvatore Di Bartolo

L'accordo Meloni-Schlein sull'AI ridà dignità alla politica. Scrive Palmieri

Di Antonio Palmieri

Questo patto non risolve il problema della disinformazione, non ferma la circolazione di contenuti manipolati, non protegge automaticamente gli elettori. La politica non può impedire che la tecnologia falsifichi il mondo, però ha scelto di non falsificare se stessa. Un passo importante per restituire credibilità al dibattito pubblico e che indica una direzione chiara e inequivocabile: la democrazia si difende con la responsabilità. La riflessione di Antonio Palmieri

La sfida del 2027? Si gioca al centro. La versione di Merlo

Chi vuole salvare, salvaguardare e rafforzare una “politica di centro”, un “progetto di centro” e una “cultura politica di centro”, questa volta non potrà guardare né alla destra populista, radicale e sovranista e né, soprattutto, ad una sinistra radicale, massimalista ed estremista. Dovrà solo e soltanto guardare al centro. L’intervento di Giorgio Merlo

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