Per il presidente del Tribunale di Palermo, Pier Giorgio Morosini, sono la storia e la coscienza Costituzionale del Paese a dire No ad una riforma della giustizia che condizionerebbe l’assetto e l’indipendenza della magistratura
Politica
Giustizia, perché la riforma può rafforzare il sistema. Parla Porena (Csm)
La riforma della giustizia vista da dentro il Csm. Il costituzionalista Daniele Porena analizza i nodi della revisione costituzionale: separazione delle carriere, correnti della magistratura e nuova Alta Corte disciplinare. Un confronto sul terreno del diritto più che delle polemiche politiche
Phisikk du role - La democrazia diretta dei referendum: un plebiscito pro o contro i governi
Gli argomenti di merito, in genere intrappolati in complicati tecnicismi difficili da raccontare, sono del tutto trascurati e fanno anche sorridere le facce contrite della politica che si dichiara dispiaciuta del fatto che non si discuta dei contenuti quando i contenuti sono spesso ignoti anche ad essa e si procede allegramente per slogan. Naturalmente non sarà diverso nel voto di fine marzo che, ben lontano dal merito, vede avvantaggiarsi chi è in grado di organizzare la partecipazione alle urne, piuttosto che l’affermarsi di un’opinione. La rubrica di Pino Pisicchio
Quella sulla giustizia è una riforma trasversale. Lucaselli spiega perché
A Roma il 10 marzo al Centro Studi Americani il sottosegretario Alfredo Mantovano spiega il referendum sulla giustizia in un confronto trasversale con il direttore de Il Riformista Claudio Velardi, per chiarire meccanismi, sorteggio e merito della riforma, smontando fake news e polemiche politiche. A organizzare, la parlamentare Ylenja Lucaselli che a Formiche.net anticipa il senso dell’appuntamento
Meloni intensifica i contatti internazionali dopo la crisi in Iran
Il punto della situazione è stato fatto in una tavola rotonda virtuale con tutti i 32 capi di Stato maggiore della difesa della Nato, per ricevere un briefing dal Comandante supremo alleato in Europa sull’evoluzione della situazione in Medio Oriente. Come dichiarato dall’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato, la discussione si è resa necessaria dopo i lancio di un missile balistico da parte dell’Iran contro la Turchia
Referendum, il voto cattolico sarà plurale. La riflessione di Merlo
Il voto dei cattolici sul referendum sarà plurale: alcuni scelgono il No per opposizione politica al governo, altri il Sì valutando i contenuti della riforma. La spinta della Cei verso il No non impedisce un pluralismo radicato nelle diverse culture e sensibilità cattoliche
Il sorriso di Mattarella, il Sanremo di Vannacci, i cartelli delle opposizioni. Queste le avete viste?
Il Presidente della Repubblica ha conferito le onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, mentre il generale Vannacci presenziava alla finale di Sanremo assieme alla moglie. E le opposizioni hanno mostrato dei cartelli alla Camera per protestare contro il governo. Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni
Convivenza democratica e stabilità delle relazioni. Ecco la diplomazia delle parole
Interrogare il rapporto tra lingua, società e responsabilità civile. Nel linguaggio una comunità riconosce se stessa, trasmette memoria e definisce il proprio orizzonte pubblico. Quando il linguaggio pubblico si impoverisce o si radicalizza, anche la capacità di costruire prospettive comuni si indebolisce. Michele Gerace racconta “Il sentimento del futuro”, il podcast della Scuola sulla Complessità realizzato in occasione del cinquantesimo anniversario dell’Associazione culturale “cento giovani”
Aiuti ai Paesi del Golfo, nessun ingresso in guerra. Meloni e la posizione italiana sull'Iran
La premier fa il punto sulle mosse italiane nella crisi mediorientale: sì al sostegno verso i Paesi-amici del Golfo, no all’ingresso dell’Italia in guerra. E sulla proposta francese di un ombrello nucleare richiama l’attenzione sulla cornice comune della Nato: “Non si tratta di rendere l’ombrello nucleare francese europeo, si tratta di mantenerlo francese”. Nasce task force sui prezzi
Con gli iraniani per un Iran libero dalla teocrazia. La riflessione di Stefano Parisi
Alla manifestazione promossa da Setteottobre l’appello è netto: la fine del regime di Teheran come condizione necessaria per la stabilità del Medio Oriente. Nel mirino il sostegno iraniano a Hamas e Hezbollah, l’asse con Putin e la minaccia costante contro Israele. L’intervento militare di Stati Uniti e Israele viene indicato come punto di svolta, mentre all’Europa si chiede di uscire dall’ambiguità e scegliere da che parte stare. Per i promotori, in gioco non c’è solo il futuro dell’Iran, ma la credibilità stessa dell’Occidente. Il discorso del presidente Stefano Parisi
















