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Vi racconto i record (anche sul welfare) del governo Meloni. Intervista alla ministra Calderone

“Non rivendichiamo miracoli, ma l’efficacia di una direzione coerente. La durata? Conta se permette di programmare e realizzare le riforme. È ciò che abbiamo fatto, senza inseguire il consenso del giorno dopo. L’IA? Deve essere al servizio della persona, senza sostituirne dignità, responsabilità e capacità decisionale”. Intervista a Marina Calderone, ministra del Lavoro e delle Politiche sociali

Perché Meloni dura. Galli spiega il segreto del governo più longevo

Dalle opposizioni fragili alla capacità di governare senza strappi, passando per la gestione della maggioranza e il rapporto con l’elettorato. A quattro anni dall’insediamento, il politologo Carlo Galli spiega a Formiche.net perché la premier è riuscita a costruire il governo più longevo della Seconda Repubblica e quali rischi possono ancora insidiarne il percorso

Meloni da record. La lunga corsa social della premier raccontata da Giordano

Nei 1.413 giorni a Palazzo Chigi, Giorgia Meloni non solo ha guidato il governo più longevo della legislatura, ma ha anche rafforzato la propria leadership digitale: follower quadruplicati, engagement elevato e oltre 2 miliardi di visualizzazioni sui social. L’analisi di Domenico Giordano

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La Dc non torna, ma la cultura di governo non può scomparire. Scrive Merlo

È del tutto evidente che l’eredità politica e culturale di un partito come quello democratico e cristiano, soprattutto quando si parla della cosiddetta “cultura di governo”, è incompatibile con le derive populista, qualunquista, demagogica, pauperista, massimalista ed estremista che purtroppo caratterizzano il comportamento concreto di molti partiti. Sul versante del centrodestra e, soprattutto, su quello della sinistra contemporanea. Il commento di Giorgio Merlo

Bari e l'eredità di Tatarella. Il filo che unisce la destra di ieri e Meloni

La scelta di Giorgia Meloni di festeggiare a Bari il record di longevità del suo governo rappresenta un cerchio che si chiude. È il compimento del percorso tracciato da Pinuccio Tatarella, che proprio in questa città ha disegnato la destra del futuro. La riflessione di Fabrizio Tatarella

Il governo più longevo, l’incognita Vannacci e la faglia russa. Le sfide di Meloni secondo Palano

Meloni celebra il traguardo del governo più longevo della storia repubblicana, ma il finale di legislatura presenta nuove incognite. Per il politologo Damiano Palano, tra legge elettorale, ballottaggio e crescita di Vannacci, le insidie maggiori arrivano dall’interno del centrodestra. E il dossier Russia può diventare una nuova faglia, capace di attraversare maggioranza e opposizione. Una partita ancora aperta, nella quale anche gli equilibri dentro la coalizione potrebbero rivelarsi decisivi in vista del voto

Vi spiego cosa serve per rilanciare il centro in politica. Parla Fioroni

Fioroni parte dal suo libro Ovunque è il centro per rilanciare una riflessione sulla politica come partecipazione e servizio al bene comune. Tra i focus: la crisi della rappresentanza, l’astensionismo e la necessità di ricostruire una cultura politica capace di tenere insieme identità, alleanze e visione. Con uno sguardo alle nuove generazioni e alla tradizione cattolico-democratica

Campo largo, il rebus delle primarie e l'incubo del leader della coalizione. Scrive Cazzola

Le primarie rischiano di trasformarsi in un boomerang per il campo largo. La scelta del leader potrebbe far emergere il conflitto tra Pd e M5S, mentre l’ipotesi di un candidato di bandiera espone le opposizioni al rischio di ritrovarsi con una figura debole e priva di reale leadership. Il commento di Giuliano Cazzola

Cattolici popolari, il dovere di esserci alle prossime elezioni. La riflessione di Merlo

Un rinnovato protagonismo di questo filone di pensiero deve essere in grado di declinare una vera ed autentica “politica di centro” da un lato e, dall’altro, restituire alla politica la sua antica funzione che non è quella di delegittimare moralmente il nemico per poi annientarlo politicamente ma, al contrario, contribuire a creare una credibile cultura di governo

Cosa rende una riforma elettorale accettabile. Il commento di Pasquino

Con quale criterio si deve valutare la bontà di una legge elettorale? Certamente non quello del potere che conferisce ai dirigenti dei partiti. La mia proposta, che emerge dalla conoscenza dell’imponente letteratura scientifica e politica in materia, è che il criterio dominante deve essere la quantità di potere che quella legge attribuisce agli elettori. Il commento di Gianfranco Pasquino, socio dell’Accademia dei Lincei, professore emerito di Scienza politica, UniBo. In libreria con “Il bello della politica” (il Mulino 2026)

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