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Senza visione non ci può essere coalizione. I consigli di Franchi al campo largo

“Le opposizioni sono in ritardo, servirebbe un programma comune, anche sulla politica estera”, spiega l’esperto giornalista e saggista a Formiche.net. “Aldo Moro parlò per ben sei ore per argomentare sull’utilità di un’alleanza di centrosinistra. Ma non lo fece solo per le sue spiccate doti dialettiche, ma perché dietro c’era un’analisi, uno studio e una visione. Ciò che adesso non accade”

La crisi migratoria riporta al centro lo Stato-comunità. Il commento di Ippolito

La crisi migratoria dell’estate 2026, tra tensioni su Schengen e rotte sempre più pericolose, impone una riflessione sul ruolo dello Stato. La risposta passa dal rafforzamento delle comunità nazionali, dalla difesa della legalità e da un equilibrio tra sicurezza, solidarietà e tutela della persona. Il commento di Benedetto Ippolito

La risposta alla polarizzazione è il patto tra moderati. E Meloni e Frederiksen lo dimostrano. Parla Adornato

Siamo in presenza di un modello da seguire anche al fine di contrastare la polarizzazione ideologica su qualsiasi cosa che, invece, non permetterebbe un governo equilibrato delle società occidentali. Su molti temi uno sforzo di dialogo, uno sforzo di comprensione e perfino una messa in campo di azioni comuni fra le parti moderate credo sia la strada maestra. Conversazione con Ferdinando Adornato, giornalista, saggista e già parlamentare

Meloni sbaglia su Schengen ma ha ragione su Ceuta. La lezione alla sinistra italiana

La crisi di Ceuta mostra il limite della chiusura delle frontiere interne, ma anche la necessità di una strategia europea sui confini. Una linea che i socialisti nordici hanno già fatto propria. Il commento di Salvatore Di Bartolo

Lavoro, sicurezza, IA. Cosa ha detto Meloni intervistata da Chi

Intervistata da Chi, Giorgia Meloni rivendica il lavoro fatto negli anni di governo trascorsi e tratteggia il lavoro da fare in futuro. Auspica poi una rielezione, anche giudicando i risultati “che abbiamo costruito nel contesto difficilissimo in cui abbiamo operato”

Precauzione e protezione dell'Ue. L'azione congiunta di Meloni e Frederiksen letta da Checchia

“Osservo tanti dati oggettivi che giustificano questa azione congiunta e trasversale perché non basata sulla omogeneità politica, ma su una percezione comune di pericolo rilevata da Meloni e dalla sua omologa danese”, spiega l’ambasciatore Gabriele Checchia a Formiche.net. Il messaggio ai Paesi Ue è basato sul principio di precauzione, per scongiurare un pericolo prima che sia troppo tardi

Un generale può fare politica, ma lasciamo l’uniforme fuori dai partiti. L'opinione di Butticé

Il problema non è un generale in congedo che fa politica. Il problema nasce quando l’uniforme diventa strumento di propaganda politica. L’uniforme non dovrebbe mai diventare un manifesto elettorale. Il generale della Guardia di Finanza in congedo Alessandro Butticé, primo militare italiano in servizio, nel 1990, nelle Istituzioni Ue, autore di “Io, l’Italia e l’Europa. Pensieri in libertà di un patriota italiano-europeo” commenta la candidatura a sindaco di Milano del generale Carmelo Burgio

Prima l'Europa, poi il filosofare. La lezione di Pasquino per il campo largo

L’europeismo come precondizione politica e non come semplice punto di programma. È sulla collocazione europea, sul sostegno all’Ucraina e sulla difesa comune che il centrosinistra è chiamato a misurare la tenuta delle sue alleanze, anche guardando al contributo dei riformisti. Il commento di Gianfranco Pasquino, socio dell’Accademia dei Lincei, professore emerito di Scienza politica, UniBo. In libreria con “Il bello della politica” (il Mulino 2026)

Un Centro democratico contro la rincorsa agli estremi. La riflessione di Merlo

La radicalizzazione del conflitto politico verso il 2027 apre paradossalmente uno spazio per un Centro autonomo e riformista. Un progetto possibile solo se plurale e radicato nelle culture di governo

Sguardo internazionale per un metodo popolare nuovo. Il commento di Chiapello

Di Giancarlo Chiapello

La rielezione di Francesco Sismondini alla guida degli European Democrat Students, organizzazione studentesca ufficiale del Partito Popolare Europeo, rilancia il ruolo dei giovani democratici cristiani nel progetto europeo. Un segnale che richiama l’Italia Popolare a ritrovare una presenza politica attiva, fondata sui valori di persona, comunità, libertà e responsabilità. Il commento di Giancarlo Chiapello

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