Il movimento 17 ottobre segna un salto organizzativo nella gestione delle proteste, tra coordinamento digitale, comunicazioni criptate e nuove sfide per la prevenzione. Per il sociologo Marco Lombardi (Università Cattolica di Milano), le analogie tra Italia e Francia raccontano un’evoluzione del conflitto sociale europeo, in un contesto in cui le vulnerabilità delle democrazie possono diventare terreno di una guerra cognitiva. L’obiettivo è l’opinione pubblica, da esporre a polarizzazione e instabilità: anticipare la violenza significa intervenire prima che la protesta arrivi in piazza
Politica
Phisikk du role - Lo Stabilicum cade alla Consulta. Fantapolitica di un proporzionale ritrovato
Pino Pisicchio immagina gli effetti di una sentenza che cancella premio di maggioranza e listoni bloccati. Un racconto surreale ma non troppo sulle conseguenze per destra, sinistra e Cinque Stelle
Dal disagio al ribellismo, cosa agita le democrazie europee secondo il prof. Corbino
La fiammata di proteste che attraversa l’Europa non nasce da una sola causa, ma dall’intreccio di disagio sociale, frustrazioni economiche e fragilità politiche. Il nodo, però, è più profondo: la crisi di una cultura della partecipazione e della moderazione che ha lasciato spazio alla contrapposizione tra minoranze rumorose e maggioranze disorientate. Per salvare le democrazie liberali non bastano scorciatoie autoritarie né facili ricette: occorre ripensarne le forme e ricostruire il senso del limite, della coesione e del bene comune. L’analisi del professore Alessandro Corbino
Dalle primarie alle piazze, quando la politica non parla più alla società. L’analisi di Valbruzzi
Dalle primarie del campo largo alla crisi d’identità della Lega, fino al cortocircuito tra piazze e partiti. Per Marco Valbruzzi, politologo della Federico II, la vera emergenza è una rappresentanza incapace di parlare alle nuove generazioni. E con i vincoli della manovra, anche il governo rischia di perdere terreno sul consenso
Malcontento e minacce ibride, perché la crisi francese è un test per l'Europa
Le tensioni che attraversano la Francia mettono alla prova non solo la leadership di Macron, ma la resilienza democratica dell’intera Ue. Tra malcontento sociale, disinformazione e possibili ingerenze straniere, la sfida è accertare eventuali interferenze esterne senza oscurare le cause interne della crisi
Taglio tasse, meno sbarchi, più lavoro. I 4 anni del governo Meloni secondo Palazzo Chigi
Dal calo della disoccupazione al Piano Casa, dal crollo degli sbarchi all’input dato all’Ue per il patto di migrazioni e asilo, dal Piano Mattei ai nuovi domini strategici. Quattro anni dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni nel documento pubblicato da Palazzo Chigi
La rivoluzione e i frangifiamma della democrazia. La riflessione di Sisci
Si fanno sempre più concreti i sospetti che ad aizzare le folle siano forze pilotate da Mosca. Esse cercano di raccogliere a Milano o a Parigi successi politici che non riescono a ottenere sui campi di battaglia in Ucraina. Oggi Mosca sembra tornata al suo antico mestiere, che sa fare meglio di chiunque altro: esportare rivoluzione. La riflessione di Francesco Sisci
Il mito della rivolta sociale e la verità sul caos nelle piazze italiane
Le violenze che hanno attraversato alcune città del Nord Italia sollevano interrogativi che vanno oltre la cronaca. Tra mobilitazione digitale, responsabilità individuale e narrazioni sul disagio sociale, il rischio è confondere il dissenso legittimo con comportamenti che nulla hanno a che vedere con la protesta
La risposta sul no alla violenza sarà corale? L'interrogativo di Merlo
Forse è arrivato il momento, al di là delle solite e ormai note e consolidate pregiudiziali ideologiche e politiche, di stringere un “patto costituzionale” come negli anni ‘70 e ‘80 tra le principali formazioni politiche e democratiche del nostro Paese per battere e contrastare la violenza politica
Quando la mobilitazione precede l’ideologia. La nuova sfida delle piazze secondo Antinori
La violenza di piazza non nasce necessariamente da una regia politica: può precedere l’ideologia e diventare terreno di strumentalizzazione per attori ostili. Nella sua intervista a Formiche.net, il criminologo Arije Antinori analizza le nuove saldature tra antagonismo, disagio giovanile e mobilitazione digitale, indicando la sfida per le democrazie: prevenire l’escalation senza criminalizzare il dissenso
















