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Vi racconto Cervetti, l'intellettuale affettuoso che guardava (già) all'Ue. Parla Sposetti

“Il salotto di Cervetti era pieno di libri, dalla Divina Commedia ad Ariosto, era cultore della bibliografia antica. E poi a Milano fece una cosa eccezionale, mettendosi pancia a terra per dare vita all’orchestra giovanile Verdi. Tant’è che la camera ardente è all’Auditorium della Verdi. Gianni ha dato molto alla città di Milano”. Intervista all’ex tesoriere dei Ds

Meloni-Rubio e il dossier sicurezza, il confronto necessario. L'auspicio di Mayer

La democrazia americana resta un presidio del mondo libero e per questo è importante mantenere e rafforzare la cooperazione tra servizi italiani e statunitensi tenendo aperta nel lungo periodo la stessa ipotesi di una partecipazione italiana ai Five-Eyes. L’auspicio è che oggi nell’incontro con Rubio Giorgia Meloni tenga il punto criticando con fermezza le accuse all’Italia di Trump, ma che al tempo stesso sia opportuno ribadire la necessità strategica di mantenere la collaborazione bilaterale con gli Stati Uniti. L’opinione di Marco Mayer

Ci ha lasciati il comunista col basco. Calvosa ricorda Cervetti

Fu un litigio a spingermi a conoscere meglio la storia di Gianni. E ci riuscii, da spettatore privilegiato, attraverso i suoi racconti. Lo ascoltavo per ore con la consapevolezza di trovarmi in una biblioteca destinata a dissolversi improvvisamente nella cenere di un rogo. Quel rogo è divampato ma la biblioteca dei suoi ricordi resterà viva nella mia memoria. Il racconto di Gianluca Calvosa

In Europa il vero problema sono le classi dirigenti e le regole. Scrive Pedrizzi

L’Unione Europea si trova necessariamente a dover interpretare un nuovo ruolo sulla scena internazionale. La situazione di subalternità dell’Europa di fronte ai nuovi grandi imperi non è dovuta solamente ad una questione di classe dirigente inadeguata, ma anche e sopratutto di regole che hanno ingessato la macchina organizzativa. L’opinione di Riccardo Pedrizzi

La scissione del Pd non serve al centrosinistra. La versione di Mayer

Promuovendo tra i cittadini in modo unitario un equilibrato mix (di partecipazione fisica e di presenza in una piattaforma digitale) la creazione di un polo riformista sarebbe a portata di mano. E aiuterebbe il centrosinistra

Così Moro costruì le basi del centrosinistra. Cosa fare ora secondo Losacco

Secondo Aldo Moro la complessità del mondo non va semplificata, ma affrontata. E così, spiega Alberto Losacco autore di un libro sullo statista democristiano, può insegnare ancora oggi a muoversi nella complessità. Una sfida anche per il Partito democratico

Dialogo, apertura e sguardo al futuro. Schlein morotea all'Istituto Sturzo

Sala gremita per la presentazione del libro su Moro alla presenza della segretaria del Pd Elly Schlein, accompagnata dagli autori e da due padrini d’eccellenza, Pier Ferdinando Casini e Dario Franceschini. L’occasione per guardare al centro, ma conservando le posizioni

Piano Casa, un cambio di paradigma dopo il superbonus 110%

Di Maurizio della Fornace

Il passaggio dal Superbonus al Piano Casa segna un cambio di paradigma: dalla leva fiscale straordinaria a una politica industriale e sociale dell’abitare. La sfida come sempre sarà di trasformare l’impianto strategico in cantieri concreti ed economicamente sostenibili. Il commento di Maurizio Della Fornace, ad di Vinci Energies Building Solutions Italia

Madia e i riformisti. Come si costruisce l'alternativa alla destra secondo Borghi

L’ingresso di Marianna Madia in Italia Viva, secondo il vicepresidente del partito Enrico Borghi, segna l’avvio di una possibile ricomposizione dell’area riformista, oggi frammentata ma con un potenziale elettorale rilevante. L’obiettivo è aggregare questo spazio per rafforzare la competitività del centrosinistra e rilanciarne una cultura di governo. Borghi rivendica per il partito renziano un ruolo di catalizzatore e individua nel nuovo europeismo la cornice necessaria per costruire un’alternativa credibile alla destra

Piano Casa, istruzioni per l’uso. I consigli di Guandalini

I provvedimenti del governo hanno creato molte aspettative. Ma il cammino sarà irto di difficoltà. Sistemare le case popolari costruite 40-50 anni fa vuol dire sanare il degrado di tante periferie italiane. E sarà in ordine e tranquillo nel momento in cui si responsabilizzerà l’inquilino riconoscendogli anche la proprietà dell’immobile. I consigli di Maurizio Guandalini

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