“Osservo tanti dati oggettivi che giustificano questa azione congiunta e trasversale perché non basata sulla omogeneità politica, ma su una percezione comune di pericolo rilevata da Meloni e dalla sua omologa danese”, spiega l’ambasciatore Gabriele Checchia a Formiche.net. Il messaggio ai Paesi Ue è basato sul principio di precauzione, per scongiurare un pericolo prima che sia troppo tardi
Politica
Un generale può fare politica, ma lasciamo l’uniforme fuori dai partiti. L'opinione di Butticé
Il problema non è un generale in congedo che fa politica. Il problema nasce quando l’uniforme diventa strumento di propaganda politica. L’uniforme non dovrebbe mai diventare un manifesto elettorale. Il generale della Guardia di Finanza in congedo Alessandro Butticé, primo militare italiano in servizio, nel 1990, nelle Istituzioni Ue, autore di “Io, l’Italia e l’Europa. Pensieri in libertà di un patriota italiano-europeo” commenta la candidatura a sindaco di Milano del generale Carmelo Burgio
Prima l'Europa, poi il filosofare. La lezione di Pasquino per il campo largo
L’europeismo come precondizione politica e non come semplice punto di programma. È sulla collocazione europea, sul sostegno all’Ucraina e sulla difesa comune che il centrosinistra è chiamato a misurare la tenuta delle sue alleanze, anche guardando al contributo dei riformisti. Il commento di Gianfranco Pasquino, socio dell’Accademia dei Lincei, professore emerito di Scienza politica, UniBo. In libreria con “Il bello della politica” (il Mulino 2026)
Un Centro democratico contro la rincorsa agli estremi. La riflessione di Merlo
La radicalizzazione del conflitto politico verso il 2027 apre paradossalmente uno spazio per un Centro autonomo e riformista. Un progetto possibile solo se plurale e radicato nelle culture di governo
Sguardo internazionale per un metodo popolare nuovo. Il commento di Chiapello
La rielezione di Francesco Sismondini alla guida degli European Democrat Students, organizzazione studentesca ufficiale del Partito Popolare Europeo, rilancia il ruolo dei giovani democratici cristiani nel progetto europeo. Un segnale che richiama l’Italia Popolare a ritrovare una presenza politica attiva, fondata sui valori di persona, comunità, libertà e responsabilità. Il commento di Giancarlo Chiapello
Sull'immigrazione irregolare le storie di Roma e Madrid non si possono paragonare. L'opinione di Caffio
Madrid vuol far credere che le sue ritorsioni a Schengen contro di noi siano connesse alla forte pressione migratoria verso l’Italia. Il nostro Paese è ancora una meta ambita, anche se i numeri indicano un trend in calo. Ma noi non abbiamo praticato sistematici respingimenti come la Spagna, cui vanno anche addebitati carenti soccorsi in mare. L’opinione di Fabio Caffio
Phisikk du role - Addio a Cencelli, l’uomo che inventò l’algoritmo del potere
Fu un uomo saggio e non si montò mai la testa per aver inventato il Manuale. Spiegò a tutti che si trattava non di invenzione ma di un lavoro di outing per quel che riguarda l’algoritmo proporzionale. Il resto lo fece quel comunistone di Renato Venditti
Marcinelle, così doniamo il testimone agli italiani di domani. Scrive Menia
“Non ci limitiamo ad onorare quelle vittime per raccontare il loro sacrificio, ma intendiamo trasportare quel ricordo al domani, al fine di disegnare il perimetro futuro dell’Europa, dove popoli, lavoro e valori devono avere una casa comune e dignitosa”. L’intervento di Roberto Menia, senatore di FdI presente all’iniziativa di Ecr nella miniera di Bois du Cazier per commemorare i 70 anni dalla tragedia, con il presidente del Senato La Russa e il ministro Calderone
I 70 anni di Marcinelle. Chi c'era a Charleroi con Ecr
L’incontro, organizzato da FdI-Ecr a Charleroi alla vigilia del 70esimo anniversario della tragedia della miniera del Bois du Cazier, ha raccontato un pezzetto del cambiamento culturale alla voce lavoro che si sta verificando in Italia. Meloni in un video messaggio ha evidenziato il laccio che unisce diritti e doveri, regole e lavoro, sacrificio e dedizione. Ecco chi c’era e cosa è stato detto
La sovranità disarmata e il paradosso del populismo. La riflessione di Camera
Il miglior alleato della tecnocrazia può essere proprio il populismo che pretende di combatterla. Sarebbe singolare se, proprio mentre celebriamo la sovranità popolare, la politica perdesse la capacità di darle sostanza. È questo, forse, il significato più attuale della sovranità disarmata: forte in apparenza, ma sempre più povera degli strumenti necessari per tradursi in governo. Il commento di Guido Camera, presidente di Italiastatodiritto
















