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Addio a Gigi Tivelli, un civil servant con il gusto della scrittura. Il ricordo di Pisicchio

Addio a Luigi Tivelli, stimato consigliere parlamentare con il gusto della scrittura. Firma di Formiche.net, aveva amato la politica fin da ragazzo, quando ancora adolescente si impegnava nei gruppi giovanili repubblicani facendosi apprezzare da Ugo La Malfa. Fu animato da una generosità laica, meritevole, perché non si aspetta l’effetto collaterale, quello di un ristoro nell’aldilà. Il ricordo di Pino Pisicchio

Perché Meloni fa l'all-in sulla Legge elettorale (e occhio a Vannacci). La versione di Panarari

Tra referendum, Comunali e dibattito sulla legge elettorale, il politologo Massimiliano Panarari legge le crepe che attraversano maggioranza e opposizioni. Dalla fine del mito dell’invincibilità di Giorgia Meloni alle difficoltà del campo largo, fino all’ascesa di Roberto Vannacci, che punta a occupare lo spazio alla destra del governo in vista della lunga corsa verso le Politiche del 2027

Phisikk du role - Il velo dell’ignoranza: una legge elettorale di 80 anni fa

L’anno prossimo andremo a votare e, nonostante l’ausilio delle scienze demoscopiche, nessuno parte con la vittoria in tasca. A questo punto, visto pure che vengono cancellati i collegi uninominali, risorsa per le coalizioni, e che la proposta della destra prevede che se nessuno raggiunge il 42% si va col sistema proporzionale, perché non andarci da subito? La rubrica di Pino Pisicchio

Astensionismo? Figlio della politica assente ingiustificata. L'opinione di Guandalini

Aumentano coloro che non si presentano in cabina elettorale. È successo anche in occasione delle recenti elezioni amministrative. Si paga una disaffezione verso la politica che fatica essere decisiva sulle questioni fondamentali del presente. Una marcata assenza a partire dall’intelligenza artificiale affrontata solo da Papa Leone nella sua ultima enciclica ai ritardi dell’Europa a risolvere lo shock energetico.  L’opinione di Maurizio Guandalini

Legge elettorale, perché le preferenze non sono da santificare. La riflessione di Merlo

Le preferenze non sono lo strumento migliore per garantire più partecipazione, più trasparenza – soprattutto sui costi delle campagne elettorali – e, in ultima istanza, più credibilità per la scelta della futura rappresentanza parlamentare. È bene pensarci bene prima di lanciarsi in sentenze definitive ed inappellabili. La riflessione di Giorgio Merlo

Bene Meloni sul sostegno a famiglie e imprese. L'opinione di Pedrizzi

Una Meloni sovranista, realista, che difende famiglia ed imprese nei confronti della deriva ideologica e burocratica di Bruxelles. Ecco quello che serve all’Italia secondo Riccardo Pedrizzi

Il ritratto di Vannacci, la Ferrari di Mattarella, il cantiere di De Luca. Queste le avete viste?

Il fondatore di Futuro Nazionale posa con un suo ritratto, mentre il Presidente della Repubblica vede in anteprima la nuova Ferrari Luce. Mentre il di nuovo, per la quinta volta, sindaco di Salerno fa una serie di sopralluoghi ai cantieri della città. Ecco le foto politiche degli ultimi sette giorni

Più stabilità, meno spazio al centro. La nuova legge elettorale secondo Vuolo

La nuova legge elettorale punta a rafforzare la governabilità attraverso un premio di maggioranza legato al raggiungimento del 42% sia alla Camera sia al Senato. Per Alfonso Vuolo, costituzionalista della Federico II, il sistema incentiverà la nascita di grandi coalizioni e potrebbe ridimensionare i terzi poli, con il rischio però di maggioranze politicamente più fragili

Meno, meglio e più coraggio. L'Ue a cui ambire secondo Terzi

Nessuno nasconde il momento complesso – dall’Ucraina al Medio Oriente, passando per i dazi americani e il ruolo economico prepotente della Cina – che oggi il governo Meloni si trova a dover gestire, insieme agli altri governi europei. Forte, però, è la consapevolezza che “il tempo del coraggio inevitabilmente è anche il tempo delle scelte”, per usare le parole del Presidente Meloni. Il commento di Giulio Terzi di Sant’Agata

La politica non ha più scuse, contro il declino serve responsabilità. L'opinione di Bonanni

Il tempo degli alibi è finito. Non servono più assemblee celebrative, slogan sulla competitività o scaricabarile contro Bruxelles. Servono scelte dure, responsabilità e una classe dirigente capace di dire finalmente la verità agli italiani: il declino non nasce fuori dai confini nazionali. E continuare a fingere che basti un nuovo incentivo o un’altra emergenza internazionale per spiegare tutto significa soltanto preparare un declino ancora più profondo. Il commento di Raffaele Bonanni

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