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Il gioco di Letta, tra Conte, M5S e Draghi

Conte ha parlato ieri di giustizia con il premier Draghi. Enrico Letta avrebbe potuto restare a guardare ma si è inserito subito nel “gioco”, dicendo che pure lui avrebbe chiesto modifiche a quanto i ministri del M5S e del Pd avevano approvato in Consiglio dei ministri. Si è inserito in un complesso “gioco” a più livelli e su più tavoli con in palio le poste della popolarità e della reputazione. Il commento di Giuseppe Pennisi

Temo il Draghicidio. Pd? Manca il coraggio. Parla Petruccioli

Intervista a Claudio Petruccioli, già senatore, presidente Rai e direttore dell’Unità. Dopo Draghi e Mattarella il buio, tifo per un bis al Quirinale. I partiti sono deboli, i loro leader anche. Questa sinistra guarda troppo al passato, su Giustizia e Ddl Zan polemiche strumentali. Rai? Cambiamo la legge, a Meloni si poteva dare spazio

+Europa tende la mano al Pd, ma senza 5Stelle. Il progetto di Ferrandelli

Dopo il congresso si sono gettate le basi per l’apertura di +Europa nei confronti del Pd. “Li mettiamo alla prova sui temi della giustizia, del lavoro e della visione strategica sul Pnrr”. Il tutto, però, senza i 5 Stelle e dopo le amministrative

Vi spiego perché Conte non farà cadere Draghi. La bussola di Ocone

Da una parte il possibile scontro con i governativi. Dall’altra l’instabilità interna e internazionale. Quanto caro può costare a Giuseppe Conte uno scossone definitivo al governo? Tanto, forse troppo

Che fare a Roma? Scrive Giuseppe Fioroni

Chi fa da perno, quanto a responsabilità politica, in questa grande operazione di riscatto e rigenerazione del Paese? Se il Pd non cambia, come in fondo si è detto nel passaggio da Zingaretti a Letta, a fatica può accreditarsi come il motore del cambiamento

Green pass, il dibattito social è degli scettici. I "macroniani" maggioranza silenziosa?

I sondaggi dicono che gli italiani sono favorevoli al green pass, ma il dibattito social è in mano al centrodestra, e dunque agli scettici. Salvini, Meloni, Paragone guidano il coinvolgimento, che si è acceso solo dopo la finale degli Europei (prima, regnava il calcio).  Nel centrosinistra manca un vero platform leader: Letta non muove consensi, Renzi si è sganciato, restano solo i Ferragnez e Scanzi. L’analisi di Domenico Giordano di Arcadia

Phisikk du role - M5S e lo statuto giuseppino

Come farà un grumo di istinti coagulati nelle identità dei vecchi leader a tramutarsi nel partito contiano, sicuramente a vocazione carismatica ma, almeno nelle aspirazioni, dotato di forma organizzativa stabile? È una scommessa interessante e ambiziosa. Forse troppo. La rubrica di Pino Pisicchio

Le Agorà e gli errori che il Pd si porta appresso dalla nascita. Scrive Mayer

Se il Pd vuole valorizzare i contributi di simpatizzanti e amici, eviti di frustrare le aspettative di quanti si avvicineranno alle Agorà come già accaduto durante la sua gestazione nel 2007. Il commento di Marco Mayer

Vaccini, green pass e libertà individuali. Per Celotto non ci sono dubbi

Lo Stato ci può costringere a vaccinarci? Ci può costringere ad andare al ristorante o a prendere un treno solo con il green pass? Sia i nostri ordinamenti che la Consulta sono abbastanza chiari sul confine tra salute pubblica e libertà individuali. Il parere del costituzionalista Alfonso Celotto

 

Sfogo di un elettore di Destra. Nell'era del bipolarismo Fedez/Pio&Amedeo

Di Antonio Pellegrino

Una Destra che si appresta a diventare maggioritaria nel Paese come vuole contrastare la tanto vituperata “egemonia culturale della Sinistra”? Abbiamo reso bandiere i soggetti che quarant’anni fa Marco Tarchi prendeva in giro sulla Voce della fogna, una nuova intellighenzia che sa solo urlare “radical chic”, “professoroni”, “sinistronzi” e “piddioti”. Riflessioni semiserie di Antonio Pellegrino

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