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C'è ancora (e molto) bisogno di Mattarella

Conviene a tutti mandare al Colle tra un anno Mario Draghi, figura perfetta di garanzia internazionale per gli anni a venire. A quel punto lui potrà sciogliere il Parlamento e portarci alle elezioni, concludendo così una legislatura di cattiva qualità. Per fare questo però serve una conduzione ferma e accorta dell’agenda nazionale da qui al voto in assemblea congiunta sul nuovo Presidente della Repubblica. Una conduzione che spetta senza ombra di dubbio a Sergio Mattarella

Salvini ha razzolato bene ma... La versione di Ippolito

Anche le ruspe meritano rispetto: si possono usare per distruggere i mostri e per costruire cattedrali, ma non si possono adoperare, quasi al contempo, per costruire il pomeriggio ciò che si voleva demolire soltanto al mattino. Il commento di Benedetto Ippolito

Draghi e l’atlantismo come filosofia politica. Parola di Panarari

L’atlantismo, insieme all’europeismo e all’ambientalismo, fornirà la stella polare dell’esecutivo Draghi. Un “governo di salute pubblica” anche sotto questo profilo, dopo gli sbandamenti a corrente alternata in politica estera, a volte pro-Cina e a volte pro-Russia. Il corsivo di Massimiliano Panarari, professore di Sociologia della comunicazione ed editorialista per le testate del Gruppo Gedi

Il voto su Rousseau sarà inutile o dannoso? Il mosaico di Fusi

Proprio adesso che ce ne sarebbe estremo bisogno visto che si affaccia una nuova proposta di grande spessore, il partito che ancora oggi è di maggioranza relativa in Parlamento diventa afasico, ondeggiante, incapace di risolvere i propri conflitti, e sceglie di scaricarli sulla collettività

Draghi, il relativismo e le riserve dello Stato

Il presidente Draghi proviene da due settori della riserva dello Stato: il mondo universitario e quello dei dirigenti apicali. Sa che gran parte del suo successo sarà dovuto all’opera di questi grand commis de l’état e sa che solo creando con loro, anche personalmente, un forte spirito di squadra istituzionale e una solida complicità nel far bene si potranno contenere gli inevitabili tentativi di deviare nella prassi dagli obiettivi strategici e dagli indirizzi decisi dal presidente. L’analisi di Claudio Zucchelli, presidente aggiunto onorario del Consiglio di Stato

Matteo Salvini

Salvini's League European shift lands in Brussels

League MEPs are holding true to their party’s shift towards Europeanism and moderation, as they voted in favour of Europe’s recovery plan for the first time and began distancing themselves from their fellow nationalist MEPs. Will they prove themselves worthy of entering the European party of moderate conservatives?

Quale geopolitica per Draghi? L’analisi di Lucio Caracciolo

Atlantista di ferro, amico di Berlino e Parigi, Mario Draghi è l’uomo giusto per rimettere l’Italia in pole-position nella Nato. La svolta filocinese si è già arenata, si allenterà ancora di più. Lucio Caracciolo, direttore e fondatore di Limes, spiega la ricetta Draghi per la politica estera italiana

Libro antonello soro, franco marini, pierluigi castagnetti

Per Castagnetti, Marini era il più preparato. E Draghi ci traghetterà fuori dalla crisi

“Ci eravamo sentiti pochi giorni fa. Entrambi avevamo stima per Draghi, che si è misurato con i veri poteri forti, dalla Germania in giù, ed è sicuramente in grado di tenere testa ai partiti italiani”. Pierluigi Castagnetti ricorda l’amicizia, la passione politica e le battaglie di Franco Marini

Salvini incontra Draghi e chiede più Europa. La svolta è compiuta

Di Filippo Salone

Il voto a favore del Recovery Plan in Ue che spacca i sovranisti. Il manifesto “europeista” all’uscita dalle consultazioni con Draghi. La svolta della Lega e di Matteo Salvini è (quasi) compiuta. L’analisi di Filippo Salone, public affairs manager Fondazione Prioritalia, già autore di “Il fenomeno leghista, perché nasce, perché si afferma” (Rubbettino editore)

Il governatore Draghi detta il programma al Draghi premier. Il punto di Mastrapasqua

Di Antonio Mastrapasqua

Nelle sue ultime considerazioni finali da Governatore di Banca d’Italia (2011), Draghi aveva scritto un “programma politico” ideale fatto di taglio alle tasse, più concorrenza (anche nei servizi pubblici) e meno spesa pubblica (se serve, decurtando gli stipendi). Ne fa un’attenta analisi Antonio Mastrapasqua, manager d’azienda ed ex presidente Inps

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