Il rapporto tra Silvio Berlusconi e Mario Draghi è antico. L’incontro odierno e il colpo di gomito per salutarsi è l’occasione per ripercorrerne le tappe, dal 1994 a oggi
Politica
Può il governo Draghi passare da Rousseau? M5S e la democrazia diretta
Io credo molto nella democrazia elettronica, ma penso anche che occorra ancora affinarne tempi e modalità, forse anche con un intervento generale del Legislatore che ne garantisca accesso, partecipazione e sicurezza, per tutti. I dubbi di Alfonso Celotto
Non faceva prediche, ma pratiche. Fioroni ricorda Marini (e parla di Draghi)
L’ex ministro dell’Istruzione e storico esponente della Margherita: “Un uomo che c’era sempre, non solo per le cose politiche. Sognava un Pd plurale. I sindacati? Guardino alla sua capacità di essere al servizio”
Così il governo Draghi ha cambiato la corsa per il Campidoglio. E Conte...
Dopo la fine del governo giallorosso, ancora una volta a fare da collante tra Partito democratico e Movimento 5 Stelle potrebbe essere Giuseppe Conte, ormai in procinto di lasciare Palazzo Chigi. Fantapolitica? Possibile, certo. Ma, come stiamo vedendo in queste ore, non si può mai dire mai
Così solido, autentico, forte. Follini ricorda Franco Marini
Era così, Marini. Lo era da giovane e lo è rimasto fino alla fine. Così solido, così autentico, così forte. E insieme, così semplice. Astuto quanto è richiesto dalle regole della politica. Leale quanto gli dettava la sua coscienza. Il ricordo di Marco Follini
Cosa hanno in comune Meloni, Renzi e il vulcano Eyjafjöll
Quella del 2010 per il centrodestra sembrò una crisi passeggera e invece fu l’inizio della crisi che sfociò verso il governo Monti e poi la sconfitta elettorale. Coincise con l’eruzione del vulcano islandese Eyjafjöll. Quest’anno un’altra eruzione rischia di travolgere tutto e tutti, quella dell’“operazione spaccatutto” di Matteo Renzi. Ecco perché
Dall'anti-elitismo al governo delle élite. L'analisi di Tivelli
Dopo il fallimento di un primo governo populista e di un secondo governo semi populista, grazie alla tempestiva e intelligente mossa di un Presidente della Repubblica di piena e sana impronta democratica, si affida la formazione del governo al miglior rappresentante delle élite italiane ed europee e per fortuna sembra che si squagli di colpo un certo anti-elitismo e tutti capiscono che non si può non salire sul carro del vincitore. L’analisi di Luigi Tivelli
Zanni (Lega) azzanna i sovranisti Ue. Rottura con AfD nel segno di Draghi?
Duro battibecco a Bruxelles fra il leghista e leader dei sovranisti europei Marco Zanni e il vice tedesco di Afd Joerg Meuthen su Mario Draghi. La Lega lo difende dalle critiche e porta in Ue la svolta “europeista” di Matteo Salvini, con un occhio al Ppe
Salvini’s EU-turn explained in light of the EPP
While talks go on to form Italy’s next government under former ECB chief Mario Draghi, the leader of the populist, right-wing League swerves surprisingly towards more moderate, less Eurosceptic positions. Could this be the long-awaited normalisation of the Italian right? Paolo Alli, Atlantic Council expert, has more
Un governo con Lega e FdI? Per Fassina (Leu) si deve fare. Poi al voto nel 2022
Stefano Fassina, esponente di Leu tende la mano a Giorgia Meloni perché, dice, “deve essere un Governo la cui base parlamentare deve essere più ampia possibile”. Anche per superare “gli steccati ideologici” e per “una legittimazione reciproca”
















