Chi c’era alla Direzione nazionale del Pd. Le foto da Roma

Alleanze, liste, premiership. Si è riunita questa mattina a Roma la Direzione nazionale del Partito democratico. Il segretario Enrico Letta ha toccato molti dei nodi che si dovranno sciogliere nelle prossime settimane, fino all’arrivo al voto del 25 settembre.

Alleanze? “A chi ha tentazioni” di tornare col M5S “a chi dice ‘ripensiamoci’ l’invito è a guardare a cosa pensano gli elettori, il loro giudizio è lapidario”, ha sottolineato Letta, chiudendo, pare, la porta a una possibile alleanza con Giuseppe Conte. “O noi o Meloni vuol dire che o noi convinciamo con qualcuno che in passato ha votato per loro o noi questa sfida non la vinciamo. Dobbiamo toglierci dalla testa il ragionamento per cui: se quello sta con voi non vi voto. Noi siamo responsabili per la nostra lista, per quello che siamo noi, per il nostro programma”, ha aggiunto il segretario dem. “Le alleanze che stipuleremo saranno solo alleanze elettorali: questa legge elettorale non postula coalizioni con un simbolo, ma postula solo alleanze elettorali. E siglare alleanze elettorali è importante, fa la differenza e ci dobbiamo provare”.

E qui il tema liste: “Il 2 agosto terminerà il lavoro istruttorio dei segretari regionali” sulle liste, ha detto l’ex premier, e “tra il 9 e l’11 agosto convocheremo una Direzione nazionale e andremo alla chiusura delle scelte”. A tal proposito, però arriva un appello dal segretario dem: “Chiederò a tutti generosità e impegno. In particolare a chi ha più esperienza, a coloro che hanno nomi importanti. Spero e sono convinto che ognuno di voi farà una riflessione su come dare una mano a questo partito e non essere un problema. Di problemi ne abbiamo tantissimi”. E ancora: “Le nostre energie possiamo buttarle sul positivo: ‘Come posso dare una mano?’. Oppure possiamo passare le prossime settimane a far volare stracci come avvenuto altre volte”, ha sottolineato Letta.

La scelta dei candidati sarà fondamentale, perché le elezioni si giocano su “30 collegi uninominali al Senato e 30 alla Camera”. “Tutti i nodi saranno sciolti in una logica di interesse generale. Non perché io ho da candidare miei amici, ma perché faremo le scelte migliori. Ci sono 30 collegi al Senato e 60 collegi alla Camera dai quali dipenderanno queste elezioni”. Ha aggiunto Letta: “Sono quei collegi nei quali siamo sotto di 5-6-7-8 punti. Se noi facciamo il candidato giusto…”. Scegliere il candidato giusto, ha chiarito, “vuol dire che la gente, che non è ingenua, va a vedere se il candidato giusto ha tre paracadute oppure no. Il voto che dobbiamo chiedere alle persone è un voto di chiarezza anche su questo: mi gioco tutto, ti chiedo il voto”.

“Ho letto ieri, sulle agenzie, la discussione sulla premiership, una discussione che ho trovato surreale”, ha poi aggiunto il segretario del Partito democratico, che però non si è tirato indietro dall’assumersi le sue responsabilità come capolista: “Assumo completamente, se voi lo vorrete, il ruolo di front runner della lista per una Italia democratica e progressista, assumo fino in fondo questa responsabilità”.

“Noi siamo un paese che ha bisogno di unità, fiducia e dignità”, ha proseguito Letta. “Quella serietà e quel patriottismo che nel solco di Mario Draghi e Sergio Mattarella porteremo avanti”.

(Foto: Imagoecnomica)

Condividi tramite

Guarda le altre gallery fotografiche