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“La pace ha un costo”, ha detto il presidente Barack Obama rivolgendosi agli alleati della Nato poco prima della sua visita in Italia. Con queste parole il capo di Stato americano ha voluto ricordare come gli investimenti in tecnologie belliche non siano solo una voce di bilancio, ma rappresentino il cuore della difesa dell’Occidente. Un appello che, in tempi di crisi, sottolinea come nel Vecchio Continente quanto oltreoceano sia necessario non affrontare con un approccio contabile o – ancor peggio – demagogico, dossier delicati come quello degli F-35, sul quale stamane a Pratica di Mare il ministro della Difesa Roberta Pinotti ha sedato le polemiche ribadendo che “il problema sono gli sprechi” e non i velivoli di Lockheed Martin.

L’APPELLO DI OBAMA
E se è vero che l’appello di Obama era destinato prevalentemente agli amici europei, alle prese con un’austerity che spinge a ridurre i capitoli di spesa destinati alla Difesa, probabilmente il presidente Usa ha voluto inviare anche un messaggio sottinteso al Congresso del suo Paese.

LE RASSICURAZIONI Di LOCKHEED
Un nuovo rapporto del Gao, una sezione investigativa di Capitol Hill dedita all’auditing e alla valutazione, ha preso infatti di mira nuovamente il programma Jsf, alla prese con la soluzione di alcuni problemi nello sviluppo del software.
Criticità note all’azienda, che ha comunicato di essere a buon punto nel porvi rimedio: “Siamo fiduciosi di completare i test” in tempi ragionevoli. “Abbiamo completato sei dei 15 test di consegna delle armi richiesti nel Blocco 2B del programma di test di volo ed eseguiremo i restanti nove nei prossimi mesi“.

L’OPINIONE DEL JPO
A rassicurare sui progressi del sistema d’arma è stato il Joint Program Office dell’F-35 (l’ufficio di programma), che ha spiegato come “il software continua a essere il nostro rischio tecnico numero uno nel programma“, ma che la soluzione del problema è già avviata.
Abbiamo istituito – ha spiegato il tenente generale Chris Bogdan, executive officer del programma F-35 – processi di sistemi ingegneristici organizzati per affrontare la complessità della scrittura, la sperimentazione e l’integrazione del software. Siamo fiduciosi di consegnare le iniziali capacità belliche del F-35 nel 2015 al Corpo dei Marines statunitensi e nel 2016 alla Air Force Usa. La capacità di combattimento completa dell’aereo sarà consegnata alla US Navy nel 2018“.
Il Jpo si dichiara d’accordo “con la raccomandazione del Gap di valutare le capacità specifiche che l’F-35 avrà per le capacità operative iniziali dei servizi militari“, ma sottolinea di stare controllando “attentamente la maturità delle capacità metriche del software” e che continuerà “a controllare che i dati, le informazioni e le valutazioni siano condivise con il Congresso“.

La constatazione del Gao che il programma è stabile, ha concluso l’Ufficio del programma, “riflette l’enorme sforzo per ristabilire il programma e gestire in modo aggressivo lo sviluppo, la produzione e i costi“.

F-35, ecco come Lockheed replica alle critiche del Congresso

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