Skip to main content

Dall’Ucraina al Medio Oriente, fino all’Iraq e alla Somalia. Sono queste le direttrici principali della relazione con cui Antonio Tajani e Guido Crosetto hanno illustrato alle Commissioni Esteri e Difesa la partecipazione italiana alle missioni internazionali. Il quadro tracciato dal governo tiene insieme guerra, sicurezza dei contingenti, rotte strategiche e stabilizzazione di aree considerate decisive per gli interessi italiani.

La delibera prevede circa 7.500 militari impegnati, con un contingente massimo che può arrivare a 12mila unità, 37 assetti navali e 147 aerei. Lo stanziamento indicato è di circa 1,38 miliardi di euro, con una riduzione prossima al 6 per cento rispetto all’anno precedente. Dentro questi numeri si muove una linea politica che punta a confermare la presenza italiana nei principali teatri di crisi.

Ucraina, sostegno a Kyiv e rischio nucleare

Sull’Ucraina, Crosetto ha descritto una guerra ancora bloccata in una “sostanziale situazione di stallo”. La frase più forte riguarda il rischio nucleare. Per il ministro della Difesa, “torna attuale la minaccia atomica che pensavamo di aver consegnato ai libri di storia”. Una soluzione soltanto militare, ha aggiunto, “appare difficilmente perseguibile sul lungo termine”.

Tajani ha confermato il sostegno italiano a Kyiv, anche attraverso nuovi fondi per infrastrutture energetiche e sminamento. Ha però riconosciuto che un accordo con Mosca resta “lontanissimo”. La posizione del governo resta quindi costruita su due piani, aiutare l’Ucraina a difendersi e mantenere aperta la prospettiva di un negoziato, con un ruolo europeo nel passaggio finale.

Libano e Unifil, la sicurezza dei militari italiani

Nel Libano meridionale, la priorità indicata da Tajani è la sicurezza degli oltre mille militari italiani impegnati in Unifil e nella missione bilaterale Mibil. Il ministro ha sintetizzato la posizione con una formula netta, “i caschi blu non si toccano”.

Il mandato di Unifil è destinato a terminare, ma per il governo restano aperte le esigenze di sicurezza lungo la Linea blu e nel Sud del Libano. Per questo Roma ha posto alle Nazioni Unite e in Europa il tema della futura presenza internazionale nell’area. La questione non riguarda solo la continuità della missione, ma la tenuta di un presidio considerato essenziale per evitare un ulteriore deterioramento del fronte libanese.

Medio Oriente, rotte e mandato internazionale

Il Medio Oriente è stato descritto come il quadrante più esposto al rischio di allargamento delle crisi. Tajani ha richiamato gli attacchi iraniani contro Israele, la risposta israeliana e la minaccia degli Houthi di chiudere Bab el-Mandeb, lo stretto tra Mar Rosso e Oceano Indiano dove opera la missione europea Aspides a comando italiano.

Il governo lega ogni possibile impegno alla cornice multilaterale. “Non andremo mai a Hormuz da soli”, ha detto Tajani, chiarendo che un’eventuale partecipazione italiana per la libertà di navigazione richiederebbe una bandiera internazionale, europea, dell’Onu o comunque un mandato condiviso. È il limite politico fissato dall’esecutivo per evitare iniziative isolate in uno scenario già fragile.

Iraq e Somalia, le nuove missioni

La delibera apre anche due nuove missioni bilaterali, in Iraq e in Somalia. In Iraq, l’impegno italiano si inserisce nella fase di transizione legata alla conclusione dell’operazione contro il Daesh e punta a sostenere le forze di sicurezza locali.

In Somalia, Crosetto ha spiegato che il rafforzamento risponde a una richiesta del governo somalo per attività di formazione. Il ministro ha definito il Paese un punto fondamentale per i rapporti tra Africa e Asia e per le rotte commerciali del continente africano. La logica è costruire condizioni minime di sicurezza attraverso forze locali più solide. È una missione limitata negli strumenti, ma significativa per la strategia italiana in Africa, dove stabilità, formazione e presenza militare vengono presentate come parti dello stesso disegno.

Tajani e Crosetto ridisegnano la mappa delle missioni italiane

Nella relazione alle Commissioni Esteri e Difesa, Tajani e Crosetto hanno delineato una linea che conferma la presenza italiana nei principali teatri di crisi, dall’Ucraina al Medio Oriente, fino a Iraq e Somalia. Il governo tiene insieme sostegno a Kyiv, sicurezza dei contingenti, tutela delle rotte strategiche e stabilizzazione di aree sensibili, dentro una cornice che continua a privilegiare il mandato internazionale e la proiezione multilaterale dell’Italia

Difesa aerea, ecco perché la Svizzera guarda al sistema italo-francese Samp/T

Il segretario di Stato per la Sicurezza svizzero ha indicato il sistema franco-italiano come possibile complemento ai Patriot statunitensi, le cui consegne sono state rinviate di almeno cinque anni. L’eventuale decisione di acquistare il sistema italo-francese non implicherebbe però l’abbandono del programma Patriot

Disordine globale. Perché la vera sfida europea è formare chi sa leggere il caos

Di Ciro Sbailò

Dazi, Mar Rosso, chip e droni raccontano un mondo in cui ogni crisi produce effetti al di là del perimetro che l’ha generata. Per l’Europa, la sfida è certamente quella di rafforzare difesa, industria e tecnologie, ma soprattutto quella di imparare a governare le interdipendenze che le attraversano, formando classi dirigenti capaci di leggere sistemi complessi prima che diventino emergenze. L’analisi di Ciro Sbailò, professore ordinario di diritto pubblico comparato (Unint Roma)

Picierno può federare il centro, oltre il campo largo. Parla Concia

Anna Paola Concia vede in Spazio Pubblico la risposta a una domanda politica rimasta senza rappresentanza. Picierno, sostiene, può diventare il punto di riferimento dell’area liberal-democratica, con un progetto autonomo, riformatore e alternativo alle logiche del campo largo

L'Ipo di Moonshot può spaventare la Cina. Ecco perché

La startup del Dragone è pronta a un’Ipo che potrebbe sfondare il muro dei 30 miliardi, lanciando l’ennesimo guanto di sfida agli Stati Uniti. Eppure, paradossalmente, dentro il partito c’è chi teme gli effetti collaterali dell’Intelligenza Artificiale sull’industria

Da Byd a Nio, da Alibaba a Baidu, tutte le aziende cinesi accusate dal Pentagono di aiutare la Pla

Il Dipartimento della Difesa americano ha aggiornato la lista delle “Chinese military companies” inserendo Alibaba, Baidu, Byd, Nio, Unitree, Ymtc, Cxmt, RoboSense e WuXi AppTec. Dal mese in corso il Pentagono non potrà stipulare contratti con le aziende designate, e dal 2027 sarà vietato acquistarne prodotti e servizi anche tramite intermediari

Il mare a est di Taiwan e il nuovo fronte delle Filippine

Pechino risponde alle intese nippo-filippine con messaggi inequivocabili intorno a Taiwan mentre Manila è sempre più al centro della contesa egemonica globale

Panama rimescola le carte sul canale. Sfida aperta tra Washington e Pechino

Le autorità del canale sbloccano le procedure per l’affidamento delle concessioni, un tempo monopolio cinese. Ora la corsa per l’infrastruttura diventata l’alternativa a Hormuz entra nel vivo. E forse anche per questo da Pechino arrivano segnali di nervosismo

Industria, marittimi, aeronautica. Meloni sprona l'Ue sull'Ets

La deindustrializzazione europea a vantaggio della Cina va evitata, chiedono gli industriali, con l’appoggio di Roma secondo cui il sistema Ets “rappresenta un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, con effetti sui costi di produzione e sulla competitività”. Due comparti come quello marittimo e aeronautico sulle posizioni italiane. Video call di Meloni con Merz e De Wever

Telecamera nascosta a Whitehall, ipotesi spionaggio a Londra

La scoperta di una telecamera nascosta in un pannello del soffitto di un edificio governativo a Marsham Street, sede del Home Office e del ministero per l’Housing, riaccende le preoccupazioni sulla protezione degli apparati britannici. Non c’è alcuna attribuzione pubblica a Stati esteri, ma il caso arriva mentre Londra discute ancora i rischi legati alla nuova ambasciata cinese a Royal Mint Court e dopo l’allerta dei Five Eyes sulle attività di intelligence di Pechino

×

Iscriviti alla newsletter