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Grant Shapps, segretario alla Difesa del Regno Unito, li ha definiti una “minaccia diretta al commercio internazionale e alla sicurezza marittima”. Dopo gli attacchi delle milizie yemenite degli Houthi nel Mar Rosso contro le navi commerciali che seguono quelle rotte di connessione Europa-Asia, diverse società di trasporti commerciali marittimi hanno deciso di deviare il tragitto delle loro navi. Addio, dunque, al Canale di Suez, passaggio che dal Mediterraneo conduce all’Oceano Indiano e all’Asia Pacifico. Molte navi sono già state dirottate verso Capo di Buona Speranza, punta meridionale dell’Africa.

Nei giorni scorsi Alberto Rizzi, specialista in Geo-economia dello European Council on Foreign Relations, aveva spiegato a Formiche.net come l’attuale quadro di sicurezza “così complesso potrebbe paradossalmente dare nuovo impulso” al Corridoio economico India-Medioriente-Europa: “da un lato la guerra a Gaza ha sì messo in pausa il percorso di normalizzazione tra Arabia Saudita e Israele e i piani infrastrutturali collegati” come Imec, “ma dall’altro gli attacchi nel Mar Rosso mostrano la necessità di rotte terrestri che integrino quella marittima così vulnerabile”, ha detto. “Se l’Europa, in ottica di de-risking dalla Cina, punterà sempre di più sull’India e sui Paesi dell’Asean, non può continuare a basarsi su una sola direttrice con delicati colli di bottiglia”, ha aggiunto.

Il possibile addio della logistica al canale di Suez arriverebbe dopo quello degli operatori della connettività, allarmati dal traffico e dall’instabilità della regione. È proprio per questo che Sparkle, operatore globale del gruppo italiano Tim, sta lavorando all’infrastruttura Blue-Raman, che renderà Genova un nuovo snodo per il traffico tra Europa, Africa, Medio Oriente e Asia collegando Italia, Francia, Grecia e Israele (Blue) e Giordania, Arabia Saudita, Gibuti, Oman e India (Raman).

Intervistato nelle scorse settimane da Formiche.net, Enrico Maria Bagnasco, amministratore delegato di Sparkle, spiegava così l’infrastruttura: “Quando noi iniziammo a pensare Blue-Raman volevamo realizzare una nuova infrastruttura che ampliasse la nostra disponibilità di traffico dati sulla rotta mediorientale. Il tutto, costruendo un nuovo percorso, non un’altra corsia di un’autostrada dei dati già esistente. Ecco perché abbiamo optato per un percorso differenziato rispetto a tutti gli altri cavi che fanno quella rotta passando per il Mar Rosso”. Secondo il manager, “Blue-Raman, e in particolare BlueMed che si posiziona per collegare molti Paesi del Nord Africa, può far diventare l’Italia l’hub digitale del Mediterraneo”.

Navi ma anche dati. Il Mar Rosso è uno snodo importante ma fragile

Sparkle (Tim) ha lanciato Blue-Raman, per collegare l’Italia all’India passando da Israele e Arabia Saudita, proprio per gli allarme sull’instabilità delle regione oggi al centro dell’attenzione per gli attacchi degli Houthi

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