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“Stiamo portando le capacità della nostra intelligenza artificiale più avanzata direttamente nella ricerca”. A dirlo è Liz Reid, vicepresidente di Google Search, durante l’annuale conferenza degli sviluppatori. Non è un appuntamento qualunque, ma un momento fondamentale per il fare il punto sui nuovi strumenti. Quanto appena annunciato da Big G potrebbe rivoluzionare il modo di navigare.

Sicuramente, dopo decenni, Google cambia il motore di ricerca integrandolo con un assistente di IA. “Con l’ingresso in questa nuova era la ricerca sarà più potente e utile che mai”, spiega il ceo Sundar Pichai. Questi agenti personali lavorano in background, sono attivi giorno e notte 7 giorni 7 per monitorare tutto il possibile, così da dare risposte soddisfacenti e quanto più accurate agli utenti. Non solo. La barra di ricerca potrà eseguire funzioni umane, come delle semplici prenotazioni, solo attraverso una domanda. “Potete chiudere il vostro laptop”, ironizza l’amministratore delegato.

Inoltre, grazie all’introduzione di Gemini 3.5 Flash (quattro volte più potente dei concorrenti) e Google Antigravity (che permette di sviluppare e far interagire gli agenti di IA), il sistema “creerà esperienze su misura per le tue domande, come layout dinamici e grafiche interattive”. L’interfaccia sarà disponibile da questa estate. Il sistema inoltre “potrà creare dashboard o tracker personalizzati e persistenti. Immaginateli come delle mini app dedicate ai vostri compiti specifici. Potrete creare queste esperienze personalizzate con Antigravity direttamente nella ricerca nei prossimi mesi, a partire dagli abbonati Google AI Pro e Ultra negli Stati Uniti”.

Separato da tutto ciò, ma pienamente integrato nei piani dell’azienda di Mountain View, è Gemini Spark. Parliamo di un agente di IA personale, anch’esso sempre attivo, che può continuare a operare anche quando i dispositivi sono spenti. La differenza con gli agenti del motore di ricerca, Spark non spulcia su Internet ma agisce sulle app dell’utente – a cui ovviamente deve essere collegato.

Cosa spinga Google a concentrarsi così tanto sull’automatizzazione del proprio motore di ricerca è molto semplice: la concorrenza spietata delle altre aziende. Nell’ultimo anno e mezzo sono stati lanciati chatbot di ogni tipo, compreso quello di Deepseek, la startup cinese che sta mettendo a dura prova il dominio occidentale. Insomma, i pericoli per Google arrivano da ogni parte. E la preoccupazione è che questi nuovi strumenti, sempre più utilizzati, possano scalzare il vecchio motore di ricerca. Non a caso, è da diverso tempo che sta integrando l’IA all’interno dei suoi strumenti già esistenti. YouTube ne è l’esempio pratico: con le nuove funzionalità “Chiedi a YouTube”, basta porre una semplice domanda per ricevere una risposta sia in forma testuale che video.

Come sottolinea Axios, però, l’ultima modifica al motore di ricerca rappresenta un ulteriore passo in avanti. Google lancia una sfida alle altre aziende e marca il territorio in quello che era il suo campo. Ben consapevole che ci sarà da battagliare per mantenerne il controllo.

Google rivoluziona la sua ricerca con l'IA e lancia un messaggio chiaro ai rivali

Big G introduce gli agenti di intelligenza artificiale all’interno della barra di ricerca, cambiando radicalmente la sua funzione dopo decenni. Non è la prima volta che l’azienda di Mountain View integra l’IA nei suoi strumenti. In questo caso compie un passo in avanti notevole, rispondendo alla preoccupazione sull’utilizzo dei chatbot sempre più diffuso

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