Skip to main content

Esperienza politica e sapienza post democristiana sono qualità che certo non mancano a Raffaele Fitto. È per questo che, con l’obiettivo di sfatare i pregiudizi nei confronti del proprio governo, Giorgia Meloni gli ha affidato il delicato ruolo di ministro per gli Affari europei. Per la stessa ragione lo ha indicato come plenipotenziario del governo sul Pnrr. Un compito immane, reso quasi proibitivo da tre condizioni di fatto.

La prima. È ormai acclarato che Giuseppe Conte abbia fatto una sciocchezza nel massimizzare le richieste italiane sui fondi del Next generation Eu. Siamo il Paese europeo che ha ottenuto più soldi a fondo perduto (81,4 miliardi) e più prestiti (127,4 miliardi). La cifra è colossale (circa 209 miliardi), i prestiti andranno ovviamente restituiti. Come hanno scritto su Repubblica gli economisti Boeri e Perotti, rinunciare a una parte di quei prestiti, ipotesi avanzata nei giorni scorsi dal capo dei deputati leghisti Riccardo Molinari, sarebbe possibile e anche auspicabile. Ma, ad oggi, nel governo prevale la tesi di chi ritiene che la rinuncia verrebbe letta come un segno di inaffidabilità dell’Italia.

Ciò non toglie che la Pubblica amministrazione e i Comuni, e questa è la seconda delle tre condizioni di fatto che rendono quasi proibitivo il compito di Raffaele Fitto, non siano in grado di utilizzare tante risorse efficacemente. Mancano gli uomini e mancano le competenze. Il rischio, dunque, è assistere alla levitazione del debito pubblico senza che i soldi spesi corrispondano a una proporzionale modernizzazione del Paese e ad un’auspicata crescita dell’economia. Il terzo dato di fatto è il solito: la conflittualità tra i partiti di maggioranza e tra la maggioranza e le opposizioni.

È questo, pertanto, il desolante e un po’ allarmante contesto nel quale Pier Ferdinando Casini nei giorni scorsi ha lanciato la propria proposta. Titolo dell’intervista al Corriere: “Per non sprecare i fondi pubblici serve un armistizio tra destra e sinistra”. L’ex presidente della Camera parla da uomo delle istituzioni. Conosce la debolezza della macchina pubblica italiana e della politica italiana conosce la conflittualità. Il suo è un appello alla collaborazione, all’insegna della responsabilità nazionale. Una collaborazione tra le diverse parti politiche e tra i diversi livelli istituzionali ed amministrativi dello Stato. Massimizzare il risultato sul Pnrr significa minimizzare il fardello che graverà sulle spalle delle prossime generazioni in termini di debito e di qualità della vita. L’appello di Casini è nobile, la risposta di Elly Schlein non è pervenuta. Quella del povero Raffaele Fitto immaginiamo sia stata entusiastica.

Tre condizioni che rendono (quasi) proibitivo il compito di Fitto. Il corsivo di Cangini

Quello di Fitto è un compito reso quasi proibitivo da tre condizioni di fatto. Andrea Cangini racconta il contesto un po’ allarmante nel quale Pier Ferdinando Casini nei giorni scorsi ha lanciato un nobile appello alla collaborazione, all’insegna della responsabilità nazionale

Un ex militare italiano coinvolto nella fuga di Uss? La voce da Mosca

Un canale Telegram legato all’intelligence offre una versione dell’esfiltrazione: a organizzarla sarebbe stato un ufficiale italiano congedato, sposato con una donna russa e da almeno sei anni residente nel Paese

Così vive (in isolamento) Putin. Il racconto dell’ex collaboratore

Senza rete né cellulare, in un bunker e con il perenne timore di contagiarsi con il Covid o essere ucciso. Gleb Karakulov è stato per anni al servizio del Cremlino e ora, da critico, svela le paranoie del leader russo

Sul Pnrr niente scherzi e tanta squadra. Parla Caroli (Luiss)

​Conversazione con il docente ed economista della Luiss. Un po’ di affaticamento sul Piano era da mettere in conto, d’altronde l’inflazione e la crisi energetica hanno sparigliato le carte. Ma se si vogliono mettere in sicurezza i miliardi destinati all’Italia, serve una maggiore convergenza, anche tra partiti. E lo stesso vale a livello europeo​

Aiuti militari per contenere la Cina. Così Tokyo cambia strategia

L’annuncio di aiuti militari rompe ufficialmente decenni di pacifismo sancito dalla Costituzione giapponese. Una mossa obbligata per contenere l’aggressività di Pechino, mentre Tokyo si ritaglia un ruolo peculiare nell’area, pur rimanendo alleato degli Stati Uniti

Il "caso" Silvestri e la politica (becera) anti-femminile. La lettura di Morcellini

Il docente emerito di Comunicazione de La Sapienza dopo la notizia del test del Dna sul figlio della deputata Silvestri: “È drammatico che una donna con un figlio di pochi mesi abbia dovuto ricorrere alla prova genetica per dimostrare la paternità del figlio perché messa in discussione da queste chiacchiere irricevibili. Assistiamo a un drammatico problema che si accompagna alla volontà di colpire una donna, una madre”

Il supporto alla digitalizzazione dell'Italia visto da Infocamere. Parla il direttore Ghezzi

Il supporto alla digitalizzazione dell'Italia visto da Infocamere. Parla il direttore Ghezzi In un paese come l'Italia in cui la trasformazione digitale è in pieno divenire e i gap da colmare all'interno del tessuto produttivo e della pubblica amministrazione sono evidenti, Infocamere sta dando il suo contributo cercando di abbattere le barriere e semplificare l'accesso agli strumenti esistenti. Ne parla…

Perché quello che succede a Taiwan interessa tutti. Risponde Pelaggi

Per Pelaggi (Sapienza), la cornice attorno al dossier taiwanese è ormai totalmente modificata: lo stretto è ormai il principale luogo di frizione tra Washington e Pechino, e per questo tutto ciò che accade a Taipei assume valore internazionale

Macron e von der Leyen, con la Cina il rischio di una dipendenza psicologica

Secondo Amighini (UPO e Dwarc), la dipendenza dalla Cina è ormai più psicologica che frutto di un reale contesto economico-commerciale. E il rischio è che l’Europa non sfrutti adeguatamente altri mercati, come quello indiano o sudest asiatico. Il viaggio di Macron e von der Leyen tra interessi francesi e unità europea

Un'Europa più verde, più sicura e più libera. Parola dell'amb. Björklund

Di Jan Björklund

Stiamo affrontando molteplici crisi e il bisogno di unità europea non è mai stato così grande. Gli Stati membri dell’Ue sono diversi e talvolta hanno prospettive diverse. Ma la diversità è un punto di forza. Anche dopo il semestre di presidenza, la Svezia continuerà a fare del suo meglio per mantenere questa unità. L’intervento su Formiche.net di Jan Björklund, ambasciatore di Svezia in Italia

×

Iscriviti alla newsletter