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Antony Blinken, segretario di Stato americano, potrebbe incontrare Wang Yi, capo della diplomazia del Partito comunista cinese, a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco che inizierà venerdì e si concluderà domenica. Sarebbe il primo incontro tra le diplomazie delle due superpotenze dopo che è stata “rinviata” – questa l’espressione utilizzato da Washington – la visita di Blinken a Pechino dopo i casi del pallone-spia e degli oggetti volanti abbattuti. L’ex ministro degli Esteri cinese promosso a capo della diplomazia del Partito a inizio anno sarà anche in Italia per parlare della visita di Stato di Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, e del rinnovo del memorandum d’intesa della Via della Seta.

Lo riporta Reuters citando una fonte americana che ha definito il faccia a faccia “possibile” e una seconda secondo cui è “possibile ma niente è ancora confermato”. “Siamo aperti al dialogo quando è nel nostro interesse farlo e crediamo che le condizioni siano giuste”, ha detto ieri Wendy Sherman, vicesegretaria di Stato americana, riferendosi alla Cina. “So che è stato riportato di un possibile incontro a Monaco, ma non ho nulla da annunciare oggi”, ha annunciato. Ned Price, portavoce del dipartimento di Stato, ha dichiarato che Washington sta “sempre valutando le opzioni per la diplomazia” ma “al momento” non è previsto alcun incontro nella città tedesca ha detto buttando la palla nel campo cinese per quanto riguarda i dettagli del viaggio di Wang. Un’altra ipotesi di incontro tra Stati Uniti e Cina è tra Blinken e l’omologo Qin Gang a marzo, in occasione della ministeriale Esteri G20 che si terrà a Nuova Delhi, in India.

Secondo Daniel Russel, assistente segretario di Stato per l’Est asiatico e il Pacifico durante la seconda amministrazione Obama, Monaco rappresenta “una sede ovvia per un’indispensabile discussione di persona ad alto livello”. “Non c’è dubbio” che Washington e Pechino ne stiano discutendo, ha dichiarato a Reuters. “Ma nessuna delle due parti vuole gestire la programmazione sotto i riflettori dei media, ed entrambe hanno a che fare con le incertezze legate alla saga dei palloni”.

Secondo Richard Fontaine, a capo del think tank statunitense Center for a New American Security, l’episodio del pallone e la grande attenzione mediatica durata giorni potrebbero essere “il risveglio dell’America” e allargare oltre Washington il timore per l’ascesa cinese. La pressione alzata sull’amministrazione Biden dai media e dai Partito repubblicano ha reso inevitabile per la Casa Bianca reagire con altrettanto clamore.

E “sebbene le aspettative per un esito positivo della visita di Blinken in Cina fossero scarse, il viaggio era inteso a sfruttare lo slancio positivo dell’incontro tra i leader Joe Biden e Xi Jinping al G-20 e potenzialmente a stimolare un ulteriore – seppur lieve – disgelo nelle relazioni bilaterali”, ha dichiarato a Formiche.net nei giorni scorsi Colleen Cottle, vicedirettrice del Global China Hub dell’Atlantic Council, un passato nella Cia occupandosi di Est e Sud dell’Asia. Si era perfino ipotizzata una photo opportunity di Blinken con Xi, un modo per il presidente cinese di uscire da una sorta di isolamento internazionale e confinamento ai Paesi Brics (l’ultimo leader a fargli visita in queste ore è l’iraniano Ebrahim Raisi). Secondo Cottle un’azione provocatoria come una visita dello speaker Kevin McCarthy a Taiwan potrebbe mettere alla prova la volontà espressa da Biden e Xi di “gestire responsabilmente la competizione e mantenere linee di comunicazione aperte”. “Non è chiaro se le attuali linee di comunicazione sarebbero sufficienti a prevenire una qualche escalation, il che dimostra il valore reale di questi incontri bilaterali ad alto livello per garantire che vengano messi in atto maggiori meccanismi di gestione delle tensioni prima che i due Paesi arrivino a un punto di crisi”, ha spiegato a Formiche.net.

Sarà a Monaco il primo incontro Usa-Cina dopo gli Ufo abbattuti?

Ipotesi faccia a faccia tra Blinken e Wang in occasione della Conferenza sulla sicurezza di Monaco. In alternativa, si pensa alla ministeriale G20 di marzo. Obiettivo: mantenere aperti i canali di comunicazione

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