Skip to main content

Ora i risultati delle elezioni del 25 settembre sono stati metabolizzati dai partecipanti, attivamente o solo in spirito, di una campagna elettorale tra le più sgrammaticate, ove non la più sgrammaticata, della storia della Repubblica. Lo stesso esito delle elezioni (l’alto astensionismo, una vittoria del centro-destra a trazione Fratelli d’Italia, i modesti risultati di certi partiti) dimostrano che gli italiani non gradiscono questo modo di intendere la politica, un modo in cui si preferiscono gli insulti personali all’esame dei temi e problemi sul tappeto, molti dei quali gravissimi e tale da porre sfide molto serie a chi avrà responsabilità di governare: inflazione, recessioni, alto debito pubblico, una guerra su suolo europeo anche con minacce dell’uso di armi nucleari.

In questo contesto sembra che vincitori e vinti debbano fare una riflessioni. Non è il caso di consegnare alle ricerche e ai libri degli storici le analisi, e le polemiche, su fascismo-antifascismo e su comunismo-anticomunismo e di concentrarsi, invece, sui temi e problemi che più assillano gli italiani?

Circa vent’anni fa un leader dell’ex Partito Comunista Italiano, Massimo D’Alema, fu Ministro degli Affari Esteri e Presidente del Consiglio. Non ricordo allora polemiche personalistiche analoghe a quelle delle ultime settimane. Oggi sarebbe non solo elegante ma soprattutto utile al Paese se cessassero quelle sul passato di Giorgia Meloni, nata nel 1977, ossia più di trent’anni dopo la fine del fascismo.

L’opposizione avrà molto da fare in questa legislatura: apportare un contributo rigoroso e critico alle proposte della maggioranza sui gravi temi che preoccupano gli italiani. Tanto più sarà costruttiva tanto più sarà apprezzata dagli elettori. Una «legislatura della pacificazione» è quella che oggi è quanto mai necessaria per in dialogo costruttivo tra maggioranza ed opposizione in un momento particolarmente delicato per il Paese.

Ciò riguarda anche la visione del futuro dell’Unione europea (Ue). Soprattutto, dopo l’ampliamento dell’Ue all’est, ci sono visioni differenti tra i 27 del futuro di una “Unione sempre più stretta”: da quella federalista di Spinelli alla «Europe des Patries» di De Gaulle. Maggioranza ed opposizione possono apportare insieme un contributo italiano ad un dibattito destinato a durare alcuni, ove non numerosi, anni.

Alla ricerca di una legislatura di pacificazione. Anche in Europa

Non è il caso di consegnare alle ricerche e ai libri degli storici le analisi, e le polemiche, su fascismo-antifascismo e su comunismo-anticomunismo e di concentrarsi, invece, sui temi e problemi che più assillano gli italiani? Circa vent’anni fa un leader dell’ex Partito comunista italiano, Massimo D’Alema, fu ministro degli Affari Esteri e Presidente del Consiglio. Non si ricordano allora polemiche personalistiche analoghe a quelle delle ultime settimane. Il commento di Giuseppe Pennisi

Consigli non richiesti a Meloni sulla lotta al clientelismo. Scrive Mayer

La leader di Fratelli d’Italia dovrebbe avviare una rivoluzione copernicana a partire dalle nomine e dalla trasparenza delle forniture pubbliche. Altrimenti la logica sarà sempre la stessa: tutto cambia perché nulla cambi

Se la finanza è pronta a mollare Pechino (nel nome di Taiwan)

Le grandi banche americane e francesi starebbero valutando l’ipotesi di smobilitare dal Dragone qualora esplodesse una crisi militare con l’isola rivendicata e arrivassero le sanzioni. Mentre la Banca mondiale declassa Pechino a zavorra d’Asia

Pontieri al lavoro tra Pd e M5S. Aspettando il nuovo segretario (e il Lazio)

Bettini e De Masi in prima linea. Le loro interviste dimostrano la volontà dei pentastellati di rifare la “cosa giallorossa”. Ma molto dipenderà da chi prenderà il posto di Letta

La guerra in Ucraina e le domande su Meloni. Parla Courtney Kube

La giornalista di Nbc News premiata all’Urbino Award: “Ci sono interrogativi su Meloni, in particolare sul posizionamento del prossimo governo in politica estera”

A Palazzo Chigi il nuovo ufficio per lo Spazio. Ecco di cosa si occuperà

Arriva in Gazzetta ufficiale la creazione del nuovo Ufficio per le politiche spaziali e aerospaziali, incardinato all’interno dell’organizzazione di Palazzo Chigi, al quale spetterà l’alta direzione, la responsabilità politica generale e il coordinamento delle politiche relative ai programmi spaziali e aerospaziali

Phisikk du role - La profezia che si autoavvera e il ritorno della politica

Se vogliamo ridare un minimo di voce a quello che la Costituzione chiama “popolo sovrano”, bisognerà restituirgli il maltolto, cioè il diritto di scegliere il proprio rappresentante, togliendolo dalle mani dei compilatori delle liste che lo hanno sequestrato. La rubrica di Pino Pisicchio

Quando finisce la litania sul “ritorno del fascismo”?

Di Giorgio Merlo

Non c’è cosa peggiore nella dialettica politica concreta che alimentare un pericolo o creare una paura quando le medesime suggestioni non corrispondono a ciò che capita realmente e tangibilmente nelle dinamiche stesse della società in cui si vive quotidianamente

Ostaggi e petrolio, il Golfo sulla Russia vuole autonomia

I Paesi del Golfo hanno acquisito uno standing internazionale, rafforzato dal valore crescente dei prodotti energetici che esportano. Cercano un’autonomia che passa dal dialogo con le potenze globali e il coinvolgimento in certi dossier, senza retrocedere sulle proprie priorità strategiche

L'ultimo saluto ad Abe. Perché il Giappone protesta per i funerali dell’ex premier

Circa 4300 invitati, di cui 700 arrivati all’estero per l’ultimo saluto a Shinzo Abe, ucciso a luglio durante un comizio. L’opposizione giapponese contesta la dimensione della cerimonia. I costi, le motivazioni delle proteste e le cause contro “l’obbligo di piangere”

×

Iscriviti alla newsletter