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Hormuz come la pandemia e Bruxelles prepara le contromisure. Sono due gli appuntamenti cruciali per i destini economici dei Paesi membri, il Congresso economico europeo di Katowice che si terrà dal 22 al 24 aprile e il vertice a Cipro del 24 e 25, da cui si capirà davvero la risposta continentale alla crisi energetica in Medio Oriente che sta impattando su famiglie e imprese. Di fatto la commissione ha deciso di varare un piano ad hoc per dare più margini di manovra ai Paesi membri che potranno spendere senza patemi d’animo per sostenere famiglie e imprese, così come chiesto tre giorni fa dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel suo intervento in Parlamento a proposito del patto di stabilità, trovando appoggi nelle parole del vicepresidente della Commissione Stephane Séjourné. Il dossier energetico post crisi a Hormuz, dunque, viene considerato da Bruxelles come un’emergenza eccezionale. Spicca il congelamento delle regole sugli aiuti di Stato.

Manutenzione straordinaria

La metà dei 27 Stati membri del blocco supera attualmente il tetto fiscale del 3%, in 13 superano la soglia del debito del 60% e le cinque maggiori economie europee, ovvero Germania, Francia, Italia, Spagna e Polonia, violano tutte uno dei due limiti. Ce n’è abbastanza per capire (e a Bruxelles lo hanno fatto) che l’inciampo della chiusura di Hormuz non potrà essere assorbito alle attuali condizioni, ma si renderà necessario un intervento strutturale, continentale di natura straordinaria. Impossibile non pensare al Patto di Stabilità, che è stato nuovamente accantonato nel 2022 fino al 2024, a causa della crisi energetica globale causata dall’invasione russa dell’Ucraina, dopo la sospensione dettata dalla pandemia Covid. Qualche giorno fa intervenendo in Aula, il presidente del Consiglio Meloni lo aveva invocato a causa della possibile nuova recrudescenza della crisi in Medio Oriente chiedendo di porsi seriamente il tema di una risposta europea, “non dissimile per approccio e strumenti a quella messa in campo per rispondere alla pandemia”. Il riferimento del premier è stato a una possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita, intesa non come una deroga per ogni singolo Stato membro, ma come un provvedimento di natura generalizzata.

La posizione comune di Meloni-Séjourné

Sponde in questo senso, Roma ne aveva trovate anche da parte del vicepresidente della Commissione europea responsabile per l’industria, Stephane Séjourné, secondo cui “la sospensione del nuovo Patto di stabilità dell’Ue è una possibilità che non si può escludere” se la crisi in Medio Oriente dovesse diventare “ingestibile” per gli Stati membri e le industrie. La rassicurazione portata avanti dal commissario poggia sulla convinzione che in tutti i casi di emergenza, la Commissione dispone sempre “della flessibilità necessaria”.

Secondo i dati ufficiali la dipendenza diretta dell’Europa dalle forniture mediorientali è dell’11% del petrolio e del 4% del gnl, per cui cifre non alte, ma il blocco dello Stretto incide perché i combustibili fossili rappresentano ancora il 59% del consumo finale di energia, aumentando così lo shock dei prezzi in tutti gli Stati membri.

Che il sistema di regole europee sia spesso un freno, lo dimostra il fatto che lo scorso anno, dopo le dichiarazioni di Donald Trump a proposito del possibile ritiro delle forze militari americane dall’Europa, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen aveva proposto che gli Stati membri abbandonassero alcune regole, come la clausola di salvaguardia che permette di aumentare la spesa militare dell’1,5% del Pil annuo senza incorrere in provvedimenti.

L'Ue apre alla sospensione del patto di stabilità per la crisi a Hormuz?

Giorgia Meloni lo aveva chiesto intervenendo in Parlamento e anche il vicepresidente della Commissione Stephane Séjourné non lo ha escluso se la situazione dovesse peggiorare. Lo chiede la ragionevolezza dei numeri: la metà dei 27 Stati membri del blocco supera attualmente il tetto fiscale del 3%, in 13 superano la soglia del debito del 60%. La chiusura di Hormuz non potrà essere assorbita alle attuali condizioni, ma si renderà necessario una manutenzione straordinaria

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