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Torna il patto gialloverde. Questa volta, però, il verde è quello di Angelo Bonelli e ha anche un po’ di rosso. Mercoledì Luana Zanella, capogruppo alla Camera dell’Alleanza Verdi e Sinistra, ha presentato una mozione sulla guerra in Ucraina che ricorda quella avanzata dai pentastellati e che verrà discussa la prossima settimana. Il documento chiede lo stop all’invio di armi all’Ucraina.

LA MOZIONE DI ALLEANZA VERDI E SINISTRA

La mozione di cui Zanella è prima firmataria (tra le altre firme ci sono quelle di tutti i membri del gruppo a Montecitorio, compresi Nicola Fratoianni e Aboubakar Soumahoro) parte da una premessa netta: “Bisogna ribadire la ferma condanna dell’aggressione russa in Ucraina che si pone in palese violazione del diritto internazionale e che ha aperto uno scenario angosciante di insicurezza globale”. Si spiega poi che “la fornitura di equipaggiamento militare all’Ucraina era stata considerata come uno strumento volto a consentire la determinazione di migliori condizioni negoziali” ma va rilevato “con estrema preoccupazione l’assenza di qualsiasi percorso negoziale o persino l’individuazione di condizioni concrete e realistiche in cui tale negoziato possa aver luogo”. Si osserva ancora “la debolezza se non l’inesistenza di un ruolo diplomatico da parte dell’Italia e dell’Unione europea, rispetto alla quale emerge la necessità di una netta inversione di rotta”. Vengono evocati il rischio di “ulteriori escalation e allargamenti del conflitto”, “scenari drammatici per la sicurezza globale” e l’ipotesi “per quanto remota” di uso di armi nucleari – tre componenti dell’armamentario della propaganda russa in questa fase. Inoltre, viene espressa preoccupazione per il “continuo e scellerato aumento delle spese militari riscontrabile a livello nazionale, europeo e globale e iniziato ben prima dell’inizio del conflitto in Ucraina”.

È per queste ragioni che i deputati di Alleanza Verdi e Sinistra chiedono al governo di “cambiare strategia e approccio dando priorità alla costruzione di un processo di pace e all’attivazione di canali negoziali” e a “interrompere la fornitura di equipaggiamento militare, concentrando tali risorse sull’assistenza umanitaria e la ricostruzione”. Inoltre, chiedono di “fornire al Parlamento ogni elemento utile circa la natura e la quantità di equipaggiamento militare fin qui fornito all’Ucraina”, informazioni coperte da segreto in tutti e cinque i decreti di invio di armi alle autorità di Kyiv firmati durante il governo Draghi da Lorenzo Guerini, allora ministro della Difesa, e passati al Copasir.

LA MOZIONE 5 STELLE

Ieri Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, ha spiegato al Corriere della Sera l’astensione degli eurodeputati pentastellati sulla risoluzione con cui il Parlamento europeo ha definito la Russia uno Stato terrorista dicendo che oggi “i nostri sforzi sono protesi a costruire un percorso diplomatico” con un ruolo dell’Unione europea da protagonista, ma “definire la Russia uno Stato terrorista allontana le parti in causa” e “non aiuta a ricomporre il dialogo”. La prossima settimana la Camera discuterà la mozione di cui Conte è primo firmatario che chiede al governo di “illustrare preventivamente alle Aule parlamentari l’indirizzo politico da assumere in occasione di consessi di carattere internazionale riguardanti il conflitto Russia-Ucraina, compreso quello concernente l’eventuale invio di forniture militari, al fine di tenere conto degli indirizzi dalle stesse formulati”.

QUI PARTITO DEMOCRATICO

“Manterremo la posizione chiara che abbiamo avuto in questi mesi”, ha dichiarato l’ex ministro Guerini, deputato del Partito democratico e membro del Copasir. Anche l’ala più a sinistra del Partito democratico di Enrico Letta, che pur al voto si è presentato assieme al’Alleanza Verdi e Sinistra, allontana possibili lacerazioni: “Non ci spaccheremo su quel voto“, hanno spiegato in molti, compresi Gianni Cuperlo e Marco Furfaro che hanno partecipato alla manifestazione per la pace del 5 novembre scorso convocata da Conte. “Il punto non è cosa faranno i 5 stelle, conta ciò che si ritiene giusto da fare. Bisogna continuare nella nostra linea, chiedendo uno sforzo diplomatico ancora più forte”, ha rivendicato Matteo Orfini.

I PROSSIMI PASSI DEL GOVERNO

Il governo Meloni proporrà al Parlamento di rinnovare la legge sulle forniture di armi all’Ucraina a tutto il 2023, ha spiegato Guido Crosetto, ministro della Difesa, in un’intervista al quotidiano Il Foglio. “A dicembre scade la legge quadro che ha consentito all’Italia di dare aiuto all’Ucraina, con forniture sia civili sia militari”, ha ricordato. “La Difesa proporrà a breve di rinnovare quello stesso provvedimento estendendolo a tutto il 2023”, ha aggiunto.

Nasce il patto 5S-Verdi contro l’invio di armi all’Ucraina

Mentre il Pd assicura con Guerini di mantenere la posizione di questi mesi, un atto firmato da Zanella, Bonelli, Fratoianni e Soumahoro segue quello di Conte e chiede al governo di “cambiare strategia” e “interrompere la fornitura di equipaggiamento militare” a Kyiv. Appuntamento in Aula la prossima settimana

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