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Si riunisce per la seconda volta il Gruppo consultivo di supporto all’Ucraina, l’iniziativa internazionale a livello di ministri della Difesa lanciata un mese a fa a Ramstein, in Germania, dal segretario della Difesa americano, Lloyd Austin. All’incontro si è unito anche il ministro della Difesa dell’Ucraina Oleksiy Reznikov. A prendere parte al vertice oltre quaranta Paesi, con qualche aggiunta in più rispetto al precedente di aprile: Austria, Bosnia-Erzegovina, Colombia, Irlanda e Kossovo si sono infatti aggiunti al Gruppo. Per l’Italia, all’incontro in video conferenza ha partecipato il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini. La prossima riunione del gruppo è stata fissata dal vivo a Bruxelles il prossimo 15 giugno.

È in gioco la sicurezza europea e internazionale

“Tutti capiscono che la posta in gioco va ben oltre l’Europa”, ha detto il capo del Pentagono ai suoi colleghi. Austin si è detto consapevole del fatto che anche gli altri ministri presenti alla videoconferenza “comprendono la minaccia che l’aggressione russa rappresenta per la sicurezza europea e per l’ordine internazionale basato sulle regole che ci tengono tutti al sicuro”. Secondo il numero uno del Pentagono “la causa dell’Ucraina ha radunato il mondo libero; dall’invasione russa del 24 febbraio, più di quaranta dei nostri alleati e partner di tutto il mondo si sono fatti avanti per fornire assistenza di sicurezza fondamentale per aiutare l’Ucraina a difendersi, e oggi siamo onorati di avere con noi leader della difesa di 44 Paesi, così come rappresentanti della Nato e dell’Ue”.

Gli equipaggiamenti all’Ucraina

L’occasione è servita per fare il punto sui progressi compiuti dalla prima riunione, e ha permesso ad Austin di aggiornare gli alleati sulle forniture di equipaggiamento fornite da Australia, Canada e Regno Unito all’Ucraina. In particolare, Canberra e Ottawa “si sono impegnate a fornire obici M777 e in sole quattro settimane tutti quei sistemi sono stati consegnati agli ucraini”. Londra, invece, ha consegnato anche “missili Brimstone e un nuovo sistema di difesa a corto raggio”. In generale, secondo Austin “molti Paesi hanno spinto al massimo per sostenere nuove importanti missioni di addestramento e abbiamo visto questi sforzi fare davvero la differenza in tempo reale”. Il segretario ha anche ringraziato l’Italia per il supporto fornito tramite l’invio di munizioni.

Il ruolo dell’Italia

Per quanto riguarda il nostro Paese, il ministro Guerini ha ribadito che: “l’Italia sostiene con la massima determinazione la resistenza eroica del popolo ucraino a tutela della sua sovranità e indipendenza. Ogni sforzo possibile deve essere compiuto per giungere alle condizioni di un serio e concreto negoziato di pace”. In particolare, “il nostro Paese sta facendo la sua parte, in base alle indicazioni assunte dal Parlamento italiano per il sostegno alla legittima difesa ucraina”, ha specificato il ministro, riferendosi ai tre decreti interministeriali emanati, rispettando quanto deciso dal Parlamento. “Uno sforzo che testimonia il nostro impegno a difesa dei valori su cui si fondano le nostre democrazie e che si è tradotto in molteplici direzioni: finanziario, materiale, e anche umanitario”. Il ministro ha anche ricordato come il nostro Paese abbia accolto già 120mila rifugiati ucraini, “e intende continuare a essere in prima linea proseguendo a fornire accoglienza”.

Austin convoca il Gruppo di supporto all’Ucraina, che intanto cresce

Dopo essere stato convocato per la prima volta a Ramstein, si riunisce di nuovo il Gruppo consultivo di supporto all’Ucraina, l’iniziativa internazionale voluta dal capo del Pentagono Lloyd Austin per coordinare l’invio di materiali militari a Kiev. Presenti i ministri della Difesa di 44 Paesi, tra cui l’Italia

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