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“Per più di un anno, il Partito Comunista Cinese (Pcc) ha sistematicamente impedito un’indagine trasparente e approfondita sull’origine della pandemia da Covid-19, scegliendo invece di dedicare enormi risorse all’inganno e alla disinformazione. Quasi due milioni di persone sono morte. Le loro famiglie meritano di conoscere la verità. Solo attraverso la trasparenza possiamo apprendere cosa ha causato questa pandemia e come prevenire quella successiva”. L’attacco di un fact-sheet con cui il dipartimento di Stato guidato per gli ultimi giorni da Mike Pompeo descrive la situazione attorno alla pandemia è pesantissimo. Un’accusa diretta sulle responsabilità della Cina che serve anche da lascito per l’amministrazione che diventerà attiva dal 20 gennaio.

Si parla dell’origine e della scaturigine del virus SarsCoV-2 che sta infestando il Paese. Foggy Bottom nel suo documento ufficiale premette che non è ancora chiaro il salto con cui il coronavirus è arrivato all’uomo, suppone la trasmissione animale, ma non esclude qualcosa di peggiore: “In alternativa, un incidente di laboratorio potrebbe assomigliare a un’epidemia naturale se l’esposizione iniziale includesse solo pochi individui e fosse aggravata da un’infezione asintomatica. Scienziati in Cina hanno studiato coronavirus di origine animale in condizioni che aumentavano il rischio di esposizione accidentale e potenzialmente involontaria”.

C’è di fatto l’ossessione del Partito/Stato per la segretezza, aspetto centrale nella diffusione iniziale, quando le filiali regionali del Pcc non avevano comunicato la situazione alla sede centrale e quando Pechino ha rallentato le comunicazioni per evitare incidenti di immagine. Il governo americano – per ufficio di un segretario di Stato che sta lavorando molto più del presidente per imprimere l’eredità politica di questa amministrazione – cita tre questioni. Primo, il governo degli Stati Uniti ha motivo di credere che diversi ricercatori all’interno del Wuhan Institute of Virology (WIV) si siano ammalati nell’autunno 2019. Secondo, a partire almeno dal 2016 – e senza alcuna indicazione di arresto prima dell’epidemia di Covid – i ricercatori del WIV hanno condotto esperimenti su un coronavirus dei pipistrelli identificato dalla WIV nel gennaio 2020 come il campione più vicino a SarsCoV-2. Terzo, la segretezza e la non divulgazione sono prassi standard per Pechino.

“Mentre il mondo continua a combattere questa pandemia, e mentre gli investigatori dell’Oms iniziano il loro lavoro, dopo oltre un anno di ritardi, l’origine del virus rimane incerta. Gli Stati Uniti continueranno a fare tutto il possibile per trovarla”, chiude il documento.

 

vaccino

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