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Gli Stati Uniti hanno imposto dazi punitivi all’India per le sue importazioni di petrolio russo a prezzo scontato. La nuova tariffa del 25%, che si aggiunge a un precedente dazio dello stesso livello, è entrata in vigore mercoledì a mezzanotte (ora di Washington) e porta le tariffe complessive tra le più alte al mondo. Una situazione che mette in difficoltà la relazione strategica tra Washington e Nuova Delhi, ma che apre opportunità per altri attori – come l’Unione Europea e conseguentemente l’Italia – di lavorare di più e meglio con quella che è destinata a essere nei prossimi anni la terza principale economia del mondo.

L’annuncio di Donald Trump ha segnato una brusca escalation dopo il fallimento dei colloqui commerciali. Gli analisti considerano la misura un modo per colpire indirettamente la Russia, utilizzando l’India come leva più vulnerabile. Le conseguenze potrebbero essere pesanti: le esportazioni verso gli Usa rischiano di contrarsi drasticamente, con impatti su settori ad alta intensità di lavoro e sul Pil. Lo stallo nei negoziati, aggravato dal rifiuto indiano di aprire il comparto agricolo e da rapporti personali incrinati tra Modi e Trump, ha portato Nuova Delhi a intensificare i segnali di apertura verso Russia e Cina, complicando ulteriormente lo scenario geopolitico.

Dunque, che succederà? A questa domanda ha risposto per Formiche.net Anil Wadhwa, diplomatico indiano di lungo corso, ambasciatore in Italia una decina di anni fa e oggi tra le figure di riferimento della Vivekananda International Foundation, think tank indiano fondato da Ajit Doval — prima che quest’ultimo venisse chiamato da Modi a ricoprire il ruolo di Consigliere per la Sicurezza nazionale. “I dazi aggiuntivi del 25% imposti da Trump, che si sommano al 25% già esistente, finiranno per escludere i prodotti indiani dal mercato statunitense”, prevede Wadhwa. “Poiché molti di questi sono esportazioni ad alta intensità di lavoro, le conseguenze saranno licenziamenti, difficoltà per il settore delle Pmi e un livello di risentimento senza precedenti contro Trump e contro gli Stati Uniti”.

Di più: “Di conseguenza, anche la cooperazione in numerosi altri settori, costruita con impegno da entrambe le parti negli ultimi 25 anni, verrà compromessa. L’India e gli indiani in generale cominceranno a percepire gli Stati Uniti come un partner inaffidabile e non meritevole di fiducia. Per un grande mercato come l’India, già quarta economia mondiale, questo cambiamento di percezione sociale inciderà sui legami tra le persone, riducendo il numero di studenti indiani che scelgono gli Stati Uniti e di turisti che viaggiano verso l’America. Pur senza una risposta ufficiale del governo indiano, il mondo delle imprese e la società civile inizieranno gradualmente a ridurre le proprie dipendenze dagli Stati Uniti”.

Secondo valutazioni che circolano nei corridoi diplomatici europei, le osservazioni dell’ambasciatore riflettono un orientamento sempre più diffuso: l’India, che sta cercando di accelerare il suo percorso di totale indipendenza, ha anche bisogno di partner. Quanto sta accadendo con gli Usa potrebbe rafforzare la volontà di Nuova Delhi di negoziare un accordo con l’Unione Europea e, più in generale, di aumentare le relazioni con l’Europa — fattore che certamente può rafforzare anche il rapporto bilaterale Italia-India. “L’India punta ad accelerare i negoziati su commercio, investimenti e Indicazioni Geografiche (IG) con l’Unione Europea. India e Ue condividono oggi visioni convergenti su molti dossier, a partire dalla percezione della minaccia cinese, e hanno entrambi molto da guadagnare da una cooperazione bilaterale. Esistono forti sinergie in ambito difesa, politiche sull’intelligenza artificiale, gestione e archiviazione dei dati. Se allarghiamo ulteriormente la lente: e l’Italia?

Per Wadhwa, “l’Italia in particolare, è riemersa come partner economico e di difesa rilevante per l’India. Sono stati firmati nuovi accordi nei settori della migrazione e mobilità, della difesa, dell’innovazione, dello spazio, della scienza e tecnologia, nonché del commercio e degli investimenti. L’India guarderà ora all’Italia con rinnovato interesse. Questo è un periodo favorevole affinché le imprese di India e Italia tornino a considerarsi seriamente a vicenda”.

(La conversazione è parte della newsletter “Indo-Pacific Salad”, che questa settimana è dedicata all’analisi della situazione tesa India e Stati Uniti trumpiani. Per leggere la newsletter basta iscriversi seguendo il link)

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