Skip to main content

“Un mercato dell’energia euro-mediterraneo è possibile, ma la cooperazione può avvenire in condizioni di pace; condividiamo gli stessi interessi, e per questo c’è bisogno di ridurre al minimo le frizioni”. Così il presidente del Nato Defense College Foundation, ambasciatore Alessandro Minuto-Rizzo, ha aperto ieri “Energy strategies”, la conferenza dedicata al futuro dei mercati e della sicurezza energetica nell’area Euro-Mediterranea organizzata dalla fondazione, in cooperazione con il Nato Science for Peace and Security Programme, il Policy Center for the New South, la Trans Adriatic Pipeline AG, l’Unione per il Mediterraneo e il Nato Defense College.

STRATEGIE ENERGETICHE

La comunità internazionale si trova ad affrontare nuove sfide politiche, economiche e di sicurezza che influenzeranno sempre più lo scacchiere globale, a fronte di un costante aumento del fabbisogno energetico mondiale e del riscaldamento globale. Di conseguenza, la ricerca di un modello di consumo sostenibile e la transizione dai combustibili fossili alle fonti di energia rinnovabili stanno progressivamente accelerando. Riunendo esperti provenienti da organizzazioni internazionali e dalle principali società del settore, “Energy strategies” approfondisce l’evoluzione dei mercati e della sicurezza energetica con un focus specifico sul bacino del Mediterraneo.

ENERGIA MEDITERRANEA

Per Stephen Mariano, dean del Nato Defense college, “Comprendere i fattori e giungere a soluzioni creative” sarà sempre più un elemento fondamentale nella gestione dei futuri scenari energetici euro-mediterranei. Fondamentale sarà il tema dell’innovazione tecnologica del settore energetico, sia per quanto riguarda le soluzioni di consumo che i sistemi di estrazione e produzione dell’energia. Collegato a questo tema c’è sicuramente la forte accelerazione nel campo dell’energia “green”, sempre più importante in tutti e tre i continenti affacciati sulle acque del mar Mediterraneo. Per questo, sottolinea Mariano, sarà importante nel futuro aumentare il livello di interazione politica sia regionale che locale tra tutti i Paesi dell’area mediterranea. “L’energia è un prodotto globale, e come tale ha bisogno di strategie globali”, ha commentato Mariano.

LA NATO

“La Nato si è sempre occupata di energia e sicurezza e dal 2010 questo tema è stato anche inserito nello Strategic Concept come uno dei temi di maggiore rilevanza”, ha notato Richard Brewin, project manager dell’Energy and environmental security and science for peace and security program della Nato, ricordando il ruolo centrale che l’Alleanza riveste nelle dinamiche della regione euro-mediterranea. “Il cambiamento climatico impatta su ogni aspetto dell’ambito militare, con ricadute sulla biodiversità e cambi demografici che peggiorano la natura dei conflitti rendendo la minaccia sempre più sfaccettata”, ha continuato Brewin, ribadendo che l’impatto che l’agenda energetica ha proprio su questi temi hanno spinto l’Alleanza a concentrarsi sulla riflessione dell’impatto climatico sulle operazioni militari.

IL DIALOGO TRA LE COSTE DEL MEDITERRANEO

“C’è bisogno di un dibattito aperto e di un dialogo continuo tra le coste del Mediterraneo, perché l’energia è una sfida comune”, ha sottolineato l’ambasciatore Mohammed Loulichki, senior fellow del Policy center for the New South di Rabat, ricordando come l’Unione europea abbia una dipendenza molto elevata dalla Russa, e come se da una parte l’Europa sia dipendente dalle importazioni, il Nord Africa d’altra parte sia dipendente dalle esportazioni. Di conseguenza, una collaborazione sempre più serrata tra queste due aree rappresenta una possibilità di sviluppo per entrambi, soprattutto nella collaborazione verso una transizione sempre più verde. Eventi come i blackout del Texas, pure indipendente da un punto di vista energetico, ricordano secondo l’ambasciatore Loulichki l’elevata interdipendenza del settore energetico.

Una nuova energia nel Mediterraneo. Strategie di sicurezza a confronto

È iniziata la due-giorni “Energy strategies” relativa al futuro dei mercati e della sicurezza energetica nell’area Euro-Mediterranea. Ecco cosa è emerso tra crisi climatica, instabilità nel nord Africa e ruolo della Nato nei dossier energetici

Lockdown? Merkel non ha sbagliato neppure stavolta. Parla Brok

Elmar Brok, politico della Cdu di lungo corso, spiega perché Angela Merkel ha fatto bene a cambiare idea e perché questa mossa non avrà conseguenze politiche di medio termine

Biden al Consiglio Ue e 700 anni di Dante Alighieri. L'agenda di oggi

Oggi la prima giornata del Consiglio europeo. Si occuperà di Covid, relazioni con la Russia e con la Turchia e, in una sessione straordinaria, della cooperazione Ue-Usa, con la partecipazione del presidente degli Stati Uniti Joe Biden. L’agenda di oggi giovedì 25 marzo

Cara Ue (e caro Draghi), o Biden o Putin. Parla l’amb. Vershbow

Conversazione con Alexander Vershbow, già vicesegretario generale della Nato e ambasciatore degli Usa a Mosca. Alla ministeriale Nato un messaggio da Biden: l’Ue e l’Italia devono spazzare ogni ambiguità sulla Russia di Putin, North Stream a rischio. Sputnik? Aspettiamo l’Ema, stop alla propaganda russa

Leggere Clausewitz (e Jomini) per combattere il Covid. Il racconto di Alegi

Se contro il Covid-19 è in corso una guerra, si può affrontare la pandemia secondo i classici principi della strategia? E se sì, a quale dei grandi pensatori bisogna affidarsi? Un virus è più simile a un esercito regolare o alla guerriglia? Per sconfiggerlo è meglio un genio napoleonico o colonnelli ben preparati? Cronaca semi-didattica di una riunione di Stato maggiore

Libia. Ucciso Werfalli, il macellaio di Bengasi

Ucciso a Bengasi un salafita accusato di crimini di guerra che combatteva al fianco di Haftar. La ricostruzione di Formiche

Comunque vada, ha vinto Bibi. Il live talk di Formiche su Israele

Tra i veti incrociati e l’ennesimo stallo nella politica israeliana, il Paese che si delinea porta il marchio di Netanyahu. Resoconto del live talk di Formiche

C'è troppa Francia in Borsa Italiana. Il governo pronto a intervenire?

L’ingresso di Piazza Affari nel consorzio Euronext insieme a Cdp e Intesa è ormai cosa fatta. Ma mancano ancora dei passaggi per completare tutto. E Palazzo Chigi vorrebbe approfittarne per un ulteriore riequilibrio dei pesi

5G, Draghi stoppa la Cina. Golden power su Zte-Fastweb

Golden power del governo “con prescrizioni” per l’acquisto di tecnologia 5G di Fastweb dalla cinese Zte e dalla taiwanese Askey. È il terzo per l’azienda italiana e il primo del governo Draghi, che si conferma prudente sulla sicurezza della rete 5G e la partecipazione delle compagnie cinesi

Tempest e non solo. Dove va la Difesa tra Italia e Regno Unito

Dalla Cop26 al Tempest, sono diversi i dossier che legano Roma e Londra. Ieri il colloquio tra Di Maio e Raab (alla Nato), oggi quello tra Guerini e Wallace. Si lavora per un “UK-Italy bilateral cooperation agreement” che superi la Brexit e consenta di rafforzare la collaborazione industriale nel campo della Difesa

×

Iscriviti alla newsletter