Skip to main content

Nell’immaginifico lessico della “prima Repubblica” la locuzione “crisi al buio” aveva qualcosa di inquietante e tranquillizzante insieme. Tutti sapevano infatti, sotto sotto, che il buio non era poi così fitto come lo si voleva fare apparire: che i partiti si sarebbero mossi (non potevano fare altrimenti) nel perimetro di gioco disegnato dalla “guerra fredda” (vigeva il “fattore K di roncheyana memoria) e che probabilmente avevano già in tasca la soluzione che doveva fotografare meglio, in qualche piccolo dettaglio di potere, qualche nuovo equilibrio maturato nel frattempo fra e dentro le forze in campo.

Adesso, in questa strana “terza Repubblica”, o “seconda e mezzo” fate voi, il buio, invece, sembra proprio denso. È vero che, come a poker, tutti stanno forse bluffando e che gli “interessi del Paese” non sono proprio l’obiettivo dei giocatori (ma per lo più non è mai stato così, da sempre, altrimenti non esisterebbe la politica). Ma il fatto è che è difficile trovare una “razionalità” nel gioco. E veramente sembra che tutte le soluzioni siano ora possibili, dal “rimpastino” post-verifica allo scioglimento delle Camere. E che saranno gli eventi, che nella settimana che si apre domani dovrebbero precipitare in vista del Consiglio dei ministri del 7 gennaio, a decidere oltre le intenzioni dei protagonisti, o semplicemente castigando pesantemente chi al tavolo da gioco commetterà il primo errore.

A ragione chi più avrebbe da temere dalle urne è Matteo Renzi, che sicuramente non avrebbe una truppa consistente come l’attuale in una nuova legislatura. Eppure, è proprio lui che ha portato il gioco ad un punto così estremo che una composizione, a questo punto, sembra impossibile. Anche perché essa sarebbe potuta avvenire solo con un ridimensionamento drastico del premier, e non parziale come l’altro propone. Insistere poi sul Mes, che Conte non può concedere nonostante Dio sa quanto l’Italia ne avrebbe bisogno, non fa che rafforzare la posizione del premier all’interno dei Cinque Stelle, di cui potrebbe assumere insieme a Di Maio la leadership.

È su questa carta che Conte può giocare, oltre che su quella del “partito personale”, la cui idea dalle segrete stanze casaliniane con sempre più insistenza viene fatta emergere in questi giorni. Alla fine, se gli eventi portassero alle elezioni, il voto danneggerebbe entrambi i contendenti, perché Conte difficilmente ritornerebbe premier, ma certo più il senatore di Rignano che non l’avvocato di Vulturara Appulia. Ed è su questa scommessa che quest’ultimo ha deciso, con il discorso di fine anno che tanto ha irritato l’avversario, di andare allo scontro. Insistendo pure con l’idea di voler portare in Parlamento la crisi, prima di salire al Quirinale.

Il ragionamento è questo: indipendentemente dai “responsabili”, quanti deputati sarebbero disposti anche solo a correre il rischio di una fine legislatura? Un gioco complicato, come si vede: una partita aperta davvero ad ogni soluzione. C’è una domanda che in pochi però si pongono: e se il vero obiettivo di Renzi non fosse né quello, più “irrazionale” per lui, delle elezioni anticipate, ma nemmeno quello, a prima vista più “razionale” di tutti, di una conferma dell’attuale maggioranza ma con un nuovo premier? Il vero obiettivo potrebbe essere, voglio dire, un governo semipolitico con Mario Draghi premier.

È solo una ipotesi fra le altre quella di Draghi a Palazzo Chigi (casomai con un “governo a termine” o “di programma”) o c’è già anche qualche lavoro sotterraneo che a noi non trapela e che Renzi e altri (anche fuori del perimetro di maggioranza) stanno in questi giorni perfezionando? Vedremo tutto molto presto. Non resta però che aggiungere che, se la mia ipotesi divenisse realtà, avremmo assistito ad uno di quei rari momenti in cui interessi politici e interesse generale o “nazionale” convergono. In democrazia, non c’è altro modo per realizzare quest’ultimo.

Crisi al buio o Draghi in pista? La bussola di Ocone

C’è una domanda che in pochi si pongono: e se il vero obiettivo di Renzi non fosse né quello, più “irrazionale” per lui, delle elezioni anticipate, ma nemmeno quello, a prima vista più “razionale”, di una conferma dell’attuale maggioranza ma con un nuovo premier? Il vero obiettivo potrebbe essere, voglio dire, un governo semipolitico con Mario Draghi premier. La bussola di Corrado Ocone

Scacco (matto?) al governo. Carone legge le mosse di Renzi

Di Martina Carone

Tenere in scacco il governo è lo schema ormai assodato con cui Renzi tenta di restare al centro dell’agenda e di aumentare il proprio potere contrattuale (visto che i sondaggi…). L’analisi di Martina Carone, consulente in strategie di comunicazione per Quorum/YouTrend e docente di Analisi dei media all’Università di Padova

La politica 2021? A favore dei cittadini

Di Pietro Paganini e Raffaello Morelli

Il primo insegnamento ricavabile dall’evento pandemia è l’indispensabile ricupero, nella politica del convivere, del valore “individuo” e il taglio di tutti quei miti e strumenti che lo comprimono. Il commento di Paganini e Morelli

Perché gli 007 giapponesi spaventano Pechino

Il Giappone pensa di entrare nell’alleanza d’intelligence Five Eyes? Ecco come Pechino (velatamente) minaccia Tokyo

Così il voto in Georgia può cambiare la presidenza Biden

Martedì in Georgia si decide chi avrà la maggioranza del Senato. Biden spera di mettere al sicuro la sua presidenza, mentre Trump irrita i repubblicani

Nato2030, la vera sfida è politica. L'analisi di Andrea Margelletti

Dalla rubrica “Strategicamente”, l’articolo di Andrea Margelletti, presidente del Centro studi internazionali (CeSI), pubblicato sul numero di dicembre di Airpress. Nato2030? Il punto di domanda è politico, tra coesione interna, fratture e possibilità di rilancio

Lo Spazio dagli Usa alla Cina. I protagonisti del 2020 raccontati da Roberto Vittori

Dalla rubrica “Contropensieri spaziali”, l’articolo di Roberto Vittori, astronauta dell’Esa e generale dell’Aeronautica militare, pubblicato sul numero di dicembre di Airpress. Il 2020 ha due protagonisti: la Cina (in ambito pubblico) e gli Stati Uniti, con il ruolo crescente degli attori privati

Muroni

Conte, la crisi e il semestre bianco (da cancellare). La versione di Formica

L’ex ministro socialista a Formiche.net: “Non è stato l’avvocato del popolo né delle variopinte coalizioni. Solo modesto difensore dell’unità del M5S. Siamo nel pieno di una crisi politica, di governo ma soprattutto istituzionale di cui nessuno parla ma di cui tutti ne avvertono il peso, che può diventare insopportabile”

Longevità come minaccia o valore? L'analisi di Mastrolitto e Scanagatta

Di Domenico Mastrolitto e Giovanni Scanagatta

Dobbiamo considerare la longevità non come un peso ma come una risorsa per lo sviluppo solidale del Paese, in una visione di collegamento intergenerazionale con igiovani che possono trarre dagli anziani il grande dono dell’esperienza, restituendo loro l’entusiasmo e la creativitàper un mondo migliore. L’analisi di Domenico Mastrolitto, direttore generale Campus Bio-Medico SpA, e Giovanni Scanagatta, docente Politica Economica e Monetaria Università“Sapienza” Roma

Guerre dell'acqua, tra Usa e Cina il confronto è anche sul Mekong

Secondo gli Stati Uniti la questione idrica attorno al grande fiume asiatico è un elemento di priorità strategica perché si collega alla stabilità di diversi Paesi. Tutti i dettagli nell’approfondimento di Emanuele Rossi

×

Iscriviti alla newsletter