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Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, ha annunciato oggi di essere positivo al test sul coronavirus SarsCoV-2. Bolsonaro, che a marzo ha compiuto 65 anni, era stato sottoposto al tampone ieri, all’ospedale militare di Brasilia. La positività è un duro colpo per l’immagine del presidente, che ha sempre tenuto un atteggiamento volto a minimizzare il virus – nonostante gli esperti considerassero il Paese uno di quelli più a rischio, per via delle vaste dimensioni geografiche, per l’alta densità demografica e per la presenza di aree come le favelas, sotto alle condizioni degli standard minimi di igiene pubblica e sicurezza sanitaria, inserite in contesti urbani come le metropoli. Bolsonaro ha sempre respinto questi inquadramenti, anche quando a maggio erano gli studiosi americani della Johns Hopkins University – diventata un riferimento nell’analisi dell’epidemia – a lanciare l’allarme.

Attualmente la situazione virologica che Brasile è drammatica, il negazionismo di Bolsonaro non ha bloccato il dilagare della malattia che attualmente ha colpito oltre 1,6 milioni di persone, con più di 65 mila decessi totali (e i casi sono in crescita: ieri sono stati 20.229). Da giorni i media (per primi la CNN e il quotidiano locale Estado di San Paolo) riportano informazioni a proposito della salute di Bolsonaro: aveva oltre 38 di febbre, saturazione a 96 per cento, e sembra che sia già sottoposto a somministrazione di idrossiclorichina (un farmaco anti-malarico la cui funzionalità contro la Covid-19 è controversa, ma che è stato sposato come cura anche da Donald Trump). Nei giorni scorsi il presidente brasiliano aveva posto il veto sulla proposta di obbligare gli oltre 700 mila detenuti nelle carceri a indossare la mascherina, di cui aveva tolto ogni genere di obbligo nei luoghi pubblici (come chiese, negozi e scuole).

Bolsonaro positivo al coronavirus. Cosa succede in Brasile

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Apertura delle scuole a settembre? Solo con orario ridotto. Il commento di Ciccotti

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