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Forse hanno davvero ragione in Goldman Sachs quando sostengono che Mario Draghi non solo è la migliore risorsa italiana, ma è anche l’ultima a disposizione. E allora, c’è davvero poco da inventarsi, serve il più ampio sostegno possibile a un uomo che, piaccia o no, ha salvato non solo l’euro ma l’Europa stessa.

Anche perché, fa notare a Formiche.net Ignazio Angeloni, economista alla Harvard Kennedy School, ex membro del Consiglio di Sorveglianza della Bce proprio negli anni di Draghi al vertice dell’Eurotower e con un passato in Bankitalia, altro anello di congiunzione con il padre del Whatever it takes, lo stesso Sergio Mattarella ha invitato caldamente i partiti fornire il massimo consenso possibile a Draghi.

Angeloni, il Quirinale ha deciso di puntare tutto su Mario Draghi. Un nome di quelli pesanti…

La scelta di Mattarella è stata esemplare, frutto di una chiarezza assoluta. Le ragioni che hanno spinto il Colle a scegliere Draghi sono inattaccabili. Così come è inattaccabile lo stesso Draghi, la migliore risorsa che abbiamo a disposizione. E questo non lo pensano, come abbiamo visto, solo i mercati, ma anche tutta l’Europa e la comunità internazionale.

Quale è il messaggio che arriva all’esterno dal Quirinale?

Che l’Italia, nei momenti di difficoltà, sa tirare fuori gli uomini migliori di cui dispone.

Draghi spesso è stato dipinto come un uomo della Provvidenza. Lei crede che riuscirà a imporre una sua linea e una sua politica economica per superare questo momento così drammatico?

Questo dipende dalla politica e dalla capacità di dialogo dei partiti. Però qui conta solo una cosa: bisogna lasciare lavorare Draghi, perché in tutte le posizioni in cui si è trovato ha dimostrato una capacità di manovra e di decisione unica. Draghi deve poter lavorare in pace, con un sostegno stabile e per almeno un anno. Anche perché le sfide dei prossimi mesi non sono poche, anzi.

La vittoria finale contro la pandemia…

Si, ma non solo. C’è la necessità di portare fuori il Paese dalle sabbie mobili della recessione e soprattutto da accelerare la campagna di vaccinazione. Per questo bisogna usare tutti i mezzi finanziari e logistici di cui disponiamo. Ancora, c’è il mercato del lavoro, la fine del blocco dei licenziamenti e anche la questione pensionistica, evitando se possibile nuovi scaloni. Tutte cose che Draghi, se godrà del tempo e del sostegno necessario, sarà in grado di fare. Lo ripeto, va lasciato lavorare.

Il clima delle prime ore le ispira fiducia, Angeloni?

Non lo so, presto per dirlo. Però credo che già dai primissimi giorni capiremo chi tra i partiti in Parlamento è disposto a dare sostegno e tempo a Draghi. Mattarella ha dato la scossa, ora spetta alla politica fare le sue scelte.

I mercati hanno già dato la loro fiducia a Draghi, lo si è visto fin dalla mattinata. Buon segno visto che il debito italiano si regge anche sulla loro fiducia, non crede?

Assolutamente. Però non credo che l’Italia nei prossimi mesi avrà un problema debito. Semmai lo avrà nei prossimi anni. I tassi sono bassi e le banche centrali comprano, adesso. Ma il debito è sempre debito e prima o poi quei soldi vanno restituiti. Per questo la fiducia dei mercati è essenziale e va mantenuta, ma non con l’austerity, bensì spendendo bene le risorse che abbiamo e che soprattutto otteniamo.

Chissà perché mi viene in mente il Recovery Plan. Il governo Conte è caduto proprio su quello.

Certo, è proprio da quello che dobbiamo partire. Serve un documento concreto, dettagliato e sicuro, anche dal punto di vista della governance. La bozza che abbiamo visto nelle settimane scorse va bene nelle idee ma è assolutamente carente nei dettagli e nella governance. Anche qui Draghi è l’uomo giusto, anche perché ha una capacità non comune: scegliere le persone e lasciarle lavorare. Lo ha dimostrato anche quando era al Tesoro. Per questo bisogna lasciarlo lavorare. Me lo auguro con tutto il cuore.

 

Mattarella ha scelto il migliore. Parla Angeloni, uno degli uomini più vicini a Draghi

Intervista di Formiche.net all’ex membro del Consiglio di sorveglianza della Bce, per anni a fianco di Super Mario: da Mattarella la scelta più saggia, Draghi ha capacità uniche e sa far lavorare le persone. I partiti gli diano la fiducia come fatto dai mercati e tempo per risollevare il Paese. La prima sfida è il Recovery Plan. Poi, i vaccini…

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