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Il gruppo farmaceutico britannico AstraZeneca, che collabora con l’Università di Oxford per sviluppare un vaccino contro il Covid-19, ha assicurato che riuscirà a fornire 1 miliardo di dosi entro la fine del 2021 e che la distribuzione partirà già dal prossimo settembre. Una notizia inaspettata, date le tempistiche da sempre prospettate intorno ai 12-18 mesi. L’azienda ha inoltre confermato di aver ottenuto “un contributo di un miliardo di dollari” dalle autorità americane –  dalla Us Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda) – per lo sviluppo del vaccino, assicurando però che dopo la prelazione di 30 milioni di dosi da parte del governo inglese, sta lavorando in parallelo ad accordi con altri governi europei per assicurare una “ampia ed equa fornitura del vaccino nel mondo, con un modello no-profit, durante la pandemia”.

LA CORSA AL VACCINO

Insomma, la corsa al vaccino prosegue e gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, come sempre, non restano indietro. Troviamo sul podio, però, questa volta, anche l’Italia. Alla sperimentazione, infatti, partecipa anche la IRBM di Pomezia, società italiana fondata nel 2009 specializzata in biotecnologia molecolare e scienza biomedicale e fra gli “autori” del vaccino italiano anti-ebola.

DISTRIBUZIONE EQUA NEL MONDO

La compagnia si sta inoltre impegnando, come riporta l’Ansa, con organizzazioni internazionali come la Coalition for epidemic preparedness innovations (Cepi), l’Alleanza per i vaccini Gavi e l’Organizzazione mondiale della sanità per una “giusta allocazione e distribuzione del vaccino nel mondo”. Sono inoltre in corso contatti con il Serum institute of India e altri potenziali partner, al fine di aumentare la produzione e la distribuzione del vaccino. La compagnia farmaceutica, inoltre, ha annunciato che parteciperà alla nascita di un centro di ricerca congiunto per la risposta alle pandemie presso la Oxford University.

QUASI AL VIA LA FASE 3

Il vaccino, precedentemente noto come ChAdOx1 nCoV-19, si chiamerà ora Azd1222. Il programma di sviluppo, al momento, è nella fase 1-2 di sperimentazione – volta a garantire sicurezza, immunogenicità ed efficacia dello stesso e avviata lo scorso mese – ma entrerà entro breve nella fase 3 di sperimentazione clinica con 30mila partecipanti e, per la prima volta, anche una sperimentazione pediatrica. "Il vaccino potrebbe non funzionare" ha preallertato la Astrazeneca affinché non si precorrano i tempi. Ma, ha assicurato, si impegna "a portare avanti il programma e la sperimentazione clinica con velocità e ad aumentare la produzione".

IL COMMENTO DI PASCAL SORIOR, CEO ASTRAZENECA

Questa pandemia, ha affermato Pascal Soriot, chief executive officer di Astrazeneca, “è una tragedia globale. Dobbiamo sconfiggere il virus insieme. Faremo tutto ciò che è in nostro potere per rendere questo vaccino disponibile velocemente e su larga scala”. La compagnia sta al contempo lavorando a nuovi anticorpi per sconfiggere il virus, con l’obiettivo di arrivare anche con questi alla sperimentazione clinica sull’uomo nei prossimi 3-5 mesi.

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