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Difficile non condividere le parole dell’uscente presidente di Leonardo, Gianni De Gennaro, che ha recentemente definito l’azienda “una doppia pietra angolare: per la sicurezza nazionale e per l’industria del nostro Paese”. Negli ultimi anni, Leonardo ha saputo reinventarsi, riorganizzarsi e ampliare le proprie capacità produttive come poche altre aziende. Oggi, è un vero e proprio campione del nostro sistema industriale, un inestimabile biglietto da visita per il nostro Paese all’estero, nonché un patrimonio collettivo di capacità e competenze scientifiche, tecnologiche e industriali. Nel salutare il consiglio d’amministrazione uscente e il suo presidente, ci complimentiamo per i risultati ottenuti, sicuri che il nuovo board, presieduto dal generale Luciano Carta, continuerà egregiamente su questo percorso.

D’innanzi a Leonardo si stagliano oggi nuove e imprevedibili sfide, di natura economica e industriale. Innanzitutto, l’aver continuato le attività produttive, mantenendo altissimi standard di sicurezza ai propri dipendenti durante la tempesta Covid-19, ha dimostrato la resilienza e la dinamicità del gruppo industriale. La temporanea produzione di materiale sanitario, l’assistenza tecnica agli elicotteri di diversi enti di emergenza e pronto intervento italiani durante la crisi sanitaria, non fanno che sottolineare la dedizione e il doppio filo che lega l’azienda al nostro Paese.

Oggigiorno, il mercato della Difesa e dell’Aerospazio sta andando incontro a una significativa trasformazione. La competizione internazionale non è più saldamente dominata dai grandi storici colossi, forti delle loro leve politiche e geoeconomiche, ma si presenta sempre più dinamica e aperta a nuovi soggetti. Tale competizione è sempre più globale e settoriale. Chi eccelle nettamente all’interno di una specifica nicchia riesce a ritagliarsi fette sempre più grandi di mercato. Con l’intensificarsi, su scala globale, delle minacce provenienti dallo spettro elettromagnetico e dal dominio cyber, la componente tecnologica e software presente all’interno dei sistemi (che dovranno irrimediabilmente essere cyber-resilient-by-design) farà sempre più la differenza nelle logiche di acquisto. Inoltre, nel mondo post-Covid, potrebbe risultare più importante che mai aprirsi a nuove partnership industriali, per mettere a frutto competenze condivise, approfittare di un maggiore burden sharing e poter così competere con i colossi americani, ma anche cinesi. L’Europa, in questo senso, rappresenta un’enorme opportunità. Tuttavia, è necessaria in tale contesto una forte intesa con il mondo della politica, che lavori a stretto contatto con l’industria, supportandola verso obiettivi comuni, come già fanno fruttuosamente gli altri Paesi leader nel settore.

All’interno di questo complesso scenario, Leonardo deve consolidare quanto acquisito e continuare il percorso di espansione. Innanzitutto, è da rafforzare la propria leadership nel suo settore di punta, quello elicotteristico. L’azienda è un indiscusso leader mondiale, specialmente nel settore civile, ma non solo. La recente prestigiosa commessa per l’addestratore TH-119 della US Navy lo testimonia ampiamente. L’azienda si appresta inoltre a raggiungere un altro incredibile risultato, ovvero la certificazione del primo convertiplano civile al mondo, l’AW-609. Si apre dunque una fase nuova, in cui sfruttare al meglio il prestigio guadagnato e sondare nuovi e più lontani mercati. Per fare ciò, occorre continuare a investire copiosamente in ricerca e innovazione. Attualmente, Leonardo è la quarta azienda al mondo del settore Difesa e Aerospazio per spesa in attività R&D e questo rappresenta certamente un orgoglio italiano.

Oltre a rafforzare le punte di diamante, è fondamentale mantenere vivo il know-how in tutti i settori della Company, in particolare in un momento così delicato come quello attuale. Le tecnologie militari e aerospaziali del futuro richiederanno, infatti, l’utilizzo di competenze sempre più trasversali. L’azienda, l’insieme dei suoi fornitori e l’indotto, esprimono un capitale di conoscenze e di tecnologia prezioso e insostituibile. È necessario, dunque, che la politica lo comprenda e si faccia carico della responsabilità di preservarlo. A beneficiare di ciò non sarebbe soltanto Leonardo, ma l’intero comparto industriale italiano.

Un ruolo sempre più importante dovrà essere giocato dalle start-up tecnologiche. L’hackathon sul tema dell’intelligenza artificiale organizzato lo scorso dicembre 2019 dall’azienda in collaborazione con l’Aeronautica militare ha dimostrato ancora una volta quanto queste piccole realtà siano fucine di idee straordinarie che, una volta assorbite e ingegnerizzate, possono generare un enorme valore aggiunto. Pertanto, ci aspettiamo che Leonardo continui sulla strada recentemente intrapresa, dotandosi di sistemi e procedure flessibili per integrare le proprie attività con quelle di università e start-up, per diventare un vero e proprio hub e incubatore di innovazione. Ciò, potrà fare la differenza e andare a costituire un prezioso vantaggio competitivo all’interno del mercato globale.

Ci sono infine due settori, che saranno chiave nel prossimo futuro, che fanno riferimento a due “nuovi” domini: quello cyber e quello spaziale. Oggi siamo ancora pionieri, appena approdati su tale terreno, inconsapevoli delle sue vere e infinite potenzialità. Nei prossimi anni, tuttavia, si concentreranno lì le attenzioni del mondo della Difesa e della sicurezza pubblica a livello globale. Oggi Leonardo esprime già, anche tramite le sue joint venture, grandissime capacità industriali e tecnologiche, nonché ha dimostrato, con la creazione della sua nuove Divisioni Elettronica e Cyber Security, la volontà di voler investire in questa direzione. Occorre dunque perseverare, con l’obiettivo di sviluppare una leadership internazionale anche in questi ambiti.

Oggi Leonardo non è più soltanto l’industria che risponde ai requisiti operativi delle Forze armate italiane. Negli anni si è evoluta in un vero e proprio motore di innovazione capace di trainare l’intero sistema-Paese verso nuovi livelli di sofisticazione e di ambizione. Se perseguirà in questa direzione, riuscirà ad ampliare sempre di più il suo ruolo nel mondo, attirando l’attenzione e il riconoscimento da parte di una pletora sempre più ampia di clienti.

Le sfide del nuovo board di Leonardo secondo Andrea Margelletti (CeSI)

Difficile non condividere le parole dell’uscente presidente di Leonardo, Gianni De Gennaro, che ha recentemente definito l’azienda “una doppia pietra angolare: per la sicurezza nazionale e per l’industria del nostro Paese”. Negli ultimi anni, Leonardo ha saputo reinventarsi, riorganizzarsi e ampliare le proprie capacità produttive come poche altre aziende. Oggi, è un vero e proprio campione del nostro sistema industriale,…

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