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Si alza il velo su una rete che permette alla Russia di continuare a produrre e impiegare droni da combattimento in Ucraina, nonostante le sanzioni occidentali. Al centro dell’inchiesta c’è Aero-Hit, una piccola azienda con sede nella città di Khabarovsk, sita nel Far East russo, che ha avviato una collaborazione sistematica con fornitori cinesi per produrre fino a 10.000 droni al mese.

Secondo la ricostruzione di Bloomberg, subito dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina Aero-Hit (finanziata dallo Stato russo) ha avviato contatti con imprese cinesi per ottenere la tecnologia necessaria alla produzione autonoma di droni. I documenti visionati da Bloomberg, tra cui corrispondenze aziendali e lettere a funzionari del Ministero della Difesa russo, mostrano come queste collaborazioni abbiano aggirato le sanzioni occidentali, sfruttando intermediari attivi in settori come catering, trasporti ittici e agricoltura. I droni prodotti (tra cui spicca in particolare il modello noto come Veles) rientrano nella categoria dei first person view. Utilizzati in particolare nel settore di Kherson, questi droni sono accusati da fonti ucraine di essere stati impiegati per colpire deliberatamente civili.

Uno degli aspetti più significativi dell’inchiesta riguarda il coinvolgimento (diretto o indiretto) della cinese Autel Robotics. Secondo una lettera datata giugno 2025, Aero-Hit afferma di collaborare con ingegneri Autel dal 2023 per localizzare in territorio russo la produzione del drone Autel EvoMax 4T, progettato per usi civili ma dotato di un modulo radio resistente alla guerra elettronica. L’obiettivo dichiarato è avviare la produzione di 30.000 unità all’anno in Russia, con un investimento di 90 milioni di dollari. Autel, già oggetto di sanzioni da parte di Stati Uniti e Regno Unito per presunti legami con l’apparato militare cinese nega qualsiasi cooperazione con Aero-Hit, ribadendo di aver interrotto ogni rapporto con la Russia dal febbraio 2022.

Pechino ha più volte dichiarato di non fornire armi letali a nessuna delle parti in conflitto, ma ci sono prove che mostrano come alcune aziende cinesi continuino a sostenere indirettamente lo sforzo bellico russo. Secondo i documenti, la linea di produzione dei droni Veles era pienamente operativa già nel 2023, con una capacità iniziale di 200-300 unità al mese. In seguito è aumentata rapidamente, con richieste formali da parte del Ministero della Difesa russo per 5.000 droni e altre attrezzature. La distribuzione avviene spesso tramite società di comodo, come Aeromar-Dv (che secondo i documenti ufficiali opera nel settore del catering per compagnie aeree) o Renovatsio-Invest, entrambe coinvolte nell’approvvigionamento di droni e componentistica cinese.

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