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Questa mattina il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha annunciato che nel Decreto Rilancio la scuola avrà un rilevante ruolo per quanto riguarda le risorse che le verranno destinate. Ma non solo.

LE RISORSE DAL DECRETO RILANCIO

In un post sulla sua pagina ufficiale Facebook infatti Azzolina precisa che il ministero ha ottenuto quasi 1 miliardo e mezzo dal governo. “Una cifra importante che ci permetterà di lavorare al meglio per la riapertura delle scuole”.  Inoltre sono stati ottenuti “16mila posti in più per le assunzioni di docenti: 8mila nel concorso straordinario e altri 8mila per l’ordinario. Stiamo lavorando per assumere i precari, quelli delle graduatorie ad esaurimento e quelli dei vecchi e nuovi concorsi”, ha proseguito la titolare del dicastero della scuola. “Il prossimo obiettivo – ha concluso – grazie al lavoro del Parlamento sul decreto Scuola, è aggiornare le graduatorie d’istituto che dovranno essere provinciali e digitalizzate”.

Un traguardo che ha festeggiato sui social anche il capo politico del M5S e viceministro dell’Interno, Vito Crimi che ha ricordato come la scuola e l’istruzione “sono sempre state una priorità per il governo. Con il decreto Rilancio arrivano nuove risorse per 1 miliardo e mezzo di euro e 16mila posti in più per i  docenti. Ringrazio la ministra Lucia Azzolina per il grande lavoro che svolge ogni giorno a sostegno di tutta la comunità scolastica. Non ci fermiamo, la ripartenza richiede il massimo impegno possibile”.

GLI SFORZI DELLA DIDATTICA DURANTE IL LOCKDOWN

Il ministro Azzolina in collegamento al Microsoft Edu Day ha anche parlato oggi della didattica a distanza che docenti e studenti hanno dovuto affrontare in questo periodo di lockdown, che per quanto riguarda la scuola ancora durerà.

“La didattica a distanza ha permesso di fare un’operazione che non si era riusciti a fare prima”, ha detto il ministro durante l’evento. “Più volte abbiamo sentito di episodi di cronaca in cui si contrapponevano famiglie e scuola. La didattica a distanza ha avvicinato questi mondi. Ne è nato un patto e un’alleanza educativa. Perché gli studenti possano raggiungere i migliori risultati possibili, sotto ogni aspetto, è fondamentale che scuola e famiglia collaborino. Al di là dell’investimento economico, c’è stato l’investimento sulle persone: studenti, docenti e famiglie. Senza queste tre parti non sarebbe stato possibile quanto fatto nelle ultime settimane e per questo le ringrazio”, ha concluso.

LE RACCOMANDAZIONI DELL’OMS

Ma a proposito del ritorno in aula, come ci si dovrà organizzare da parte degli istituti? L’Oms ha declinato un decalogo che possa aiutare la ripartenza, ormai a settembre, della didattica nelle sedi.

Prima di tutto igienizzare gli ambienti e separare i banchi nelle aule di almeno un metro. Per quanto riguarda la mascherina, l’Oms sensibilizza sull’uso, tanto che in Italia si sta pensando anche all’utilizzo obbligatorio a partire dai 6 anni.

L’Oms insiste quindi sul distanziamento senza contatto, sulla presenza nelle scuole di dispensatori di gel idroalcolico o sapone e acqua pulita. “Le superfici più usate, come le maniglie delle porte, i giocattoli, il materiale didattico, gli interruttori, le attrezzature per il gioco, gli ausili educativi utilizzati dai bambini e le copertine dei libri devono essere pulite e disinfettate regolarmente”.

Un punto cruciale rimane quello delle mense, luoghi assolutamente da evitare, preferendo consumare il cibo nelle classi, per non far incontrare troppi bambini e ragazzi nello stesso spazio.

Seguendo questo criterio, saranno sempre gli insegnanti a spostarsi da un’aula all’altra, mentre i ragazzi rimarranno sempre nella stessa.

Le aule dovranno essere sempre arieggiate e per garantire il distanziamento l’Oms ipotizza la possibilità di prevedere vari turni e considerare l’aumento degli insegnanti in modo da ridurre il numero di studenti per classe (come suggerito dal ministro dell’Istruzione la scorsa settimana presentando l’ipotesi di far entrare metà studenti in classe e l’altra metà a distanza online).

Fondamentale per l’Oms sarà la cooperazione delle famiglie per segnalare eventuali casi di Covid-19 che si verificano in casa. La raccomandazione finale dell’Oms infine si rivolge ai vari governanti che dovranno considerare la situazione locale e dell’epidemiologia del coronavirus nel Paese in cui si trovano le scuole, ma anche della capacità di mantenere le misure di prevenzione e controllo.

 

 

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