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Ai tempi incerti e indefiniti del coronavirus, il tema dell’intelligence è più attuale che mai. E le coincidenze non ci fanno mancare nulla. Il virus in un primo momento sembrava provenire solo dalla Cina, confermando la presenza di quel “pericolo giallo” che dalla fine dell’Ottocento attraversa la cultura di massa dell’Occidente.

L’emergenza sanitaria ha messo temporaneamente in ombra un’altra incombenza nazionale, rappresentata dalla prossima gara per il 5G. I termini sono noti: per alcuni è un’opportunità da non perdere mentre per altri è un rischio per la sicurezza nazionale. La vicenda quindi non poteva non interessare l’intelligence tanto che il Comitato Parlamentare si è espresso a riguardo e ha recentemente chiesto al Direttore del Dis Gennaro Vecchione di chiarire alcune sue espressioni sul tema, invero riassuntive e molto prudenti.

In ogni caso, questa vicenda, unita a quanto potrà succedere con le conseguenze del coronavirus sulla crisi economica e quindi sull’aumento inevitabile del disagio sociale, potrebbe fare valutare una sollecita nomina di un sottosegretario all’intelligence o di un’autorità delegata alla sicurezza nazionale. Infatti, il presidente del Consiglio oltre alla normale attività, deve adesso quotidianamente confrontarsi con la crisi drammatica causata dal coronavirus che riveste aspetti sanitari ed economici rilevantissimi. Aspetti che ancora non sono quantificabili ma che potrebbero essere mostruosi.

Probabilmente una comunicazione istituzionale più coordinata sarebbe stata necessaria per limitare sia preoccupazioni che sottovalutazioni. Ieri, infatti, l’Ocse ha rivisto le stime dell’Italia, prevedendo crescita zero per il 2020. E potrebbe essere una stima ottimista. In un contesto del genere, le vicende della sicurezza nazionale oggi più che mai vanno considerate nella loro prioritaria importanza.

Ci sono problemi urgenti, come quello del 5G e della previsione del disagio sociale conseguente a quanto sta accadendo. La presenza di una figura istituzionale aggiuntiva come un sottosegretario con delega ai Servizi in quanto autorità delegata potrebbe rappresentare un riferimento molto utile per la necessaria funzionalità delle istituzioni, in modo da contribuire ad adottare le necessarie politiche a tutela dell’interesse nazionale, utilizzando strumenti come la golden power sul piano economico e azioni preventive sul piano sociale.

Da ricordare che sul 5G si gioca una partita di fondo, che investe le nostre relazioni e il nostro futuro. Non è una semplice partita tecnologica o economica ma eminentemente politica. I vari Paesi europei si muovono in ordine sparso, in assenza di una comune linea comunitaria e soprattutto senza disporre di una presenza tecnologica che competa con gli americani e i cinesi.

Proprio adesso, alla vigilia di importanti scadenze, non dobbiamo farci distrarre da una grave emergenza ma mantenere la lucidità necessaria alle scelte di fondo. Non a caso Yuval Noah Harari ricorda “che in un mondo sommerso da informazioni la lucidità è potere”.

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