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È una legge di Bilancio di sole tasse, come dicono le opposizioni (e una parte della maggioranza), oppure le tasse vengono tolte, come s’affannano a sostenere da alcune stanze governative? C’è l’illusione ottica, c’è l’inganno e c’è il vuoto.

L’illusione consiste in un trucco antico: l’anno scorso s’è speso 100 per una determinata voce; nelle previsioni metto che per il prossimo servirà 120; mi dicono che non ci sono le coperture e allora riduco a 110; dico di avere tagliato e in realtà la spesa è cresciuta. Lo stesso per il fisco: annuncio che tasserò anche gli sguardi; poi svento la manovra e dico di avere tagliato le tasse; naturalmente non è vero, la promessa-minaccia futura resta immutata, ma chiedo il cieco giubilo del pubblico pagante.

E siamo all’inganno: la pressione fiscale è ufficialmente prevista in crescita, dello 0,4, dal governo stesso. Una cosa che aumenta solitamente non cala. Però: a. era la stessa cosa per il governo precedente, presieduto dalla stessa persona che, almeno su questo, può rivendicare coerenza; b. l’aumento prospettato è messo in conto a recupero di evasione, che fa rima con illusione.

Sta di fatto che anche la professionalità degli imbonitori scema e, alla ricerca di nuove entrate, hanno buttato lì una serie di cimici fiscali il cui gettito è ridicolo, ma il prurito che generano esasperante. Non satolli farciscono le giornate affermando con sicurezza che tanto cambieranno tutto. Sicché ciascuno può fare i conti come gli pare.

La cosa più importante è il vuoto. La legge di Bilancio contiene novità o indirizzi diversi, rispetto a quelle che l’hanno preceduta? No. Ogni tanto qualcuno farnetica di abbattimenti fiscali per dare propellente alla crescita, ma con la stessa credibilità di quelli di prima e con eguale previsione di crescita della pressione fiscale. Né sono in cantiere riforme della burocrazia, mentre s’appresta il peggioramento della giustizia. E se la produzione industriale cala e la più grande acciaieria d’Europa s’avvia a morire la colpa non è di nostrani demagoghi incompetenti e irresponsabili, ma sempre di cattivoni stranieri. Vuoto che genera vuoti alla ricerca di voti.

Il governo in carica aveva una possibilità di esistere, impostando una legge di Bilancio seria, senza strafare, ma nella consapevolezza che la bonaccia dei mercati non è eterna. Ha scelto la continuità nell’inutilità.

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