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Giancarlo Giorgetti non esclude l’ingresso della Lega nel Ppe. Modello Orban per farsi più tattici e meno di pancia?

Può essere un grimaldello, ma dovremmo chiederci perché il Ppe non caccia Orban. I popolari sono cambiati molto: quando parliamo di Ppe, subito ci vengono in mente Angela Merkel o Nicolas Sarkozy. Da un lato i gollisti in Francia sono ridotti ai minimi termini, dall’altro la Cdu è in profonda crisi. Per cui all’interno del Ppe sta diventando sempre più preponderante la parte dell’est, Ungheria e Polonia su tutti. Quindi si stanno spostando gli equilibri interni.

Anche ideologici?

Chiaramente ciò rende il nuovo Ppe più affine alla Lega di quanto non fosse quello assolutamente dominato da Sarkozy e Merkel.

È anche questo il frutto della cena Salvini-Berlusconi?

Può essere. Ma ciò che non si dice in Italia è che l’Europa è stata cambiata dai sovranisti. L’attuale Commissione Europea è stata appoggiata dalla maggioranza più leggera di sempre, tanto è vero che per raggiungere quei numeri c’è stato bisogno dei grillini. Quindi l’Europa si sta spostando a destra e di conseguenza anche il Ppe che così si avvicina alla Lega. Poi è chiaro che Berlusconi potrà aver dato alcuni consigli, ma è un elemento secondario, di supporto e non trainante.

La Lega, nonostante il 30%, come dovrebbe gestire il futuro del centrodestra italiano?

Non giurerei che lo stesso Salvini saprebbe rispondere. Ma la cosa più semplice sarebbe quella di restare alla finestra e aspettare il passaggio del “cadavere”. Mi sembra infatti che questo governo giallorosso, che in realtà è rosso o rosa visto che lo gestisce Renzi, stia ripetendo tutti gli errori del Pd e dei suoi governi. Alzare le tasse, abbassare i controlli sugli immigrati, smantellare i valori fondanti dell’etica a beneficio di un futuro più fluido: adesso tutto questo story telling viene riproposto ed è quello che in passato ha condotto alla sconfitta della sinistra e di Renzi.

Quindi lasciar fare?

Sì, ma poi se Salvini vorrà guidare il centrodestra dovrà cercare di essere onnicomprensivo: ovvero fare in modo che, posto che la leadership di Berlusconi è ormai tramontata ed è improbabile che risorga, nessun altro nel centrodestra sia in grado di insidiarlo.

Come Urbano Cairo?

Credo che non sia arruolabile col centrodestra. Innanzitutto non sono così sicuro che scenda in campo, poi casomai lo facesse andrebbe a contendersi l’area di Renzi e Calenda. Per cui penso che Salvini faccia bene a presidiare i valori della destra, inoltre non dovrebbe cadere nel tranello di Renzi che lo sfida dal centro dicendo di rappresentare l’Italia dei borghesi e della gente che riflette, non quella di bifolchi o fascisti. Salvini dovrebbe rispondere: “Caro Renzi, sono io l’Italia dei moderati, mentre tu governi con i grillini e Fratoianni”.

Per questo Conte teme più Renzi di Salvini?

No. Molto semplicemente teme Renzi perché il destino del governo è nelle mani del senatore di Rignano.

Che cosa ha capito Salvini da questa pazza crisi agostana?

Ha capito probabilmente che l’Italia non si riesce a governarla da solo e che il Paese si trova in un contesto mondiale ed europeo, che gli piaccia o meno.

Migranti, mentre nell’hotspot di Moria sono morti carbonizzati una mamma con il suo figlioletto, Di Maio frena il Pd sullo ius culturae: crede tema il problema della sicurezza?

Non è che se noi accogliessimo di più e concedessimo più facilmente la cittadinanza allora gli immigrati non morirebbero più in mare. Anzi, sarebbe un invito a venire qui. Quindi più ius culturae avremo, più morti in mare dovremmo aspettarci: questo è il punto di partenza di un ragionamento serio e ponderato. Aggiungo che il M5s ha cambiato posizione ormai su tutto, se lo facesse anche sull’immigrazione che era uno dei punti su cui lo scorso governo aveva ottenuto il maggior consenso popolare, mi sembrerebbe paradossale.

twitter@FDepalo

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