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Dopo Giuseppe Conte, oggi è stato il giorno di Elisabetta Trenta al salone parigino di Le Bourget, la manifestazione considerata tra le più importanti al mondo per il settore dell’aerospazio. Caccia del futuro, investimenti per il settore e attenzione al comparto industriale sono i temi su cui la titolare della Difesa ha lanciato messaggi nel corso della rassegna. Il ministro era però arrivato ieri nella capitale francese, iniziando la trasferta transalpina con la sigla di un accordo sul monitoraggio dallo spazio insieme alla collega Florence Parly.

LE PAROLE DELLA TRENTA

Il governo, ha ammesso la Trenta, “è chiamato a fare delle scelte strategiche per la Difesa, insieme alle Forze armate e alle imprese stesse”. In tal senso, “credo che si stia lavorando molto bene”, ha aggiunto, ricordando che “gli investimenti sono ripartiti anche per questo settore”. Lo scorso giovedì, il ministro aveva difatti accolto con “grande soddisfazione” lo sblocco (da 7,2 miliardi di euro) annunciato dal Mise di Luigi Di Maio per i programmi militari, una mossa importante a cui occorrerà però dare seguito. L’obiettivo, ha notato il ministro della Difesa, “è continuare a lavorare in questo modo con grande supporto alle nostre imprese”.

LE PARTNERSHIP INTERNAZIONALI

Diversi gli incontri con i partner internazionali, elemento che rende appuntamenti come quello di Le Bourget delle “occasioni molto importanti”. Nel settore dell’aerospazio e difesa, ha rimarcato la Trenta, “le cooperazioni sono un modo per andare avanti nel futuro, visto che sono in corso dei programmi di lungo termine”. Parole che si vanno a sommare a quelle pronunciate ieri a Washington da Matteo Salvini, che ha spiegato la strategicità della collaborazione nel campo della Difesa con l’alleato d’oltreoceano per poter contare di più in Europa. D’altra parte, nel Vecchio continente all’Italia resta un nodo da sciogliere, quello del caccia europeo del futuro.

IL NODO DEL CACCIA DEL FUTURO

Tra i nodi da sciogliere c’è quello del caccia europeo del futuro. Il salone di Le Bourget si è aperto ieri con i nuovi passi in avanti di Parigi e Berlino sul progetto congiunto, con l’adesione formale della Spagna e l’aggiornamento della tabella di marcia dei due protagonisti industriali (la francese Dassault e il colosso franco-tedesco Airbus), entrambi accolti con soddisfazione dal presidente Emmanuel Macron. L’Italia non ha ancora fatto la sua mossa, anche se esperti e rappresentanti dell’industria nazionale hanno raccomandato al governo una decisione rapida che punti in direzione del Tempest, la contromossa di Londra all’asse franco-tedesco. Per ora, ha detto la Trenta, “l’Italia è aperta a tutte le possibilità”. D’altra parte, ha rimarcato, “siamo nella fase iniziale in cui è compito della politica guardarsi intorno e decidere per il futuro”. Si tratta di “scelte che non sono solo industriali, ma che hanno una ricaduta sui rapporti tra i Paesi; sono scelte che hanno insito un elemento di geopolitica; e quindi è giusto guardare a tutto quello che abbiamo intorno in questo momento”.

L’ATTENZIONE DEL GOVERNO

L’anno scorso, a luglio, il salone inglese di Farnborough – che si alterna a quello di Le Bourget, entrambi a cadenza biennale – fu il debutto per la titolare del dicastero Difesa. Dopo quasi un anno, l’attesa per l’arrivo alla rassegna parigina era la stessa, considerando le molteplici richieste di attenzione e supporto che il comparto rivolge da tempo al governo. A spianare la strada alla Trenta è intervenuto ieri il premier Conte, con la prima presenza in assoluto di un presidente del Consiglio italiano all’airshow di Parigi. L’obiettivo era la consegna di un messaggio, oggi confermato dal ministro: l’esecutivo guarda con attenzione al settore dell’aerospazio. Un segnale ribadito anche dalle tradizionali missioni delle commissioni Difesa di Camera e Senato, guidate rispettivamente dai due presidenti Gianluca Rizzo e Donatella Tesei.

LA VISITA

La Trenta è apparsa a suo agio nel giro tra gli spazi espositivi delle aziende italiane presenti al salone, con tanto di salita a bordo dell’M-345, il velivolo d’addestramento per cui l’Aeronautica militare ha firmato, la scorsa settimana, per ulteriori tredici unità. Ad accogliere il ministro sono stati i vertici di Leonardo, Gianni De Gennaro e Alessandro Profumo, che hanno mostrato al ministro anche il nuovo drone Xplorer, l’ultimo arrivato della famiglia Falco, svelato ieri insieme al premier Conte. Poi, il giro negli spazi delle tante eccellenze italiane, per “una giornata molto intensa con una visita alle nostre aziende più grandi, prima fra tutte Leonardo, ma anche Elettronica e MBDA”.

L’ACCORDO “SPAZIALE”

Il viaggio di Elisabetta Trenta a Parigi si era però già aperto ieri sera, con la firma di un accordo bilaterale, insieme all’omologa francese Parly, dedicato alle attività spaziali. “Permetterà lo sviluppo della nuova fase di una rete congiunta di satelliti da sorveglianza e ricognizione il cui scopo è il controllo delle zone a rischio del Mediterraneo e dell’Europa”, ha spiegato la titolare di Palazzo Baracchini. Si tratta, ha aggiunto da Parigi, “di un altro passo avanti per la sicurezza nazionale e la sicurezza dell’Europa”.

L’OCCHIO SULLO SPAZIO

Lo spazio è d’altra parte tra i protagonisti di questa edizione di Le Bourget, a poche settimane dai 50 anni dello sbarco dell’uomo sulla Luna. Oggi, il numero uno della Nasa Jim Bridenstine ha ribadito il piano per tornare sul satellite entro il 2024, lasciando la porta più che aperta alla collaborazione con i partner europei. Ieri, Bridenstine ha incontrato il premier Giuseppe Conte, che da parte sua ha ricordato come la responsabilità del settore sia proprio nelle sue mani. La collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana (Asi), ha spiegato l’amministratore della Nasa, guarda anche al nuovo progetto lunare. Nel frattempo, giunta al salone con il nuovo presidente Giorgio Saccoccia, l’Asi ha presentato al mondo le prime immagini del nuovo occhio dallo Spazio, il satellite Prisma, precursore delle missioni in iperspettrale. Tra le altre cose, permette di notare la trasparenza delle acque, lo stato di salute delle colture e l’inquinamento atmosferico.

“Servono scelte strategiche per la Difesa”. Il ministro Trenta da Parigi

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