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Non solo Tav e sopravvivenza del governo. Il premier Conte ha deciso di prendere l’iniziativa sui temi economici convocando dei tavoli con le parti sociali. Il primo il 25 luglio, a dieci giorni dall’incontro di Matteo Salvini con le organizzazioni dei lavoratori e delle imprese, sarà dedicato al fisco.

Inusuali le modalità. Sindacati e associazioni di impresa saranno ricevuti a gruppi e avranno circa 45 minuti di tempo. Meno di un’ora che servirà a illustrare a grandi linee la riforma fiscale che dovrebbe entrare nella legge di Bilancio 2020.

A parte un po’ di scetticismo sulla capacità del premier di imporsi sulla maggioranza (come emerge dalle dichiarazioni di alcuni leader sindacali, a partire da Annamaria Furlan leader della Cisl) le aspettative sono alte. Anche perché la convocazione di Conte è letta dai diretti interessati come un segnale a favore di temi cari a sindacati e imprese, che su fisco, infrastrutture e lavoro hanno fatto fronte comune.

GLI INCONTRI DEL PREMIER

L’incontro con il premier, questo il ragionamento, rafforzerà chi nella maggioranza preme affinché tra le varie ricette al vaglio del governo si scelga il taglio del cuneo fiscale. Lo stesso Conte, secondo fonti sindacali, sarebbe rimasto colpito da come quasi tutte le 43 organizzazioni che hanno partecipato all’incontro al Viminale abbiano chiesto la riduzione del costo del lavoro.

Confindustria, Cgil, Cisl e Uil tifano apertamente per interventi che riducano la differenza tra il costo lordo di un dipendente e quanto il lavoratore si mette effettivamente in tasca. Viale dell’Astronomia ha dato disponibilità affinché il beneficio del taglio del cuneo vada interamente ai lavoratori.

Fronte unico anche sulla detassazione degli aumenti contrattuali, che ha buone possibilità di finire nei menù delle misure da mettere nella legge di Bilancio. Sindacati e imprese sono stati tentati da proporre al governo una ricetta radicale, la detassazione completa degli aumenti. Idea per il momento scartata, in attesa di momenti migliori.

Sindacati e imprese uniti anche sulle infrastrutture, con lo sblocco alle grandi opere e alla Tav. Su questo le parti sociali offriranno a Conte una carta da spendere per convincere gli alleati che intendono dare battaglia sul suo sì all’alta velocità a desistere.

Sul salario minimo emerge qualche (lieve) differenza. Il fronte confederali-viale dell’Astronomia è ufficialmente contrario ai nove euro all’ora della proposta M5S. Ma la Cgil potrebbe cambiare idea se la proposta Catalfo (l’esponente pentastellata che ha presentato il disegno di legge) non invadesse il campo della contrattazione.

Posizioni più sfumate sull’autonomia differenziata, con Confindustria un po’ più possibilista rispetto al progetto del governo e i sindacati più preoccupati per gli effetti sulle regioni meridionali.

SUD, LAVORO E FISCO

Il Sud sarà oggetto di un altro tavolo tra il premier Conte e le parti sociali che potrebbe essere convocato per il 29 luglio. Il 5 agosto il terzo tavolo dedicato al Lavoro.

Il 30 luglio Confindustria, Cgil, Cisl e Uil si vedranno per fare il punto sul fisco e a quel punto sapranno se sul cuneo fiscale, così come sugli altri temi del Patto per la fabbrica, la pressione sul governo avrà fatto effetto.

Ecco cosa chiederanno sindacati e imprese a Conte

Di Ugo Laner

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