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Nessuna alleanza con i cinquestelle, né ora né mai, tanto più se il governo gialloverde dovesse arrivare al capolinea prima del tempo. L’intervista di oggi al Corriere della Sera con cui Dario Franceschini è tornato ad aprire al Movimento 5 stelle e ad attaccare pesantemente l’ex premier Matteo Renzi ha riacceso il dibattito politico, non solo in casa dem, e scatenato una ridda di polemiche e di reazioni. A partire dal vicepremier Luigi Di Maio (“Non vogliamo avere nulla a che fare con il Pd“) e dallo stesso Renzi (“Ha perso pure a Ferra e dà lezioni“) fino ad arrivare a Nicola Zingaretti, che ha smentito l’ipotesi e lanciato un appello a “combattere per il Paese: ci vogliono distrarre dai loro disastri e da una agenda che anche questa settimana è molto pericolosa”. Una posizione, quella di Franceschini, fortemente criticata pure da Gennaro Migliore, attuale deputato del Partito democratico ed ex sottosegretario alla Giustizia, che in questa conversazione con Formiche.net ha liquidato come puramente strumentali gli scontri degli ultimi giorni tra Lega e Cinquestelle: “Se l’attività legislativa conta ancora qualcosa, non possiamo non ritenere che i due partiti al governo siano d’accordo su tutto ciò che propongono insieme. Anche sulle leggi più infami, come il presunto decreto sicurezza bis di cui si sta discutendo in queste ore”. Se crisi dovesse essere dunque, il motivo scatenante sarebbe da ricercare altrove: “Il vero tema è se la Lega deciderà oppure no di coltivare i propri interessi elettorali. Non vedo un conflitto reale rispetto a questioni sostanziali. Anzi, i cinquestelle mi paiono del tutto allineati pur di tenersi le poltrone”.

Intanto però dal Pd oggi è arrivata un’apertura piuttosto netta al movimento 5 stelle. Che ne pensa?

Nel mio partito c’è qualcuno che ha un vizio ideologico senza ideali. Questo mi sembra l’atteggiamento di chi sostiene la possibilità di un governo con i cinquestelle. Un’ideologia della sconfitta in pratica: visto che abbiamo perso e, secondo questa impostazione, continueremo a perdere, l’unico strumento a disposizione per tornare a vincere sarebbe di allearsi con il carnefice.

Cosa risponde a Franceschini?

Gli ha risposto direttamente Di Maio che ha rivelato ancora una volta la natura di questa organizzazione che vive di diffamazioni e di propaganda. Per certi versi anche più dedita alla distruzione delle istituzioni democratiche di quanto non lo sia la Lega. Per questa ragione ritengo si debba coltivare una strategia completamente diversa: non ammiccare a Di Maio e ai suoi accoliti ma proporre un intervento chiaro per il Paese. Ad esempio mi meraviglio di come il Pd non abbia presentato la mozione di sfiducia nei confronti di Matteo Salvini.

Proprio uno dei punti toccati da Franceschini secondo cui la mozione sarebbe stata di fatto un favore alla maggioranza. 

Oltre ai calci che il Pd ha ricevuto in questo periodo, cos’altro deve succedere perché questa ideologia della sconfitta venga messa da parte? Lo dico con amicizia a Franceschini: la realtà non si piega ai desideri di chi la vuole cambiare. Non presentare la mozione di sfiducia significa ricompattare la maggioranza senza che il MoVimento 5 Stelle paghi alcun prezzo. Se l’avessimo presentata come nel caso della Diciotti, almeno avremmo costretto i pentastellati a decidere se salvare oppure no Salvini. E invece gli abbiamo eliminato pure questo problema.

E intanto nei confronti di Renzi è ricominciato pesantissimo il fuoco amico. Fino a quando potrà durare questa situazione? 

Ci accusano di vicende inesistenti, strumentalizzano i bambini come avvenuto nel caso di Bibbiano e c’è chi propone di instaurare con loro un dialogo fondato addirittura sui valori. Ma di cosa stiamo parlando? A me pare che l’unico che stia difendendo il Pd sia Renzi.

Tema che quella di Franceschini possa essere in fondo pure la linea del segretario del Pd?

Zingaretti oggi l’ha smentito, spero non sia il solito gioco delle parti.

Ma il no a ogni possibile alleanza con i cinquestelle è una condizione che ponete per rimanere nel Pd?

Resto nel partito nel quale milito per ragioni che non riguardano la semplice tattica. Ma sono libero e pretendo di esserlo nell’esporre le mie idee. In questa fase al Pd manca una linea politica che consenta anche alla minoranza di dare il suo contributo, magari pure con critiche.

Quindi se dovesse cadere il governo si dovrebbe tornare subito al voto a suo avviso?

Provengo da una cultura politica che affida al Presidente della Repubblica ogni valutazione in caso di crisi. Una cosa però la so: un governo con il Movimento 5 stelle non sono disposto a farlo.

Mai con il M5S. Parola di Gennaro Migliore (Pd)

Nessuna alleanza con i cinquestelle, né ora né mai, tanto più se il governo gialloverde dovesse arrivare al capolinea prima del tempo. L'intervista di oggi al Corriere della Sera con cui Dario Franceschini è tornato ad aprire al Movimento 5 stelle e ad attaccare pesantemente l'ex premier Matteo Renzi ha riacceso il dibattito politico, non solo in casa dem, e scatenato una…

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