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Con il sostegno popolare del presidente Vladimir Putin che sta sui livelli più bassi dal 1999 (dati dell’istituto di studi statistici russo Levada, che tra l’altro segnano una risalita rispetto inizio anno) il Cremlino sta valutando la possibilità di cambiare le regole elettorali nel tentativo di assicurarsi la possibilità di creare un blocco parlamentare con cui, eventualmente, estendere la durata del mandato presidenziale.

Secondo la Konstitutsiya il 2024, anno in cui scadrà l’ennesimo rinnovo dell’incarico ricevuto dalle urne a marzo 2018, dovrebbe segnare la fine della sua storia politica, ma anche se non ci sono accenni pubblici sulle sue intenzioni, fa notare la Bloomberg tramite alcune fonti informate, aiutanti e consulenti stanno lavorando su modi per consentirgli di prolungare la sua egemonia.

Per eventuali cambiamenti costituzionali è imprescindibile il ruolo di Russia Unita, il partito putiniano. Servono i due terzi dei parlamentari – obiettivo raggiunto alle ultime elezioni del 2016 con solo il 54 per cento dei voti attraverso accordi con candidati indipendenti. Ma RU adesso sta perdendo consensi, come dimostrano anche alcuni risultati locali insoddisfacenti. Ha perso contatto con le persone, o ha perso il controllo dei territori, e forse anche perché sta affrontando la questione del dopo Zar senza un’indicazione chiara dal diretto interessato.

Il Cremlino starebbe allora valutando la possibilità di tagliare la quota dei seggi eletti dalle liste di partito nella Duma in vista delle parlamentari del 2021 (cose che permetterebbe a Putin di lavorare per tre anni con i legislatori prima dell’eventuale rinnovo), spiegano le fonti alla Bloomberg, per far sì che il resto finisca per essere eletto nei distretti locali, dove “molti candidati pro-Cremlino si comportano come nominalmente indipendenti per evitare lo stigma dell’appartenenza alla Russia Unita”.

Il partito di Putin in questi giorni è protagonista di fatti di cronaca in Italia, in quando ha un’alleanza politica con la Lega e i suoi funzionari sono stati tirati in ballo nelle registrazioni che compongono l’ormai notissima inchiesta giornalistica di BuzzFeed, il Salvini-Russiagate.

“Mantenere una forte presa sul Parlamento amplierebbe lo spazio di manovra di Putin. Potrebbe potenzialmente consentire al sessantaseienne presidente russo di cambiare ruolo, mantenendo le redini del potere come capo del partito al governo e primo ministro con l’ampliata autorità costituzionale a spese della presidenza”, hanno detto due persone vicine al Cremlino e un legislatore di Russia Unita alla Bloomberg.

Sono dinamiche interne da tenere d’occhio, perché proiettano il ruolo della Russia – potenza globale più dal punto di vista politico che economico – nei prossimi anni. Ruolo attorno a cui si giocano equilibri in diverse regioni del mondo, dall’Europa all’Asia fino all’Artico.

Putin pensa a come prolungare la sua presa sul Cremlino oltre il 2024

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