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Gianni de Michelis era un giovane socialista veneziano che nel congresso del Psi, negli anni 70, incoronò Bettino Craxi segretario politico si distinse ed entro nel gruppo di testa del partito.

Andò subito al governo quando si ricostituì il centro sinistra, finita l’esperienza del governo di solidarietà nazionale. Fu il politico che per primo capi come i beni culturali dovessero uscire dalla cultura della sola conservazione per entrare in quello della valorizzazione e della fruizione di massa. Fu ministro delle partecipazioni statali con particolare attenzione nel difendere la politica energetica del Paese messa sulle spalle dell’Eni. Fu ministro del lavoro che innovò le relazioni sociali tra i sindacati e le organizzazioni imprenditoriali, mentre nel governo Andreotti ricopri la carica di ministro degli Esteri. Lavorò intensamente per gli accordi di Maastricht e per la pace in Africa, in Medio Oriente e nella penisola balcanica.

De Michelis fu un leader socialista molto presente sul piano internazionale e capì subito come nella vicenda degli anni 1992-94 ci fosse anche una manina americana. A questa intensa attività politica e di governo Gianni aggiungeva una vita privata giudicata dalla vulgata corrente disordinata e gaudente. Gianni amava la vita e amava anche le discoteche in una mentalità che non vedeva mai un contrasto tra gli obblighi politici ed un costante divertimento che gli alleviava il peso spesso soffocante dell’attività di governo.

Fu sempre un uomo positivo che non perse mai lucidità e men che meno la profonda passione politica. Eravamo molto amici, ma non sfuggivamo da discussioni pesanti nella nostra comune esperienza di governo senza che mai venissero intaccati i rapporti personali, tanto che nel 2014 fu il mio testimone nelle seconde nozze. L’italia ha perso un leader ed un politico che ancora oggi avrebbe potuto indicare linee di politica estera ai dilettanti pericolosi che hanno isolato l’Italia nel contesto europeo ed in quello internazionale più vasto, a cominciare dalla Libia, mentre io e Lucia piangiamo un grande indimenticabile amico.

L'Italia perde un grande leader, io un grande amico. Pomicino racconta De Michelis

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