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Punta su Tripoli il Generale Haftar, uno scenario che sembra sempre più prossimo a verificarsi. L’esercito del Felmaresciallo della Cirenaica è ormai vicino alla capitale libica. Le forze dell’autoproclamato Esercito nazionale libico (Lna) del generale sono già arrivate a est di Sirte, la città che fino a pochi mesi fa era diventata la roccaforte dell’Islamic State nel Paese Nordafricano.

L’elemento di novità è che ad annunciare la presenza delle truppe di Haftar nella Sirte sia stato il governo di Accordo nazionale libico di Tripoli che fa capo a Fayez al-Serraj tramite l’agenzia per la difesa aerea. L’esercito di Haftar è ora in una posizione molto ravvicinata a quella occupata dalle milizie di Misurata fedeli al governo di Tripoli. “L’avvicinarsi delle forze di Haftar – hanno scritto su Facebook i misuratini – è una provocazione che respingiamo e davanti alla quale non resteremo fermi a guardare”. Un confronto armato tra le differenti milizie prefigurerebbe una nuova e violenta guerra civile nel cuore della Libia con tutte le conseguenze del caso sia per i risvolti economici che l’Italia ha in campo, ma soprattutto per la gestione dei flussi migratori verso le nostre coste.

Oltre ai soliti quanto inconcludenti comunicati congiunti diffusi nei giorni scorsi dalle varie ambasciate, i Paesi occidentali presenti in Libia non hanno ancora intrapreso iniziative per offrire soluzioni alternative alle presa del potere da parte di Haftar. Il Generale ha già occupato il Fezzan, la parte meridionale del Paese, controllando anche le frontiere con gli Stati dell’Africa subsahariana da dove transitano i flussi migratori.

Intanto l’Inviato Onu in Libia, Ghassan Salamé, ha annunciato ottimisticamente di poter organizzare una nuova conferenza di pace tra i vari attori politici e militari libici. Mentre ci si siede ai tavoli delle conferenze però Haftar continua a conquistare porzioni di territorio.

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