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All’indomani dell’approvazione del Documento di Economia e Finanza da parte del governo (crescita 2019 a +0,2), l’industria torna a dare segnali di risveglio non scontati. Arrivati direttamente questa mattina dall’Istat. Per il quale nel mese di febbraio la produzione industriale è cresciuta dello 0,8% rispetto a gennaio, mettendo a segno la seconda variazione congiunturale positiva, dopo quattro mesi di cali registrati a fine 2018. Per quella che ancora oggi è la seconda manifattura d’Europa, una ripresa seppur timida dell’attività industriale può rappresentare una ragionevole speranza di vedere prima o poi il nostro Pil tornare a crescere in modo strutturale. Certo, molto dipenderà dall’andamento dei conti pubblici, visto che nei calcoli del governo, quest’anno il deficit toccherà quota 2,4%. Ma la premessa è comunque buona.

Tornando ai dati dell’Istat, anche su base annua c’è una modesta dinamica espansiva, con un aumento dello 0,9% nei dati corretti per il calendario, la prima dal mese di ottobre 2018, sostenuta principalmente dal buon risultato ottenuto dai beni di consumo (+4,7% su base annua, +3,2% sul mese) e, in misura inferiore, dai beni strumentali (+1,5% su anno, +1,1% sul mese). Alla luce dei risultati dei primi due mesi dell’anno, è la sintesi dell’Istituto di statistica, è difficile che la produzione industriale nel primo trimestre non sia in crescita. Addirittura viene fatto notare come “anche con un brutto calo come quello tendenziale del 6% previsto da Confindustria per marzo, avremmo un primo trimestre positivo”.

I buoni dati sull’industria hanno innescato la gioia del vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che su Facebook ha festeggiato. “Leggo finalmente buone notizie, l’industria italiana rialza la testa: produzione in crescita, +0,8% a febbraio rispetto a gennaio e +0,9% rispetto al 2018. Molto bene”. Decisamente più cauti i consumatori riuniti al Codacons, per i quali “è ancora presto per cantare vittoria, e occorrerà verificare se il trend positivo proseguirà anche nei prossimi mesi. Si tratta senza dubbio di numeri incoraggianti e che fanno ben sperare, specie con riferimento ai beni di consumo che segnano la crescita più elevata dal 2017, ma tali dati non bastano a cantare vittoria e non determinano la fine della crisi per l’industria italiana”.

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Istat, l'industria italiana torna a respirare

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