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I servizi segreti interni russi, l’Fsb, hanno arrestato l’ex ministro Mikhail Abyzov con l’accusa di frode, secondo quando dichiarato dal Comitato Investigativo russo in un comunicato stampa.

Lo Sledkom, il Sledstvennyi komitet, che ha accusato Abyzov di aver sottratto allo stato 62 milioni di dollari, è stato creato nel 2011 e da quel momento è diventata la principale autorità investigativa federale e lavora principalmente come agenzia anti-corruzione: guidato dal fedelissimo putiniano Alexander Ivanovich Bastrykin (che dal gennaio 2017 sotto sanzioni del Tesoro americano come tanti altri leader dell’apparato russo, perché implicato nei piani avventuristici del Cremlino).

L’organismo è presieduto direttamente da Vladimir Putin, e infatti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov (in questi giorni impegnatissimo nel trollare gli Stati Uniti e il resto del mondo per i risultati dell’indagine sulle interferenze russe mostrate dall’amministrazione Trump), ha detto che il presidente era stato informato in anticipo del blitz.

Nel maggio 2012, Abyzov era stato nominato ministro degli Affari pubblici, iniziativa definita “Open Government” dal Cremlino il suo ministero (governo aperto), un incarico che ha ricoperto per sei anni: voluto dal gabinetto dell’ex presidente Dmitry Medvedev, è considerato uno dei più stretti uomini attorno all’attuale primo ministro. Dopo che Putin aveva ripreso la presidenza nel 2012, Abyzov era stato confermato nel suo ruolo nell’ambito degli equilibri interni concordati tra Medvedev e il suo mentore.

Ora esce che secondo lo Sledkom l’ex ministro avrebbe fondato e gestito un’organizzazione criminale che da aprile 2011 a novembre 2014 gli è servita per trasferire quei fondi all’estero. L’ex ministro, insieme ad altri cinque individui (tutti identificati), è accusato nello specifico di aver sottratto denaro alla Siberian Energy Company e alla Regional Electric Grid di Novosibirsk. Si tratta di società di distribuzione energetica, settore in cui ha costruito la sua carriera: alla fine degli anni Novanta, giovanissimo, era stato nominato vicepresidente del board di RAO UES, colosso statale russo che fino al 2008 si occupava dell’esportazione di elettricità in Scandinavia e nel Cis.

Tra il 2005 e il 2007, Abyzov ha guidato Kuzbassrazrezugol, una delle maggiori società minerarie del carbone nel paese. In seguito è diventato presidente dei consigli di amministrazione di diverse società al di fuori del settore energetico, per esempio Ru-Com, specializzata negli investimenti industriali, dell’ingegneristico Gruppa E4 (poi fallito) e del gruppo di costruzione di infrastrutture di trasporto Mostotrest.

“Abyzov e le persone sopra menzionate hanno messo a rischio lo sviluppo economico sostenibile e la sicurezza energetica di diverse regioni del paese”, hanno detto gli investigatori. L’avvocato difensore di Abyzov ha detto all’agenzia di stato TASS che il suo assistito sarebbe apparso in una corte di Mosca oggi 27 marzo (l’arresto è avvenuto nella serata di ieri) per un’udienza preliminare durante la quale si sarebbe dichiarato non colpevole.

Dal 2018, anno delle ultime presidenziali che hanno riconfermato Putin, il suo ministero era stato cancellato. Abyzov, uno dei più ricchi membri dei passati governi, si era trasferito in Italia, dove uno dei leader dell’opposizione putiniana, Alexei Navalnyaveva rivelato per primo che possiede una villa da 11,7 milioni di euro sulle colline dietro Grosseto: si chiama Villa Tesoro, contornata da 34 ettari di terreno dove Abyzov produce vino e olio toscano.

Nel frattempo i suo due figli Daniel e Nikita e la figlia Zoya avevano ottenuto la cittadinanza americana. Secondo alcune fonti, era rientrato a Mosca lunedì 25 marzo per partecipare a una festa di compleanno di un amico; secondo il Vedomosti (il principale quotidiano economico russo) era rientrato a Mosca per un business-trip di una settimana.

Evidentemente gli agenti sapevano dello spostamento, così come lui sapeva che la Russia non era più un luogo sicuro per lui e per la sua famiglia. Secondo Interfax, sarebbe stato attirato a Mosca da un piano progettato per poi arrestarlo.

Abyzov è il secondo ex ministro a essere arrestato nelle operazioni congiunte tra Fsb e Comitato investigativo: a novembre del 2016 era toccato ad Alexei Ulyukayev, ex titolare dello Sviluppo economico, finito in manette nell’ambito della campagna di lotta alla corruzione interna che il governo russo sta conducendo anche con l’obiettivo di un repulisti sulla piazza del potere interno.

 

Arrestato Abyzov, un (altro) ministro russo finito nella rete di Putin

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