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A furia di inerpicarsi nella storia si finisce sempre col trovare informazioni interessanti che avvalorano la saggezza dei proverbi. Come quello secondo il quale il miglior modo per far soldi è averne già, che implica avere la possibilità di investire un gruzzolo in strumenti finanziari e dimenticarsene. Un bel giorno si scoprirà di essere più ricchi di prima pure se nel frattempo ci sono state un paio di guerre e un qualche default. Parrà strano, ma dicono funzioni.

Se avete voglia a vostra volta di inerpicarvi nella storia, assai più di quanto ci si possa riuscire con un post, suggerisco la lettura di un paper pubblicato qualche tempo dal Nber (“Sovereign bond since Waterloo“) che ha il pregio di offrirci uno sguardo sul mercato obbligazionario sin dal 1815, ossia dai tempi di Waterloo, che per gli autori segna un po’ l’inizio del mercato dei bond sovrani. Una storia fortunatissima, pure se funestata da una miriade di default, ristrutturazioni, haircut e svariati altri eventi traumatici, primo fra tutte le guerre. E tuttavia, come si diceva all’inizio, i possessori di titoli obbligazionari, alla fine ci hanno sempre guadagnato, in alcuni momenti anche più delle azioni.

Ma sarebbe far torto alla fatica degli autori ridurre il tutto a una semplice questione di rendimenti. Vale la pena osservare almeno un altro paio di dettagli. Cominciamo dalla frequenza dei default.

Notate l’impennata degli istogrammi, relativi ai prestiti bancari andati male. La modernità è giovata poco ai creditori. Altresì interessante notare la concentrazione di default sovrani nel ventennio precedente e successivo alla seconda guerra mondiale, cui però è succeduta una certa stabilità entrata in crisi negli anni ’70.

Un’altra informazione interessante che si ricava dal database prodotto dagli autori è che in media anche gli haircut dei prestiti ammalorati non hanno superato il 50%, e spesso in molti casi il default non ha interrotto il pagamento delle cedole. Ha riguardato gli stock ma non i flussi.

E questo spiega perché i rendimenti complessivamente ne abbiano sofferto poco.

Da questa tabella si può osservare il rendimento medio reale nei vari periodi in cui è articolato lo studio. In quest’altro grafico, invece si può osservare il livello medio degli haircut rispetto al rendimento.

Queste poche note sono sufficienti per trarre un piccolo insegnamento che, mutuando una vecchia massima, potremmo tradurre così: disponendo di un capitale di partenza, nel lungo periodo saremo tutti ricchi. Peccato che saremo pure morti.

Twitter: @maitre_a_panZer

Nel lungo periodo saremo tutti ricchi

A furia di inerpicarsi nella storia si finisce sempre col trovare informazioni interessanti che avvalorano la saggezza dei proverbi. Come quello secondo il quale il miglior modo per far soldi è averne già, che implica avere la possibilità di investire un gruzzolo in strumenti finanziari e dimenticarsene. Un bel giorno si scoprirà di essere più ricchi di prima pure se…

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